venerdì 30 novembre 2012

"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni)



Le esperienze professionali e accademiche di diversi autori, che fanno parte della community di www.psicolab.net, hanno dato il via a un progetto sulla Formazione come strumento di cambiamento. Si tratta di punti di vista diversi su un campo, quello della Formazione Outdoor, ancora poco compreso e conosciuto. Uno sguardo creativo e al contempo rigoroso di formatori, coach, professori e giornalisti sul mondo della Formazione Esperienziale. Una Formazione vitale che si rinnova nei contenuti e nelle modalità, una Formazione sempre più necessaria sia in campo aziendale che personale, una Formazione che è percorso e stile di vita.

La decontestualizzazione dall’ambiente abituale, per effettuare attività insolite e maggiormente creative, è una delle chiavi per ottenere cambiamenti duraturi. Questo permette infatti di abbattere le diffidenze e porre tutti i partecipanti allo stesso livello di partenza: su un campo da rugby, su un palcoscenico o in un rifugio di montagna poco importa il mio ruolo aziendale o sociale. Tutti devono mettersi in gioco per contribuire al raggiungimento del risultato finale. In tali contesti diventa importante collaborare per svolgere compiti elementari o difficili. Così i partecipanti possono acquisire nuove capacità di relazionarsi, abbattere precedenti schemi e diffidenze, scoprire aspetti nuovi nei propri compagni e in se stessi.

Le organizzazioni si trovano continuamente a dover fronteggiare cambiamenti di ogni tipo, adattando i propri obiettivi, la propria struttura ed il modo in cui si pongono sul mercato. Per questo chiedono uno sforzo costante di adattamento e di miglioramento ai propri membri. E le nozioni teoriche e specialistiche, per quanto importanti nello svolgimento di qualsiasi professione, non sono sufficienti perché le persone, in una qualsiasi realtà, hanno bisogno di comunicare e di imparare continuamente per raggiungere il duplice e fondamentale obiettivo che garantisce il successo: essere soddisfatti soddisfando a nostra volta le aspettative dell’organizzazione.

Autori del libro: Fabio Croci, Laura Cioni, Giovanna Coppini, Paolo Svegli, Silvia Corridoni, Valentina Ristori, Angela Cardi, Stefania Ciani.
Curatore: Lapo Baglini.

Visita il sito dell’autore

"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni), 2008, €12, ISBN: 978-88-6358-013-6, pp. 120

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Educazione e contesti sociali di Frederic M. Thrasher. A cura di Maurizio Merico (Kurumuny)



Il volume raccoglie tre saggi di Frederic M. Thrasher pubblicati nel «Journal of Educational Sociology» tra il 1927 e il 1934. Nel tentativo di coniugare la proposta teorica e metodologica elaborata dalla Scuola di Chicago con l’approccio normativo proprio della sociologia educativa statunitense, Thrasher individua nell’analisi sociologica dei contesti sociali uno strumento decisivo per la comprensione delle istituzioni educative e dello studente, la risoluzione dei problemi scolastici e lo studio dei processi di educazione informale. Attorno a questo elemento, che costituisce il suo contributo più significativo alla sociologia educativa, nei saggi qui tradotti per la prima volta in italiano Thrasher sviluppa un’analisi che attraversa i temi lungo i quali si è articolata la sua opera: le bande giovanili, il rapporto tra educazione e prevenzione della delinquenza, i caratteri dell’educazione informale, gli effetti del cinema sul comportamento dei giovani e il coordinamento dei servizi comunitari. L’attenzione a questioni che continuano ad attraversare il dibattito sociologico contemporaneo unitamente al carattere innovativo di un approccio capace di coniugare, nello studio dei processi educativi, analisi etnografica, ecologica e statistica, da un lato, e la necessità di individuare le possibili applicazioni dei risultati di ricerca ai problemi educativi, dall’altro, segnano gli estremi all’interno dei quali riconoscere la contraddittoria ricchezza di un percorso che si è costantemente mantenuto sul crinale tra «l’educazione come arte e la sociologia come scienza».

giovedì 29 novembre 2012

C’era una donna … di Monica Negri (Phasar Edizioni)



Un racconto autobiografico, una denuncia morale sull'arroganza e l'indifferenza dei piccoli poteri. "Questa storia nasce dalla necessità di esorcizzare quanto accaduto durante pochi anni che hanno cambiato la nostra vita. Quando abbiamo assistito al disgregamento fisico e morale di una persona a noi molto vicina e alla fine di un periodo sostanzialmente sereno, quando abbiamo scoperto quanto si può essere soli in mezzo agli altri e a quali livelli di meschinità possa giungere l'animo umano. Una storia che non nasce come una denuncia, anche se moralmente deve essere considerata tale, ed è solo questa la ragione per cui non vengono volutamente fatti nomi. Una storia vera, una storia come mille altre che si consumano nel quotidiano senza che quasi nessuno ne parli" (Monica Negri)
C’era una donna … di Monica Negri (Phasar Edizioni), 2000, 7,23 euro,  ISBN: 88-87911-02-9, pp. 112
Scarica l’anteprima in pdf:

