giovedì 31 maggio 2012

IN LIBRERIA I PRIMI TORNARONO A NUOTO DI GIACOMO PAPI (EINAUDI STILE LIBERO


«I primi tornarono a nuoto la notte del secondo giorno. A sciami, nelle ore disabitate, entrarono in acqua dai porti addormentati, dai moli senza nome, dalle anonime rive di melma ed erba dimenticate sulla terraferma, e nuotarono lenti in mezzo alla laguna illuminata e oscurata a intermittenza dalla luna e dalle nuvole, uscirono dal mare come granchi o come rane, arrampicandosi sui pali, sulle barche ormeggiate, sulle scale intagliate nella pietra e invasero le isole. Per molte ore nessuno li vide». (Giacomo Papi, I primi tornarono a nuoto)
Vengono dall'Ottocento, dal Rinascimento, dalla Preistoria. Sono uguali a noi. Chiedono spazio e ospitalità. Non sono minacciosi all'inizio, solo smarriti e voraci: vogliono vivere, proprio come noi. E i vivi? Adriano Karaianni è il medico che ha scoperto il primo rinato. Maria aspetta un bambino da lui. La loro storia fa da controcanto al destino che i vivi devono affrontare. Con un ritmo serrato e il nitore di una lingua che sa descrivere la ferocia dell'umanità condannata a una vita senza fine, Giacomo Papi racconta un mondo dove nascere diventa un crimine. E reinventa con grande originalità uno dei luoghi più fecondi del nostro immaginario, quello del «ritorno dei morti», in cui ogni epoca ha proiettato paure e desideri inconfessati. Hanno la stessa età e le stesse sembianze del giorno in cui sono morti. Ma presentano un metabolismo perfetto e sono famelici come bambini appena nati. Ricompaiono nei luoghi dove hanno vissuto. Un uomo vaga nudo davanti a quello che un tempo era il suo posto di lavoro. Cerca la sua vecchia fabbrica, ma si trova davanti a un nuovo grattacielo. Un ragazzino accoltellato a 17 anni durante una rissa non riconosce più niente. Il suo decesso risale al 1850. Il mondo si ripopola a ondate. All'inizio è una festa perché la morte è sospesa. Gli uomini attendono il ritorno delle persone che hanno amato, ma si continua a vivere in modo normale. Nessuno - nemmeno Adriano, il medico che ha diagnosticato il primo caso e che è in attesa di un figlio - sospetta che la terza ondata sarà così grande. Nella lotta furiosa che si scatena tra i vivi e i rinati, dare alla luce un figlio è insensato. Ma è l'unico, disperato modo, in cui Adriano e Maria combattono per restare umani. In un mondo in cui la morte è abolita, l'amore si rivela l'unica forza capace di spezzare la catena cieca della natura, e il desiderio di dare la vita l'unica via per riconnettersi con il senso - anche oscuro - dell'esistenza.

mercoledì 30 maggio 2012

KURUMUNY EDIZIONI AL CIRCOLO PIER PAOLO PASOLINI DI GROTTAGLIE CON “INVISIBILI vivere e morire all’ ILVA di Taranto” DI FULVIO COLUCCI E GIUSE ALEMANNO


Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno saranno con il loro Invisibili edito da Kurumuny saranno al Circolo Pier Paolo Pasolini di Grottaglie. Dialogo con gli autori a cura di  Franco Calzolaio e Donatella Duranti (Coordinatrice Provinciale di SEL). L’appuntamento è per il 3 giugno alle 19,00 nell’atrio del Castello Episcopio di GROTTAGLIE
Proseguono le presentazioni del fortunato libro inchiesta scritto a quattro mani da Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, di recente insignito con un premio come miglior reportage per il 2011 da parte della redazione della rivista letteraria e associazione PugliaLibre, con la seguente motivazione: Un testo snello eppure significativo, capace attraverso un registro narrativo di evidenziare le diverse problematicità dell’Ilva di Taranto; merito ulteriore è quello di non limitarsi a cronache e statistiche per dare voce a chi in quel contesto lavora e talvolta muore.