Gli “Spacca il Silenzio” al Note di Vino



Evento Speciale al Note di Vino di Ruffano.  Domenica 2 dicembre 2012 alle ore  20.30 ci sarà il live di “Spacca il Silenzio”.  Trio campano composto dai due fratelli napoletani Luigi e Feliciano Grella e dal batterista Cristiano Delfino. La peculiarità del gruppo sta nel sound marcatamente acustico (Luigi molto raramente imbraccia l'elettrica) ma non per questo necessariamente soffice e delicato, anzi, la loro scommessa sta proprio nell' esprimere forza ed energia senza abusare dell'elettrificazione e dell'amplificazione. Luigi, autore dei testi e della musica, è scrittore e poeta prima ancora che musicista e per questo le parole delle loro canzoni hanno spessore letterario anche prese in se stesse. Nel 2012 è vincitore per la Sezione Testo Canzone (Premio Leo Chiosso), dell’ XI edizione InediTO, premio Colline di Torino, al Salone del Libro. Gli "Spacca il Silenzio!" affidano le "cose da dire" ad un impianto musicale semplice ma suggestivo: chitarra acustica, basso elettrico e batteria, che sanno dialogare fra loro attraversando con naturalezza e trasversalmente i linguaggi del pop, del jazz, del rap ma anche della canzone d’autore. Musica anche di forte impatto live, come hanno avuto modo di constatare gli spettatori dei loro concerti... Nel 2006 firmano il loro primo contratto discografico con la "NOPOP music development devices" di Guido Elmi, entrando così a far parte dell’antologia "BANDS a new adventure in Rock", distribuita da EMI Italia.

Nel 2009 promossi da Mei Audiocoop coproducono, sempre affiancati da Guido Elmi, "Extended Play 2009", che vede la partecipazione di Lucio Dalla al clarinetto.
L’EP riscuote una notevole approvazione dalla stampa di settore invogliando le molteplici radio a trasmettere i 4 brani che lo compongono.


Nel 2012 producono l’LP LIVE “Incisioni fonomeccaniche elaborate durante i concerti di”, un prodotto “vero e vivo” che corrisponde alla loro identità, un’antologia di un percorso a tappe, dove le tappe sono i concerti, ideato come un album fotografico dove ogni foto racconta una diversa location italiana ed esperienze fatte di sacrifici, sogni, gioie, sudore, vita, incontri e ovviamente musica.


Nel frattempo prosegue intensa l’attività live, In Italia e sorprendentemente anche in Europa (dal 2007 racchiuse in otto differenti tournèe, Inghilterra, Russia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria), dove il nome "Spacca il Silenzio!" comincia a circolare e da dove sono sempre arrivate riconferme per tour futuri.


Hanno condiviso il palco con: Vasco Rossi, 99 Posse, Niccolò Fabi, Black Friday, Riccardo Sinigallia, Gem Boy, Skiantos, Pietra Montecorvino, Osdorp Posse, Nomadi, Andrea Mingardi, Gianluca Grignani, Angelo Branduardi.


PRODUZIONE

2012. CD “Incisioni fonomeccaniche elaborate durante i concerti di”
2009. CD “Extended Play 2009”
2007. CD “Bands a new adventure in Rock” - Nopop music development devices / EMI

2012. AA.VV. “Libera Veramente Vol. 3” – XL / La Repubblica / L’Altoparlante
2011. AA.VV. “La Musica libera. Libera la Musica” - MEI / Magazzini Sonori / RER
2010. AA.VV. “Pronto chi Kanta? Collection 2010” - RadiostarTv

DVD “Roxy Bar” n°15 a cura di Red Ronnie
DVD “Roxy Bar” n°20 a cura di Red Ronnie
DVD “Roxy Bar” n°24 a cura di Red Ronnie

2007/2012. Tour - 8 tour esteri (Inghilterra, Russia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria)



Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/ clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte

Info:
http://www.note-di-vino.it/
Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

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mercoledì 28 novembre 2012

A Liberrima a Lecce l'attesissimo romanzo di Giuseppe Calogiuri dal titolo "TRAMONTANA" (Lupo Editore)



Appuntamento imperdibile. Prima presentazione dell'attesissimo romanzo di Giuseppe Calogiuri dal titolo "TRAMONTANA" edito da Lupo editore, nella magnifica cornice della Libreria Liberrima. Modera l'incontro Augusta Epifani.

Una inquietante sequenza di oscure morti e sparizioni agita le acque di una tranquilla cittadina del sud coinvolgendo indistintamente rampolli di buona famiglia, onesti professionisti e modesti lavoratori. L’apparente gratuita casualità dei fatti mette in allerta il fiuto di Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, e di Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, che decidono di investigare nonostante la servile prudenza dei rispettivi editori quando l’indagine sembra infastidire le poltrone di politicanti affaristi o turbare antiche coscienze. Affiancati dalla fedele Carla, i due amici si mettono ostinatamente in cerca di polverosi “scheletri” negli armadi più insospettabili, seguendo l’esile filo di una traccia che appare sempre più sfuggente, in attesa del segnale anomalo rivelatore. Cosa sa il vecchio colono Antimo? E chi è il cinico giustiziere? Un giallo tutto salentino in cui lo studio delle atmosfere d’ambiente si sposa con la scrittura elegante e il gusto della suspense.

Giuseppe CALOGIURI classe 1978.  Nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d’autore e degli artisti. Già cronista e reporter per quotidiani e riviste locali, all’avvocatura associa l’attività di chitarrista blues e jazz. Scrittore sin dall’età giovanile, ha esordito nella narrativa nel 2005 (premio “Corto Testo”). Scrive su ogni pezzo di carta gli capiti tra le mani. Tramontana è il primo romanzo della serie con protagonista il giornalista Michelangelo Romani.

"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)



Sull’estremo confine del Friuli-Venezia Giulia, pochi metri al di qua del Veneto, si apre un inghiottitoio naturale profondo 180m: il Bus de la Lum. Esplorato la prima volta nel 1924 dalla Società Alpina delle Giulie, nel 1949 l’Autore portò il suo Gruppo a una riesplorazione, trovando sul fondo i resti di parecchi infoibati. Un anno dopo, su incarico del Ministero Difesa-Esercito, lo stesso Gruppo dei triestini riportò in superficie quanto restava di ventotto salme, sospendendo il recupero per la presenza di alcune bombe inesplose. La narrazione riesce a scavare nel dolore di una madre, emblema di tutti i parenti di infoibati, un sentimento di commossa rassegnazione e consente di sperare in una totale pacificazione etnica con gli Slavi, oggi auspicata ma non ancora pienamente realizzata.

Silvano Mosetti è nato nel 1924 a Trieste, dove muore l’8 marzo 2008.
Presidente del Gruppo Triestino Speleologi dal 1949 al 1957, vi è rimasto socio per ventisei anni. Dopo vari incarichi ecclesiali, assolti sia in ambito locale sia a livello nazionale, è stato presidente diocesano di Azione Cattolica nel capoluogo giuliano per due mandati triennali conclusi nella primavera 1983. In “Chi ha sete venga”, pubblicato dalla Elle Di Ci alla fine del 1995, ha curato una copiosa raccolta di schede per i “centri di ascolto” operanti in varie diocesi italiane.
Nel concorso letterario “L’Autore”, indetto nel 2002 per opere inedite da Firenze Libri, su 1466 partecipanti anche stranieri alle tre sezioni (narrativa, poesia, varia), è risultato tra i diciassette finalisti per la narrativa con “Noi degli abissi”, stessa opera qui presentata col titolo “Bus de la Lum”.
"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni), 2008, 12€, ISBN: 978-88-6358-001-3, pp. 184


martedì 27 novembre 2012

"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)



Doveva pensare a qualcosa il profeta Isaia quando diceva: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annunzia la pace che annunzia la salvezza». Poteva magari pensare al mio catechista Daniel, della missione di Gounou Gan al Ciad, nel bel mezzo dell’Africa. Io a Isaia e a queste sue parole pensavo ogni volta che vedevo Daniel togliersi le scarpe – se scarpe potevano essere – e venire davanti all’altare, sempre all’ombra di un albero, per commentare il Vangelo. Non ho capito né Isaia né il Vangelo. E neppure il gesto di Daniel. Daniel sorriderebbe, se leggesse, sorpreso di ritrovare qualcosa di se stesso in queste pagine scritte – a piedi nudi – dopo e prima averlo conosciuto. Qualcosa cui non aveva mai pensato.

"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni) , Phasar Edizioni, 8,00€, 978-88-63580-63-1, pp. 112, 2010



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lunedì 26 novembre 2012

Il paesaggio salentino di Roberto Rocca al Note di Vino



Roberto Rocca nasce e vive a Taurisano, in provincia di Lecce. Inizia la sua carriera 'paparazzando' vip, ma durante gli appostamenti scopre l'amore per il suo Salento e la passione per la fotografia paesaggistica. Un modo per non poter mai smettere di immortalare sulla pellicola la sua modella più bella, che ritrae di giorno, di notte, abbandonata sotto il sole, oppure nascosta dietro un cielo gonfio di pioggia. Roberto Rocca, tra le sue pubblicazioni, annovera ampi servizi per la Rizzoli, nella rivista DOVE e I VIAGGI DEL SOLE; la GUIDA PUGLIA edita da Giunti Editore; con l'editore Mondadori per la rivista DIVA E DONNA e CHI; e con Hachette Rusconi per la rivista GENTE, oltre a numerose copertine di libri. È prossima la pubblicazione di un suo volume fotografico interamente dedicato al Salento.

«Le mie foto – racconta Rocca - sono degli scatti molto semplici. Non vado alla ricerca di inquadrature particolari. In compenso, però, sono molto pignolo con la luce e i colori, e quindi cerco in ogni paesaggio di far uscire il meglio che può dare. ».

Aperitivo con degustazione guidata da un sommelier della Cantina Materdomini.

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/ clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte

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Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

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Giorgio Faletti esce per Einaudi con “Da quando a ora”. Imperdibile!

“E poi c’era la gente. Sono cresciuto sentendo raccontare aneddoti inverosimili, che erano impossibili da credere ma ai quali era un piacere prestare fiducia, non fosse altro per rispetto all’impegno e alla buona fede di chi li riportava. Il vero talento di un contaballe è quello di essere il primo a credere alle sue stesse fantasie: quelle erano innocue, non belligeranti, senza un secondo fine se non quello di passare qualche istante al centro dell’attenzione, l’unico lusso che in quei momenti era concesso concedersi. Ogni persona che ricordo era una voce, una storia, un soprannome, un abbigliamento, una piccola o grande sopportata povertà, una piccola o grande felice follia. Ognuno rappresenta oggi nel mio vissuto un esempio di ammirevole fatica per uscire dalla prima senza dimenticare la seconda. Nel campo sterminato del possibile, ognuno è una frase, ognuno è una canzone, ognuno è un romanzo. «Il libro di Faletti è una canzone d’amore alla vita, la sua e quella degli altri». (Antonio D’Orrico)