Non molto tempo fa gli operai dell’allora ITALSIDER vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L’ITALSIDER non c’è più. C’è l’ILVA. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa da carabiniere. Per i nuovi operai dell’ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i torne lli dell’ILVA. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. Perché l’Ilva è anche volti stanchi, epopea di pendolari, famiglie e figli, doveri e rancori, solidarietà e silenzi, verità e menzogne. L’Ilva è carne viva, metafora di una condizione universale, piccolo spaccato di mondo. Una fabbrica non soltanto di acciaio ma di storia e storie. E sullo sfondo una città lontana assente, dai contorni sfumati come fosse di sabbia, la stessa sabbia che si indurisce nel naso e lo fa sanguinare. Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro, sospesa in aria come il braccio di una gru, operai del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’Ilva di Taranto. Ma è anche il racc onto delle contraddizioni di una città intera, sparsa su 2600 ettari di cui l’Ilva occupa 1600: facile capire chi comanda e chi dà da mangiare ai tarantini, più difficile è capire perché accade che dei bambini, come quelli di Taranto, siano in trincea per una guerra impari contro un nemico subdolo e imprevedibile, l’inquinamento. Il ricatto occupazionale e il sentirsi colpevoli di lavorare. Questo è uno dei pregi di Invisibili, la narrazione di un’umanità divisa fra la necessità e il rifiuto, la psicologia di chi ogni giorno passa quei cancelli aspettando il momento di uscirne, il malessere di chi sa che non può farne a meno pur essendone sempre tentato.

Le illustrazioni del volume sono di Christian Imbriani.

SULLE ORME DI IDRUSA di Wilma Vedruccio (Kurumuny) al Frantoio Turi Borgagne


Verrà presentato sabato 2 giugno alle ore 20,30 nell’ambito della manifestazione Borgo in Festa presso il Frantoio Turi Borgagne, il libro di Wilma Vedruccio dal titolo Sulle orme di Idrusa edito da Kurumuny. Sono previsti interventi di Giuliana Coppola, Luigi Chiriatti, e Lucio Toma. Letture a cura di Wilma Vedruccio e musiche a cura di Rocco Nigro
Protagonista del racconto di Wilma è Idrusa, personaggio di donna otrantina creata da Maria Corti e trasfigurata dalla storia nel mito. Quella raccontata da Wilma è quasi un’epopea e Idrusa ha la potenza di un’eroina della classicità: è senza età, non è soggetta alle categorie del tempo e dello spazio, incarna l’archetipo di donna proviene dal passato e si proietta indomita nel futuro. Idrusa ci riporta alla mente il ricordo di donne eccezionali, dotate di una straordinaria e inquietante personalità che si esterna nei rapporti interpersonali o che emerge a livello della coscienza individuale. Idrusa ha la stessa forza di Didone innamorata, che per amore mette in discussione il suo ruolo di regina e sempre per amore decide di uccidersi sulla spada di quello che è stato il suo uomo pur di non rinunciare a nulla di se stessa.
Ogni scelta di Idrusa sembra scaturire da un sentimento di inadeguatezza, dalla percezione del divario incolmabile tra lei e la realtà circostante: Idrusa si ribella alle convenzioni della sua intera comunità, stretta tra esigenze razionali e istanze emotive. Ma Idrusa non cede il suo cuore, non si rassegna, rivendica la sua anima e la sua intelligenza, resiste fino a incontrare l’amore e la passione sfrontata, che stravolge il cuore e imprime una svolta decisiva e irreversibile alla sua esistenza. Al libro è allegato il CD con il racconto di Idrusa letto da Wilma, che ci porge la sua voce con il giusto pudore, senza pretese attoriali, ma lasciandosi trasportare, come è naturale per l’autrice, dal desiderio del racconto.
La musica di Rocco Nigro segue con grande sensibilità il disegno di Wilma, amplifica le emozioni, sa allontanarsi fino a farsi bordone, oppure sa far danzare a fianco della voce il proprio tema. Personaggi del libro sono anche Otranto, il profumo del mare, i colori di certe albe, gli odori delle erbe, il Salento dei tratturi e delle pietre parlanti, civette dagli “occhi dolci come lampade a petrolio”.

martedì 29 maggio 2012

Convegno Ucid, Linda Gilli: "Riconoscere e promuovere i talenti tra famiglia e lavoro paga anche in termini di crescita"

«Gestire le risorse umane vuol dire mettere al centro il rispetto dell'individuo, creare le migliori condizioni per il suo lavoro e la sua crescita e valorizzarne le competenze. E vuol dire anche responsabilizzarlo e portarlo a condividere strategie e valori aziendali. Così cresce il dipendente e cresce anche l'impresa». Parola di Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, una delle più importanti società italiane a occuparsi di software e servizi per l'amministrazione e la gestione del personale. Linda Gilli interviene il 29 maggio al convegno "Tempi del lavoro, tempi della famiglia" organizzato dall'UCID - Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti all'Abbazia di Opera (MI), evento collaterale al VII Incontro Mondiale delle Famiglie che vedrà arrivare a Milano il Santo Padre.

 

L'intervento di Linda Gilli, dal titolo "Riconoscere e promuovere i talenti tra famiglia e lavoro", fa parte dei contributi portati da imprenditori, psicologi e docenti di economia e diritto alla riflessione sul tema sempre più critico della conciliazione tra famiglia e lavoro. «Sono tanti gli strumenti a disposizione degli imprenditori per gestire le persone perseguendo l'obiettivo della loro crescita e di quella dell'azienda –afferma Gilli–. Si tratta di analizzare il clima aziendale, le competenze del personale, di monitorarne il lavoro nel tempo; ma anche di pianificare accuratamente la formazione interna e di organizzare un sistema premiante per valutare e riconoscere le prestazioni».

 

Un esempio delle Buone Prassi messe in campo dalla stessa Inaz è il progetto Famiglia-Lavoro, volto a conciliare questi due aspetti fondamentali della vita dell'individuo e dell'azienda in modo che entrambe possano trarne vantaggio. «Puntiamo su flessibilità e formazione per mantenere la professionalità di chi si assenta per il congedo parentale –spiega ancora Linda Gilli–. Incentiviamo il rientro dopo tre mesi, su base volontaria, seguendo sempre il dipendente durante l'assenza e applicando dove possibile il part-time e il telelavoro». Dall'altra parte, i colleghi sono sensibilizzati a non considerare un'assenza per maternità o paternità come un aggravio di lavoro e responsabilità. Il management è spinto a proteggere le competenze durante il congedo e a valorizzare le persone al rientro. Continua Gilli: «Vogliamo superare stereotipi che mortificano sia le donne, viste solo nel loro ruolo di "brave mamme", sia gli uomini, ritenuti incapaci di curare e crescere i figli piccoli».

Per i papà dedicarsi alla famiglia è una straordinaria opportunità di crescita, e questo ha effetti positivi anche sul lavoro. Per le mamme investire su se stesse e sulla propria carriera, cercando di ridurre al minimo il distacco dalla propria realtà professionale, è una scelta che a medio e lungo termine ripaga sul piano economico e personale. A condizione, appunto, che l'azienda sappia sostenerle nel percorso con i giusti strumenti.

«Crediamo che ogni lavoratore debba essere messo in grado di organizzare il proprio tempo tenendo conto delle sue esigenze familiari e di dare il meglio in azienda –conclude Linda Gilli–. Se questo si verifica, l'impresa può solo crescere».

 

Inaz Srl è una delle più importanti realtà italiane nella produzione software ed erogazione servizi per l'amministrazione e la gestione delle risorse umane. Con una rete di agenzie e punti assistenza in tutta Italia, Inaz offre le sue soluzioni a più di 10mila clienti fra aziende, studi professionali, consulenti del lavoro e associazioni di categoria. Inaz, con il suo Centro Studi, è anche punto di riferimento per imprese e professionisti in tema di aggiornamento, consulenza e formazione. La sede centrale è in Viale Monza 268 a Milano. www.inaz.it

 

lunedì 28 maggio 2012

SEMINARIO SUL BANDO “AIUTI AI SERVIZI DI CONSULENZA PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLE PMI” IL 29 MAGGIO A PARTIRE DALLE 16.00 PRESSO CONFINDUSTRIA LECCE

Nell'ambito del ciclo "Confindustria per le imprese" Confindustria Lecce organizza per martedì 29 maggio 2012 alle ore 16.00 presso la sede di Via Fornari, il seminario di presentazione del bando regionale per gli "aiuti ai servizi di consulenza per l'innovazione delle piccole e medie imprese", con l'obiettivo di chiarire le modalità di accesso e le opportunità legate allo stesso. La Regione Puglia, infatti, al fine di favorire l'investimento nei servizi di consulenza per l'innovazione tecnologica ha stanziato dieci milioni di euro per lo sviluppo ed il rafforzamento delle piccole e medie imprese, attraverso proprio l'acquisizione di servizi specialistici a supporto. In particolare saranno agevolati i servizi per l'innovazione di prodotto nella fase di concetto (l'idea innovativa); i servizi tecnologici di progettazione per l'innovazione di prodotto e di processo produttivo; i servizi tecnologici di sperimentazione (quindi prove e test); i servizi di gestione della proprietà intellettuale (quindi i brevetti); gli studi di fattibilità per la realizzazione di progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, trasferimento tecnologico; i servizi per l'efficienza ambientale ed energetica. "In un momento così delicato per la nostra economia – afferma il presidente di Confindustria Lecce, Piernicola Leone de Castris – la Regione Puglia ha deciso di puntare ad aiutare le imprese che vogliono innovarsi sia dal punto di vista dei processi sia da quello dei prodotti, al fine di consentire loro di utilizzare una chiave importantissima nella competizione globale. L'innovazione, infatti, rappresenta un punto di svolta per le piccole e medie imprese salentine che possono così migliorare le proprie performance e raggiungere punte di eccellenza nella produzione, riuscendo a battere la concorrenza di altre aree del Paese e del mondo".