Tutto comincia ad Asti, al numero 33 di corso Torino: è lì che nasce, «bambino fatto in casa», Giorgio Faletti. Sono passati 62 anni, che lui ha impiegato facendo il comico, il musicista, l’attore, il pittore, e naturalmente lo scrittore. Scorrendo l’elenco delle sue imprese (e parliamo solo di quelle professionali) sembra che Giorgio Faletti abbia vissuto mille vite. Di sicuro, scopriamo leggendo il suo nuovo libro, ne ha vissute due: Quando e Ora sono le prime due sezioni che compongono questa autobiografia fatta di musica e parole. A fare da spartiacque una frase secca che mette i brividi: «Poi, senza preavviso, sono morto». Dell’ictus che lo ha colpito nel 2002 Faletti non ha mai raccontato molto. Lo fa adesso, a dieci anni di distanza, «perché consegnare a una pagina quella confidenza significherà liberarsene una volta per tutte, sarà come appendere una carta moschicida che invece di imprigionare gli insetti blocca i brutti ricordi». Dopo quella frase nel libro la scrittura cambia, dalla prima persona si passa alla terza e Faletti gioca a raccontarsi come fosse un personaggio dei suoi romanzi. Quello che non cambia è lo sguardo che tiene insieme passato e presente, e che sceglie di raccontare, senza imbarazzo né autocompiacimento, il rovescio della medaglia. Le difficoltà, le sfide perse, i fallimenti che si nascondono dietro una vita di successi. E che, paradossalmente, di questi successi sono il nutrimento: «La felicità la vivo, - ha detto Faletti a Silvia Nucini in un’intervista per Vanity Fair. – Sono le malinconie, l’amaro in bocca che mi ispira». E nelle pagine di Da quando a ora l’autore ci racconta com’è che funziona l’ispirazione, mettendo in parole quei momenti intimi, quegli attimi di vita da cui, nel tempo, sono nate le sue canzoni. Le stesse raccolte nei due Cd, incisi per l’occasione, in cui Faletti interpreta i suoi maggiori successi (Quando) e dodici pezzi inediti (Ora). Così, ad esempio, leggiamo la storia di una fotografia e di un amore finito, e scopriamo che da quella storia è nata una canzone, Nudi, e possiamo ascoltarla, quella canzone, magari leggendo il testo pubblicato nell’ultima sezione del libro…
«Quando si arriva alla fine di un progetto come questo, - scrive l’autore nei Ringraziamenti in coda al libro, - è arduo stabilire se è stata raccontata a parole della musica o se sono stati musicati momenti di vita». In un caso o nell’altro, Da quando a ora è di sicuro un viaggio nel tempo che fa sorridere e commuove.

domenica 25 novembre 2012

In libreria Francesco Cassanelli Stami … E adesso? (ARACNE EDITRICE)



“Cosa si prova a perdere un amore? Cosa succede quando scopriamo che in realtà nessuna persona ci appartiene veramente?” Questa è l'esperienza che i protagonisti di questo romanzo si troveranno a vivere incrociando le proprie esistenze. Francesco, giovane laureato in attesa di partire per il servizio di leva, trova una provvidenziale quanto temporanea occupazione nel supermercato sotto casa. Qui conosce Elisa e con lei inizia un gioco di reciproca seduzione fino a che, suo malgrado, non scoprirà di essere un semplice spettatore di questa loro commedia. Un libro che parla innanzitutto d'amore, quale motore primo di ogni nuova esperienza. Ma anche un libro che cerca, attraverso le vicissitudini dei suoi personaggi, di rappresentare l'irresistibile desiderio di amare e di essere amati, sforzandosi di dipingere le scoperte, a volte dolorose, che accompagnano i protagonisti nella loro vita.

Francesco Cassanelli Stami nasce a Bazzano, in provincia di Bologna, nel 1972. Vive e lavora nella provincia di Modena, dove esercita la professione di avvocato. Questo è il suo primo romanzo.


sabato 24 novembre 2012

Inni del Tempo Presente alla Città del Libro di Campi 2012



Interverranno Vito Antonio Conte, Giovanni Santese, Marcello Buttazzo, Gianluca Conte, Piera Spedicato, Elio Ria, Wilma Vedruccio, Elio Coriano, Francesco Pasca, Francesco Aprile, Stefano Cristante, Daniela Liviello, Irene Leo, Rosemily Paticchio, Nadina Foggetti

Modera Stefano Donno

La Fondazione della Città del Libro di Campi in collaborazione con Besa Editrice e Presidi del Libro , rinnovano come ogni anno il consueto appuntamento con la Poesia. Per il 25 novembre 2012 a partire dalle ore 20,00 nella Sala Pinocchio anche per il 2012 ci sarà il reading conclusivo della "XVIII Edizione della Città del Libro di Campi Salentina", dedicato alle voci della poesia e della scrittura che operano in Salento aderenti all’iniziativa. Quest'anno, in un moto corale di partecipazione poetica gli autori sono invitati a portare il loro contributo sul Qui e l’Ora della Poesia, e di fatto il titolo dell’appuntamento è emblematico: “Inni del Tempo Presente”. Non è più tempo di pensare alla crisi e alle sue problematiche, alle sue derive, la Poesia ora si concentri sul qui e ora da cui ripartire. Occorre raffinare dunque lo sguardo, modulare il canto e spendere quanta più gioia possibile nei versi, che si possa così costruire un corpo della poesia attiva e recitante che porti luce dove c’è oscurità

venerdì 23 novembre 2012

A LECCE LA FELTRINELLI POINT OSPITA IL ROMANZO “DI TUTTE LE RICCHEZZE” (Feltrinelli) di Stefano Benni



L’autore si renderà disponibile a firmare le copie del libro, accogliendo ben volentieri domande dai lettori convenuti.. L’appuntamento è previsto per domenica 25 novembre 2012 ore 11.00 alla Feltrinelli point di via Cavallotti 7/a a Lecce.  La libreria Feltrinelli non perde occasione di presentare ghiotte opere letterarie come il romanzo “Di tutte le ricchezze” - ai lettori leccesi e non - che non possono non accogliere quest’opportunità di arricchimento culturale accompagnato dalla simpatica e poliedrica figura di Stefano Benni, un autore acuto e frizzante, l’ideale insomma per una domenica mattina di novembre.  