Programma del Seminario

Ore 16,00 Registrazione partecipanti

Ore 16.30 Saluti

Piernicola Leone De Castris, Presidente Confindustria Lecce

Loredana Capone, Vice Presidente Regione Puglia

Ore 16.45 Introduzione ai lavori

Carlo Macculi, Delegato all'Innovazione di Confindustria Lecce

Ore 17.00 Relazioni

Presentazione del Bando "Aiuti ai servizi di consulenza per l'innovazione tecnologica delle PMI".

Palma Mallardi, Regione Puglia - Responsabile Azione 1.1.2

"Programmi di Ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati da PMI"

Modalità di accesso e valutazione per il Bando "Aiuti ai servizi di consulenza per l'innovazione tecnologica delle PMI"

Francesco Surico, Innovapuglia Spa

Ore 17.45 Dibattito

 

 



 

Tre giorni per morire di Karin Slaughter (Fanucci – TimeCrime). Traduzione di Tommaso Tocci. Ora in libreria!


Tre giorni per morire segna il grande ritorno di Karin Slaughter, la regina del thriller americano, e della serie best seller inaugurata con L’ombra della verità.  Una finestra in frantumi. Un’impronta di sangue. Ed è solo l’inizio... Un atroce crimine ha colpito al cuore la periferia più ricca di Atlanta. Rientrando nella sua villetta nel verde di Ansley Park, Abigail Campano trova ad accoglierla vetri rotti, tracce di sangue e il corpo martoriato di una ragazza. Inizialmente, pensa che quelle membra straziate siano della figlia Emma: disperata, la donna si avventa su quello che ritiene essere l’aggressore. Poi, lentamente, la verità inizia a farsi strada: non è di Emma quel corpo riverso sul pavimento; non è il suo assassino quel ragazzo che Abigail ha appena ucciso, a mani nude. Le indagini vengono affidate alla polizia di Atlanta, ma torbidi giochi di potere e un errore di valutazione da parte delle autorità rendono inevitabile l’intervento di Will Trent, agente speciale del Georgia Bureau of Investigation. Perché c’è qualcosa in quei vetri rotti, in quelle tracce di sangue, nello sguardo spento di Abigail che solo Will Trent saprà leggere: ma dovrà fare in fretta, costretto a una corsa contro il tempo per evitare che altre vite vengano spezzate in nome di un segreto che nessuno sembra voler svelare.
Karin Slaughter è nata in Georgia nel 1971, è una delle autrici più celebri del crime internazionale: quaranta milioni di copie vendute nel mondo, traduzioni in trenta Paesi. Fra i suoi thriller, sempre in vetta alle classifiche, la serie che ha come protagonista Will Trent, inaugurata con il best seller L’ombra della verità (Timecrime, 2012) e di cui Tre giorni per morire rappresenta il secondo volume. Insignita (caso unico nella storia del premio) per quattro volte del prestigioso Crimezone Thriller Award, Karin Slaughter vive e lavora ad Atlanta.

«Mi irrita il fatto che scrivere thriller sia ancora considerato appannaggio pressoché esclusivo degli uomini. La violenza continua a essere vista come un loro territorio. Da una scrittrice, ci si aspetta che narri soprattutto di legami familiari. Non vi pare un’opinione un po’ superata?» Karin Slaughter

domenica 27 maggio 2012

Il settimo sacramento di David Hewson (TimeCrime – Fanucci).Traduzione di Sara Brambilla