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni - tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Stefano Benni scrittore, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e umorista italiano. Ha collaborato con settimanali “l’Espresso” e “Panorama”, quotidiani come ”la Repubblica” e “Il manifesto”, autore televisivo. Ha scritto numerosi romanzi, autore di racconti e opere teatrali.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999




giovedì 22 novembre 2012

Antonio V. Gelormini presenta il suo Episcopius Troianus – il taccuino di Troia (Gelsorosso edizioni) alla Città del Libro di Campi Salentina

Sarà presentato venerdì 23 novembre 2012 alle ore 16,00 nella sala Manfred della Città del Libro 2012 di Campi Salentina da Stefano Donno, Antonella Vincenti e Don Alessandro D’Elia il lavoro di Antonio V. Gelormini edito da Gelsorosso dal titolo Episcopius Troianus – il taccuino di Troia   


«Kaspar Jr. Van Wittel era letteralmente catturato dall’imponenza affascinante delle Alpi, mentre ne sorvolava le cime innevate e mentre si apprestava a sfogliare le pagine nascoste di una storia senza fine».Il Gran Tour di Kaspar jr. si dipana sulle tracce accattivanti di linee architettoniche familiari e lungo i riverberi di sentimenti devozionali insistentemente tramandati. Un percorso tracciato negli anni della sua infanzia olandese dai racconti di una nonna “incantevole” che, come un filo d’Arianna, lo guideranno dalla Firenze di Raffaello alla Roma dei Papi, dalla Napoli carolingia alla familiare Reggia vanvitelliana di Caserta. Fino al cuore dell’entroterra dauno: Troia. Episcopius Troianus “racconta” il Palazzo Vescovile di Troia, nella percezione stessa di “soggetto episcopale”, attraverso le sue vicissitudini, quelle dei Vescovi che l’hanno abitato, quella di un’originale pala d’altare del Solimena, nonché della tribolata vicenda di preziosi volumi e codici emigrati “forzosamente” verso biblioteche più blasonate. È anche il racconto di una Diocesi e di una Città, Troia, che ha rappresentato un importante pezzo di storia di questo suggestivo angolo di Puglia.



Antonio V. Gelormini, nato a Troia (Fg) il 24 agosto 1956, vive a Bari, dove ha frequentato i corsi della Facoltà di Economia e Commercio degli Studi “A. Moro”. Ha diretto importanti strutture turistico-alberghiere di catene nazionali ed internazionali (Club Méditerranée, Accor Group e Cit Hotel). Dal 2006 è giornalista pubblicista. Editorialista del quotidiano telematico «Affari Italiani», è redattore-capo della sezione “Puglia”. È stato responsabile della pagina turismo del quotidiano «La Prealpina» di Varese, ed è corrispondente di numerose testate online. Collabora con i principali quotidiani pugliesi. È responsabile del progetto Daunia Vetus della Diocesi di Lucera-Troia, per la nascita di un Distretto Culturale (www.dauniavetus.it). Nel giugno 2009 ha ricevuto il “Premio Giornalistico Città di Riccione” assegnato ogni anno alle migliori firme del giornalismo italiano di viaggi e turismo.

Umberto Galimberti con il suo Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto (Feltrinelli) a Feltrinelli Point di Lecce



La libreria “Feltrinelli point” della città barocca- accoglie senza remore la filosofia e lo fa ospitando un grande esponente della storia della filosofia italiana, Umberto Galimberti con la sua opera che affronta il tema del sacro. Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto è un saggio che riaccende il dibattito sul significato che ha assunto la religione al giorno d'oggi ormai in crisi, incapace di comunicare un linguaggio nuovo, comprensibile e condivisibile con tutti. L’appuntamento è previsto per venerdì 23 novembre 2012 alle ore 17,00 dove l’autore incontrerà i suoi lettori.  

Già nel 2000, Umberto Galimberti con le “Orme del sacro” si poneva la domanda di cosa fosse rimasto di autenticamente religioso in un'epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità. Al di là delle fulgide apparenze, il Dio invocato in plurime lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità, sembra essersi infatti definitivamente congedato dal mondo per lasciare null'altro che un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione: è solo il resto esangue della storia e della tradizione del cristianesimo, troppo arretrato per governare un tempo scandito dall'incalzante succedersi delle scoperte tecnico-scientifiche. Oggi la riflessione di Galimberti si è estesa e approfondita. Ma forse si può dire anche che la consapevolezza dell'importanza di questi temi è cresciuta in modo costante nel pubblico e che la ricerca di risposte sulla crisi del sacro si è ormai molto affrancata dalla guida della chiesa cattolica. In Cristianesimo, il filosofo parla a questo nuovo pubblico, tracciando le ragioni dell'afasia del sacro nel nostro mondo riconducendole, con un'argomentazione che non mancherà di causare dibattito, proprio alla natura del cristianesimo, così come realizzatosi nella storia dell'Occidente.
Umberto Galimberti (nato a Monza nel 1942), è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. Autore di numerose opere filosofiche che come è noto sono incentrate sul tema della tecnica nella società occidentale contemporanea, del corpo e dell’anima.

Info
Feltrinelli Point Lecce
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it

CICI CAFARO E RICCI I TUOI CAPELLI CON KURUMUNY AL FOLK BOOKS



 Sabato 24 novembre 2012 ore 18,00 è previsto l’appuntamento con le voci, i suoni, i  ritmi della tradizione: ci sarà la presentazione dei libri/cd editi da Kurumuny dal titolo “Cici Cafaro, Io scrivo la realtà”, “Ricci i tuoi capelli. Arie e canti popolari di Cannole, Corimondo – La strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto”,  con Luigi Chiriatti, Sergio Torsello, Eugenio Imbriani. A seguire intervento musicale delle Cantatrici di Cannole e di Cici Cafaro.
CICI CAFARO - IO SCRIVO LA REALTA’ a cura di Eugenio Imbriani. Illustrazioni a cura di B22

Una testimonianza preziosa, un lungo racconto in cui il flusso dei ricordi sembra riannodare le fila del rapporto tra passato e presente, tra memoria e appartenenza. Un’autobiografia che ci rivela una personalità emblematica e rappresentativa della cultura dell’area grica del Salento. Cici Cafaro è un uomo che sembra aver vissuto dieci vite in una: contadino, ambulante, poi emigrante e soldato, sempre cantastorie instancabile che conosce, come gli antichi aedi, il segreto del ritmo delle parole per incantare.