Roma. Durante un’estate torrida un bambino di sette anni, Alessio Bramante, figlio di un celebre professore di archeologia, scompare misteriosamente nelle catacombe che tagliano le viscere della città. L’uomo indagato per il supposto omicidio del bambino viene inspiegabilmente lasciato alla mercé della furia del padre di Alessio, che lo uccide senza esitazione: il solo ad andare in carcere, per un amaro scherzo del destino, sarà dunque Giorgio Bramante. Quattordici anni dopo qualcuno aggredisce Leo Falcone, collega dell’ispettore Nic Costa, che all’epoca aveva lavorato al caso senza riuscire a risolverlo. Bramante, nel frattempo, viene rilasciato, mentre in prossimità di Castel Sant’Angelo, all’interno di un museo dedicato alle anime del Purgatorio, viene rinvenuta una maglietta appartenuta al piccolo Alessio. Sulla stoffa, incredibilmente, vi sono tracce fresche di sangue. Ben presto, Costa e i suoi collaboratori si trovano a dover risolvere un atroce mistero legato all’antico culto di Mitra, e a una vendetta che sembra non essersi ancora pienamente consumata...
David Hewson è nato nello Yorkshire nel 1953. Ha collaborato come giornalista con il Times e il Sunday Times prima di dedicarsi interamente alla scrittura. Il settimo sacramento è il quinto volume della serie incentrata sul personaggio del detective Nic Costa da cui verrà tratta, tra il 2012 e il 2013, una serie televisiva ambientata a Roma. I precedenti quattro titoli, Il sangue dei martiri (2006), La villa dei misteri (2007), Il rituale sacro (2010) e Il morso della lucertola (2011), sono stati pubblicati da Fanucci Editore. David Hewson vive e lavora nei pressi di Wye, nel Kent.
«Ho passato talmente tanto tempo a Roma che credo sia difficile che le mie descrizioni sembrino esotiche. In effetti, ai giorni nostri è quasi impossibile mostrare l’esotismo in letteratura. La gente viaggia molto di più di una volta e, grazie a Internet, ha ormai accesso a migliaia di informazioni. Quello che cerco di fare nei miei libri è mostrare Roma così com’è nella realtà.» David Hewson

10 MODI PER IMPARARE A ESSERE POVERI MA FELICI con prefazione di Gianluca Morozzi (Laurana editore). Dall’8 giugno in libreria


«Bisogna gettare il discredito sul danaro, scriveva Simone Weil. Questo momento storico è propizio per farlo. Abbiamo l’opportunità di toccare con mano la stupidità del denaro, del suo immaginario, delle sue menzogne. E, per converso, di riscoprire il mondo nella sua verità, nella sua poesia, ovvero nel suo senso più profondo. Di riscoprire la condivisione». (Marco Rovelli)
-Ci siamo abituati a essere ricchi. Non solo, ci siamo abituati – senza davvero rendercene conto – a essere felici solo quando possiamo spendere la nostra ricchezza, piccola o grande che sia. L’illusione è quindi di stare bene solo quando si compra qualcosa di nuovo, che sia un vestito o una gita fuori porta, un happy hour o un iPhone. E forse le cose stanno anche peggio di così. Ormai proviamo felicità solo quando scegliamo, e quando abbiamo comprato ormai non ci interessa più quello che stringiamo tra le mani.
Oltre che falso e ingannevole questo modello di vita non può più esser sostenuto in un momento di crisi internazionale come quello in cui viviamo ormai da anni. È quindi arrivata l’ora, come spiega Andrea Pomella in questo libro, di riscoprire una cultura della povertà che non sia miseria, ritrovando il piacere di custodire i propri averi senza sperperarli in desideri superflui, spezzando il luogo comune “ricco, allora felice” e liberando la ricerca della felicità dalle logiche della mercificazione. Per riportarla a quella dei sentimenti. Per uscire da un vicolo cieco esistenziale che sta spegnendo la luce sul nostro futuro.

sabato 26 maggio 2012

Chi si accontenta muore - Davide Berardi presenta il suo ultimo album giovedì 31 maggio

Un disco figlio della crisi economica, culturale e sociale in cui viviamo, ma in cui emerge anche l'ineguagliabile ottimismo di chi crede di poter cambiare il corso della propria vita: Davide Berardi presenta il suo ultimo album "Chi si accontenta muore" giovedì 31 maggio 2012, presso la Masseria Sant'Elia di Martina Franca (TA)

 

Le parole e la musica per graffiare la realtà e per produrre un'onda sonora per raccontare il mondo in cui viviamo, tra  ma anche per portare in superficie un messaggio di speranza e di cambiamento: tutto questo è "Chi si accontenta muore", l'ultimo lavoro discografico di Davide Berardi, uscito lo scorso 15 maggio 2012 in tutti i negozi di dischi e sulle piattaforme digitali.

 

L'album del giovane cantautore pugliese sarà presentato, in anteprima assoluta, giovedì 31 maggio 2012, alle ore 21.30, presso la Masseria Sant'Elia di Martina Franca (TA), in un live organizzato e promosso dalla Donkey, Agenzia di Eventi e Comunicazione.

 

Il disco, prodotto dalla Corte dei Miracoli, promosso con il supporto di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV, persegue il suo obiettivo di denuncia e di lotta contro le mafie anche grazie il sostegno della Free D Music, giovane etichetta indipendente  nata per opera del figlio di Beppe Alfano , Chicco - che cerca di trasmettere, attraverso la musica, valori democratici, valori di solidarietà, di giustizia sociale, di etica e di impegno. Ed è proprio al giornalista siciliano Beppe Alfano, ucciso dalla mafia nel 1993, che è dedicato "Senza dire niente", brano intenso e vibrante incluso nell'ultimo lavoro discografico di Davide.

 

"Chi si accontenta muore" è, infatti, un disco di dieci intense ballate, un album di foto dai colori caldi, un diario che contiene gli appunti e le coordinate di un viaggio, in continua evoluzione, in cui si è chiamati a credere in una direzione prima di intraprenderla. Un lavoro che  ha voluto coraggiosamente mantenere la sua autenticità e il contatto con le sue radici con uno sguardo attento alla situazione storica del nostro paese. All'album hanno collaborato Roy Paci  (sia come tromba solista che come arrangiatore in due brani "Senza dire niente" e "Mia Terra") ed Eugenio Bennato, tra gli artefici della riscoperta delle tradizioni della musica popolare e vocalist in "Ninnarella", con il M° Mario Rosini al pianoforte.

 

Davide Berardi, in quest'ultimo album, ha  unito meravigliosamente i suoi testi  ai colori di una personalissima espressione musicale, frutto di un background culturale in cui convivono musica folk, melodie celtiche, swing, bossa, sonorità balcaniche e quel "battere e levare" che contraddistingue la musica della sua terra. Terra che ha prodotto artisti come Matteo Salvatore e Domenico Modugno, veri e propri punti di riferimento per Davide.

 

Appuntamento da non perdere quindi, quello di giovedì 31 maggio: tanta musica d'autore, ma anche cultura enogastronomica, per raccontare un territorio, quello pugliese, attraverso i suoi talenti ma anche il suo cibo e il suo vino. Immersi in un'atmosfera, quasi sospesa, di una delle masserie più antiche e suggestive della Valle d'Itria, la Masseria Sant'Elia di Martina Franca, sarà possibile ascoltare l'ultimo album di Davide Berardi, degustare prodotti tipici pugliesi a Km 0 e bere un buon calice di vino. E' prevista la possibilità di cenare prima del concerto e pernottare all'interno della struttura.

 

A condividere il palco con Davide Berardi (voce e chitarra), Antonello D'Urso (chitarra), Ciccio D'Amicis (batteria), Mino Indraccolo (basso), Giancarlo Pagliara (piano e fisarmonica) e Francesco Ferrara (Sax e Flauto).

Per info contattare il 329/6658408 o 328/486090

Giovedì 31 maggio 2012

Ore 21.30

Relais Masseria Sant'Elia

Contrada Battaglini zona A, 265/A

Martina Franca (TA)


Infoline: 329/6658408 - 328/4860906

 

 

venerdì 25 maggio 2012

La Germania premia la tecnologia made in Napoli; le lavatrici della fabbrica Whirlpool sono le prime certificate TUV

In occasione della visita del neo presidente Josè Drummond, lo stabilimento Whirlpool di Napoli si fregia del riconoscimento che l'istituto tedesco assegna valutando sicurezza, durata e robustezza degli elettrodomestici. Drummond:«Una prova ulteriore della bontà del nostro sistema produttivo»    

 

 Lavatrici con standard qualitativi da tecnologia tedesca, ma made in Napoli, più precisamente nella fabbrica Whirlpool di via Argine. È in questo stabilimento, infatti, che sono prodotte le prime lavatrici (modello Ecostyle per il marchio Bauknecht e Carisma per il marchio Whirlpool) ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione di qualità TUV (www.tuv.com).

Il riconoscimento da poco arrivato dalla Germania coincide con la prima visita, oggi 25 maggio, nello stabilimento campano del neo presidente Whirlpool EMEA, il brasiliano Josè Drummond, che dichiara: «La certificazione TUV è una prova ulteriore dell'attenzione che il personale dello stabilimento di Napoli riserva al fattore qualità, pienamente convinto e capace di applicare con successo i principi del Whirlpool Production System (WPS) ai processi lavorativi. Un riconoscimento di questo tipo costituisce il miglior esempio di come il WPS impatti sui valori aziendali influenzando in maniera determinante la scelte per gli acquisti dei consumatori». Il programma di Drummond a Napoli prevede la visita degli impianti e l'incontro con i dipendenti

 

La TUV è un'organizzazione di soggetti indipendenti e specializzati nell'analisi sicurezza, durata, e robustezza dei prodotti più diversi. Tutte le auto tedesche, ad esempio, sono certificate TUV, marchio che rappresenta una garanzia per il consumatore. Il protocollo della certificazione TUV per le lavatrici a carica frontale prevede test molto selettivi. La fabbrica di Napoli è stata interessata dall'audit dei tecnici TUV e nove lavatrici sono state sottoposte ai test nel laboratorio TUV in Renania, dove hanno funzionato per sei mesi e per oltre 2mila 500 cicli seguiti dall'organizzazione Global Product Development di Whirlpool. Anche elementi come sportelli, cassetti e bottoni sono stati sottoposti agli stress test più impegnativi. Un elettrodomestico certificato TUV è garantito per oltre 10 anni per durata, qualità, affidabilità e robustezza.