RICCI I TUOI CAPELLI - ARIE E CANTI POPOLARI DI CANNOLE con le illustrazioni di Lucio Montinaro a cura di Luigi Chiriatti

Esiste un altro Salento, diverso da quello da cartolina. È il Salento più autentico e vero, quello della quotidianità, fatto di storie, di gente, di paesi arsi dal sole che vivono all’ombra delle chiese e delle masserie in pietra leccese. Dopo aver apprezzato la forma, la curiosità richiede, necessita che venga svelata anche la sostanza, l’anima, il cuore di questa terra. Lontane o solo lambite dai circuiti turistici sopravvivono, infatti, tante piccole realtà piene di fascino dove la memoria dell’antico resiste al lento scorrere del tempo e all’incessante galoppare della modernità. Incorniciati da teorie di ulivi che procedono senza soluzioni di continuità, i paesi del Salento nascondono e custodiscono piccoli grandi tesori, e tocca alla curiosità del turista o del ricercatore scoprirne la bellezza più profonda, quella che riannoda i fili del tempo. Uno di questi è senza dubbio Cannole, piccolo paese situato nella zona centro-orientale del Salento, noto ai più per la famosa sagra della Municeddha (lumaca), oltre che per lo splendido parco Torcito, che conserva una meravigliosa masseria fortificata del XVII secolo. Qualche altro, tra i cinefili, ricorderà certamente che la sua vecchia stazione fu una delle tappe dello splendido road movie ferroviario Italian Sud Est della Fluid Video Crew di Davide Barletti, ma in pochi rammentano che nel 1480, questa area accolse gli otrantini sopravvissuti al sanguinario sacco della loro città ad opera di Gedik Ahmed Pashà e soprattutto che fino agli inizi del XIX secolo questo paesino era uno dei decatría choría, ovvero i tredici paesi della Terra d’Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche, oggi meglio noti come Grecìa salentina. E lo spirito musicale qui è ancora vivo, infatti questa piccola cittadina custodisce anche un altro piccolo grande patrimonio culturale rappresentato da Rosaria Campa, Vincenza Agrosì, Assuntina Tomasi, Gina Luperto, Eva Serra, Rosalba De Lorenzis, e Ada Nocita, sette donne fra i cinquanta e settanta anni, che quasi per caso si sono ritrovate a cantare insieme e da quel momento non hanno smesso di condividere questa comune passione. Nel corso degli ultimi anni la loro attività, fatta di piccole esibizioni, per lo più private, ha suscitato l’interesse di diversi musicisti e ricercatori salentini che si sono avvicendati per studiare e approfondire il loro repertorio, ma sono state poi loro a cercare Luigi Chiriatti, spinte dal desiderio di lasciare una traccia dei loro canti. Le donne di Cannole hanno cominciato a cantare insieme in diverse e svariate circostanze: quando andavano insieme sul pullman che le portava alle terme, in giro nelle scampagnate con gli amici. Cantare per loro significa incontrarsi, cucinare, mangiare, dialogare, spettegolare in un tempo che non è caratterizzato dal ricordo del passato, ma che è il presente, il loro modo di esserci e di vivere oggi la loro presenza. Il canto come categoria espressiva del bello che non serve, come in passato, a esorcizzare la morte, la durezza della vita e il destino di una non umanità, ma che rappresenta se stesse in relazione alla loro comunità. Canto come gioia, socializzazione, un modo di ironizzare su altri e su se stesse, alternativa ai luoghi comuni della televisione e della globalizzazione. Per loro cantare è stare insieme, giocare, ricavarsi uno spazio libero dalle trame tradizionali dei rapporti ufficiali sottomessi a regole di facciata, un luogo e un tempo della contemporaneità che sfugge a qualsiasi tipologia della ricerca e della documentazione classica. Per loro cantare è fare partecipi gli altri del loro benessere psicofisico: la loro memoria non è spezzata. Il loro repertorio è come un grande magazzino, un “granaio della memoria” senza categorie, dove i canti hanno uguale importanza e diventano belli ed emozionanti quando decidono di eseguirli siano essi di origine propriamente salentina o di altra derivazione. Le donne di Cannole quando cantano ci regalano emozioni che ci coinvolgono e ci fanno gioire del presente del loro incontro. La maggior parte del loro repertorio è rappresentato dai canti diffusi in tutta la Penisola: canti narrativi e romanze delle opere liriche diffuse dalle bande locali. Questo elemento conferma, ancora una volta, come la poesia popolare e la sua musica, che toccano corde del sentire comune, sono conosciute ovunque, appartengono a tutti e suscitano uguali sentimenti anche se il “modo” di esecuzione assume caratteristiche diverse e le fanno appartenere al luogo e al tempo in cui vengono eseguiti. Al centro dell’indagine che ha dato vita a questa pubblicazione è la voce che è corporeità, spessore, timbro, calore comunicativo, ma che significa anche riannodare i fili della memoria, narrare, testimoniare. Non è un dato casuale, considerata la preponderanza che la voce, vista nel suo profilo performativo, ha assunto nell’odierna analisi demo-etno-antropologica. E il Salento è terra di voci e di canti, benché lo si associ più spesso al battito del tamburello e alla danza. I canti a sole voci di questa raccolta possiedono una marcata valenza emozionale. Sono storie conosciute o meno, nel segno delle sfaccettature dell’amore, della fatica del lavoro, delle relazioni sociali, della quotidianità, dell’emigrazione, della lontananza. Canto giocoso e nudo, senza orpelli e senza palchi e riflettori, un cantare distante dai codici spettacolari. La proposta delle cantatrici di Cannole è il segno di quanto l’analisi della pluralità sonora salentina non possa darsi del tutto completata e riveli ancora tesori, al di là del mare, sole, mieru (vino) e pizzica, giustamente celebrati, ma più spesso spacciati e consumati con superficialità. Il volume è corredato da due Cd che contengono un’antologia di brani scelti, per un totale di 42 tracce. Nel repertorio delle donne di Cannole sono confluite arie, romanze e canti narrativi provenienti da tutta Italia: probabilmente ciò è dovuto al fatto che in questo gruppo ci sono donne che hanno vissuto all’estero per venticinque, trent’anni e che certamente hanno avuto rapporti con connazionali provenienti da altre zone della nostra penisola. Anche i canti salentini del loro repertorio provengono da zone diverse come il Capo o le aree di Martano e altre zone del Salento. Alcune di queste donne infatti non sono native di Cannole: una proviene da Martano, un’altra da Poggiardo, un’altra ancora è originaria di Galatina, trasferitesi poi a Cannole per ragioni di lavoro o piuttosto perché hanno sposato qualcuno del posto. Probabilmente da bambine hanno ascoltato i canti del loro luogo di origine e poi li hanno conservati come antichi ricordi di famiglia.

Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole.




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mercoledì 21 novembre 2012

STOP AI BLACK OUT ELETTRICI E AI DISSERVIZI DI RETE



E’ questo l’obiettivo da raggiungere, attraverso una strategia di sistema. In Italia un parco trasformatori da 5-8 miliardi, ma i rischi di danni indiretti da esplosioni, incendi, o altro, valgono da dieci a venti volte di più. E pesano pure sulla nostra bolletta. Fatti recenti, come il black out che ha lasciato al freddo e al buio milioni di newyorkesi al passaggio di Sandy hanno riproposto con forza il problema dell’affidabilità del sistema elettrico in un mondo che ne è sempre più dipendente. Molti ricorderanno lo sconcerto in cui fu gettata l’Italia nel 2003, per via della pur breve interruzione elettrica causata dalla temporanea caduta delle linee elettriche internazionali.
Questo argomento è stato al centro del meeting internazionale “Mytransfo 2012” che si tiene a Torino oggi e domani, presso il Museo dell’Automobile, a cura della società torinese Sea Marconi Technologies. Al summit, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, prendono parte esperti dei big mondiali dell’elettricità provenienti da tutto il pianeta.

Solo negli ultimi anni nel mondo si sono verificati almeno sei grandi black out: in Brasile, Giappone, India, Stati Uniti, Australia e Cina. Un altro era sul punto di accadere in Germania ma è stato evitato all’ultimo istante. “ Il problema” – sostiene il professor Massimo Pompili, docente alla Sapienza di Roma – “è che le grandi reti elettriche sono sempre più esposte a perturbazioni che possono scaturire da una molteplicità di eventi, a causa della loro crescente complessità e della diffusione delle cosiddette “smart grid”.
L’ultimo black out cinese, ad esempio, è stato causato dal distacco simultaneo di cinque centrali eoliche, il che ha provocato un improvviso e drastico “buco” nella fornitura di energia. A ciò si aggiungono i guasti che possono coinvolgere quegli speciali componenti di rete (fondamentali, ma pressoché sconosciuti ai più) che vanno sotto il nome di “trasformatori”.

Nel corso dei lavori si è discusso di come prevenire o mitigare tali rischi. “Stiamo rivedendo le regole allo scopo di dotarci di strategie e piani di sistema che ci aiutino a capire quando sta per verificarsi il distacco degli impianti e trovare una soluzione rapida al problema” sottolinea Vander Tumiatti -.fondatore di Sea Marconi Technologies e imprenditore – “il punto è ridurre il rischio privilegiando la prevenzione, piuttosto che la protezione”. Essenziale a questo proposito è l’adozione del “Life Cycle Management”, ovvero una procedura per la valutazione del ciclo di vita delle apparecchiature.
Saremo così in grado di comprendere quale rischio reale, per la collettività ma anche per le finanze delle imprese, esse rappresentino”. Senza dimenticare che i disservizi che possono derivare da questi cruciali componenti gravano anche, attraverso specifiche voci, anche sulla nostra bolletta elettrica.


Sul web  

Milena Magnani con Delle volte il vento (Kurumuny) a Folk Books a Lecce



 Ci sarà la presentazione del libro di Milena Magnani edito da Kurumuny dal titolo "Delle volte il Vento" venerdì 23 novembre 2012 alle ore 22, 00.  L’appuntamento è previsto nell'ambito della rassegna Folk Books voluta  dalla Città del Libro di Campi che si tiene  a Lecce presso le Officine Cantelmo in Viale De Pietro. E’ prevista dopo la presentazione dell’autrice l’improvvisazione musicale di Maria Mazzotta e Redi Hasa.


Dall'autrice del romanzo Il circo capovolto (Feltrinelli 2008)
DELLE VOLTE IL VENTO - Delle volte il vento fa uno strano giro e genera destini nuovi, in rapido divenire. Un viaggio verso una terra promessa che non c’è. L’approdo su una spiaggia di fuoco che è avamposto di un altro domani e gabbia dorata di un’idealità perduta. La nostalgia del ritorno compressa in mille ricordi sedimentati senza valigia e un Salento sempre sospeso tra un passato e un futuro troppo lenti. In mezzo due donne scandalosamente forti e radicate nel loro vissuto ma esposte a un’incertezza nucleare. Un continuo misurarsi con l’orizzonte di un mare che unisce e divide, esaspera la percezione, adultera i colori. Delle volte il vento. Lume è una fervente comunista e seguace di Hoxha, incarcerata per dieci anni dal suo stesso padre padrone per aver inteso il comunismo come punto di vista critico e mai ortodosso. Questa donna senza più mondo arriva nel Salento, nel vuoto di storia e di prospettive esistenziali e culturali dell'altra protagonista, Carmelina. Arriva con altri albanesi in cerca di povere ricchezze, a caccia di delusioni. Ma lei non è come gli altri: non è più in Albania ma non vuole essere nemmeno in Italia. Non è più all'Est ma neppure all'Ovest, forse solo nel mare, perché nel mare delle volte ci si può illudere di essere da qualche parte senza essere veramente in nessun luogo. Lume rifiuta quell'Occidente che è la negazione di tutta la sua vita e si accampa chiusa, difesa, recintata, in faccia al mare. Senza parlare con nessuno, in una specie di autismo politico-culturale. L'anomalia di questo comportamento così ostinato e diverso da quello degli altri profughi affascina Carmelina, che intuisce una richiesta profonda in quella radicalità. Una radicalità che è anche la sua, la radicalità di chi non rinuncia a cercare qualcosa tra l'orizzonte e il nostro essere qua. La tenerezza di un’amicizia fatta di molti ostinati silenzi, quelli di Lume, arroccata in riva al mare, e di altrettanto ostinate parole, quelle di Carmelina, per convincere, per smuovere, per salvare.


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A TORINO IL SUMMIT MONDIALE DEI BIG DELL’ ENERGIA



Il 21 e 22 novembre Torino ospita “My Transfo 2012”, la conferenza internazionale per la protezione del parco trasformatori strategici in olio dei sistemi energetici. Torino, 21-22 novembre 2012. E’ il Centro Congressi del Museo Internazionale dell’Automobile a fare da scenario alla sesta edizione di “My Transfo 2012”, cui partecipano i più autorevoli esperti internazionali di settore ed i delegati dell’energia mondiale (EDF, Enel, Terna, National Grid, Electrabel, GDF-Suez, Edison, Edipower, Iren, Siemens, ABB, ecc.) di 4 continenti e 22 paesi. “My Transfo 2012” è la più importante conferenza per la gestione e la protezione dei parchi trasformatori & apparecchi strategici con fluidi isolanti dei sistemi energetici (generazione ,trasporto, distribuzione ed uso dell’energia nelle utilities, nell’industria ,nei servizi e difesa) in conformità ai requisiti dello sviluppo sostenibile (RIO+20), dello stato dell’arte, delle leggi e delle norme tecniche di settore.
Nella conferenza vengono presentate le esperienze internazionali, le migliori tecniche disponibili (BAT) e le migliori pratiche ambientali (BEP) per migliorare la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi energetici, per la prevenzione e/o mitigazione dei rischi tecnologici, per i lavoratori, la salute pubblica e l’ambiente. Lo scopo della conferenza è quello di stimolare lo scambio di esperienze nella gestione intelligente del ciclo di vita (Smart LCM) di parchi macchine per arrivare a formalizzare nuove norme tecniche aggiornate e linee guida efficaci da implementare con le migliori soluzioni sostenibili sotto il profilo tecnico-scientifico, economico, ambientale e sociale.
I temi di particolare priorità sono le tecniche per prevenire i danni diretti (degrado e/o guasti con danni alle macchine e persone), i danni indiretti (mancata produzione di energia, black-out) ed i danni ambientali (contaminazioni di matrici ambientali per perdite ,scoppi e/o incendi di oli e di sostanze pericolose e/o persistenti come i PCBs, i PCCDDiossine, PCDF-Furani, POPs, PCA, ecc.).
La scorsa edizione, ospitata nel 2010 presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino e con la introduzione plenaria del Prof. Francesco Profumo - ex Rettore (ora Ministro del MIUR) ha ricevuto consensi unanimi. Le numerose novità introdotte hanno contribuito a rendere l’evento più dinamico con maggior interazione fra i partecipanti e gli esperti. A creare nel 2002 “My Transfo”, è stato Vander Tumiatti, Imprenditore e Fondatore della Sea Marconi (1968) ed esperto internazionale di settore (IEC,CENELEC, CIGRE, PEN-UNEP, Membro IEEE;ACS, ecc.). Sea Marconi, principale Sponsor della Conferenza, è una PMI innovativa di Torino le cui attività principali sono la ricerca, le tecnologie, i servizi ed i prodotti per l’energia & ambiente, con oltre 3000 clienti (in tutti i settori merceologici utilities, industria, servizi e difesa) in 40 paesi. Dal 2002, con frequenza biennale, da sempre a Torino (Italia), “My Transfo” è un’opportunità unica di confronto, di valorizzazione e di aggiornamento tecnico-professionale che determina un positivo impatto per tutti gli operatori di settore, per gli assicuratori, per le relazioni sociali ed istituzionali e per gli stakeholders coinvolti nella gestione del ciclo di vita (25-40 anni circa) dei parchi trasformatori ed apparecchi con fluidi isolanti (oltre 500.000 unità in Italia) dei sistemi energetici, capillarmente diffuse nel territorio e di grande valore economico di rimpiazzo (oltre 5-8 miliardi di
Euro).

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