 

«Lo scorso anno la fabbrica di Napoli è risultata la migliore fra i 66 siti di Whirlpool nel mondo per engagement –ricorda Davide Castiglioni, vice president Manufacturing di Whirlpool EMEA–: il nostro personale ha recepito e messo in pratica con grandi risultati i principi del WPS. Un riconoscimento come la TUV è motivo di orgoglio per noi, oltre che la dimostrazione che a Napoli sappiamo lavorare su livelli qualitativi riconosciuti dalle più prestigiose istituzioni internazionali».   

 

Whirlpool EMEA e Whirlpool Corporation Con circa 11mila 500 dipendenti, una presenza sui mercati di oltre 30 Paesi europei e siti produttivi in sette Paesi, Whirlpool Europe, Middle East & Africa (EMEA) è una società interamente controllata da Whirlpool Corporation, l'azienda leader a livello mondiale nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici. Nel 2011, Whirlpool Corporation ha avuto un fatturato annuale di circa 19 miliardi di dollari, 68.000 dipendenti e 65 centri di produzione e di ricerca tecnologica in tutto il mondo. L'azienda commercializza i marchi Whirlpool, Maytag, KitchenAid, Jenn-Air, Amana, Consul, Brastemp, Bauknecht e altri importanti brand quasi in ogni paese del mondo. Il Centro Operativo Europeo di Whirlpool si trova in Italia, a Comerio (VA). Per ulteriori informazioni sull'azienda, consultate il sito Internet www.whirlpoolcorp.com o www.whirlpool.it.

 

Seduzione, femminilità e false attese: un seno più grande non è solo per estetica

Nella tavola rotonda dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica - AICPE con la sessuologa Francesca Romana Tiberi, la chirurga plastica Egle Muti, la trans Daniela Pompili e la soubrette Carmen Russo, la sicurezza resta al centro dell'intervento estetico più richiesto

 

Parte del corpo alla quale molte donne dedicano una maggiore attenzione, il seno è simbolo per antonomasia di femminilità. Ma un seno più abbondante non è per tutte. Questo quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata dall'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica - AICPE dal titolo "L'importanza del seno per la donna: femminilità, sessualità, funzione e successo professionale" che si è svolta ieri sera a Salò (Brescia) e ha visto gli interventi di Francesca Romana Tiberi, psicologa e sessuologa, presidente ASPRI (Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Relazionale), Egle Muti, celebre chirurga plastica, ideatrice di particolari tecniche per correggere gravi difetti congeniti delle mammelle; Daniela Pompili rappresentante del Movimento Identità Transessuale, la soubrette Carmen Russo e coordinata da Chiara Botti, chirurgo plastico.

Due i dati di partenza: innanzitutto, «l'aumento del seno è l'intervento estetico maggiormente richiesto e praticato in Italia», ha ricordato il presidente di AICPE, Giovanni Botti, in apertura dell'incontro. In secondo luogo, il seno ha perso nel tempo l'immagine associata alla sua principale funzione, l'allattamento, in favore della seduttività. «Ma, una mammella che allatta o ha allattato può risultare anche solo per questo seducente e le donne dovrebbero esserne consapevoli sentendosi in questo realizzate. Non v'è quindi contraddizione o antitesi fra allattamento e funzione erotica», ha detto Francesca Romana Tiberi. Avere belle forme e un decolleté prosperoso è visto come elemento di affermazione personale. Ma non è l'unico. «È fondamentale che alla femminilità esteriore corrisponda un comportamento femminile», ha proseguito la sessuologa. Inoltre, «occorre analizzare le aspettative reali di chi vuole una "maggiorazione" per riconoscere le false attese, quali ad esempio il perseguimento, attraverso l'intervento, del successo in ambito lavorativo, sociale o familiare».

Carmen Russo, nota soubrette, ha lanciato negli anni 80 la figura della "maggiorata" nel mondo dello spettacolo. «Ma quando si è riconosciuti solo per le proprie forme è difficile essere apprezzata per un talento», ha detto la ballerina intervenuta alla tavola rotonda. «Questa esigenza mi ha spinta caparbiamente ad un continuo sacrificio ed impegno nella danza per impormi, per spostare gli occhi di chi mi guardava dal seno alla mia bravura». Ha proseguito: «Non è facile avere un grosso seno: all'armonia esteriore deve corrispondere un'armonia interiore». La fisicità però può aiutare. Ha ricordato Daniela Pompili rappresentante del Movimento Identità Transessuale: «Una transessuale è dotata di sensibilità sessuale particolarmente spiccata e la presenza di un seno rappresenta un elemento fondamentale ed un requisito necessario per l'identificazione personale. Il seno, nel mio sentire, non rappresenta meramente un attributo seduttivo, ma un elemento essenziale alla traduzione fisica del vissuto interiore».

Davanti alla volontà di avere forme più marcate, resta la necessità di capire come questo sia possibile. «La mastoplastica additiva può essere eseguita con l'utilizzo di protesi o, in casi più particolari, attraverso ripetuti interventi di trapianto di grasso», ha affermato Egle Muti, chirurgo plastico. Quale la taglia cui aspirare? «È fondamentale che il chirurgo sia in grado di interpretare i veri desideri e le profonde motivazioni che spingono una donna alla richiesta di una mastoplastica». E, in alcuni casi, le richieste posso essere «incongrue». Fondamentale resta il tema della sicurezza dell'intervento chirurgico. Ha ricordato Muti: «L'incidenza delle complicanze è direttamente proporzionale alle dimensione delle protesi impiantate e complicanze. Fortunatamente le complicanze da mastoplastica additiva con protesi sono locali e risolvibili». Se si parla di sicurezza, un elemento di garanzia è anche il costo. «I bassi costi in chirurgia estetica non possono coniugarsi con la qualità», ha sottolineato Chiara Botti, chirurgo plastico. «L'esperienza degli operatori ha un costo, così come una sala operatoria ben attrezzata, un'assistenza continua e l'utilizzo di materiali certificati».

 

AICPE: L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata con l'obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre un centinaio di chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Caratteristiche dell'associazione sono avere come associati solo professionisti, specialisti in chirurgia plastica, che hanno come attività principale la chirurgia a fine estetico e la rigida adesione a un codice etico e di comportamento da seguire non solo quando si indossa il camice, ma in tutti i momenti della vita. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.


 

Il sesto e altri racconti psychotropic noir di Stefano Delacroix alla Galleria 25


Presso la Galleria 25 in piazza Orazio Flacco, 24 a Venosa (Potenza) alle 19:30 il 27 maggio 2012 torna la letteratura con Stefano Delacroix, cantautore prestato alla narrativa che – dopo aver firmato i due romanzi del 2007, “La memoria del mare” e “Peristalsi” –  presenta la raccolta “Il sesto e altri racconti psychotropic noir” edito da Lupo Editore. Introduce la serata Mara Venuto.

Negli otto racconti di questo libro (più una bonus track) il noir è in ogni personaggio e ciò rende lo scorrere delle pagine piene di suspance. Ne Il Sesto si aboliscono le differenze tra mondo interno e mondo esterno, tra memoria e attesa del futuro: il tempo non scorre se non nel flusso circolare del percepire-ricordando, eppure le vicende avvengono: suicidi determinati da una falsa percezione dell'altezza; errate letture del mondo che si riconducono alla fatalità di un nome e che conducono a costruire la propria morte, apparentemente accidentale. Il noir di Delacroix è psicotropo, ma nopn psicotico ed è inscritto sul fatto leggero, ma ineluttabile, che la follia è una distrazione della percezione.

Stefano Delacroix - Nasce a Taranto nell'agosto '66, da genitori leccesi. Dopo la militanza tra le band giovanili ed un album pubblicato nel 1986 con la band The Act per l’etichetta torinese Toast, scoperto da Maurizio Montanari, approda alla corte di Mimmo Locasciulli, che ne pubblica tra il '94 e il '97 i primi due album da solista, "Ribelli" e "La legge non vale" (Ed.Hobo e distribuzione Sony Music). Nel ’96 scrive “Che Fine Farò” per l’attore italiano Alessandro Haber (Hobo, distribuzione Sony Music) e partecipa nel ’98 all’album “Uomini” di Mimmo Locasciulli, che duetta ancora con lui nel brano “Non è Stato Facile”, tratto da “Ribelli”, sulla raccolta“Aria di Famiglia” (2002). Dopo tournée in Italia ed all’estero, accanto a Goran Kuzminac, Mario Castelnuovo, Claudio Lolli e lo stesso Locasciulli, Delacroix esordisce nella letteratura nel 2007, con due romanzi:"La Memoria del Mare" (ed. LaRiflessione) e "Peristalsi" (ed. Il Foglio), ai quali fa seguito, in principio del 2009, "IlSesto" (LupoEditore) , raccolta di racconti noir giunta nel 2012 alla seconda edizione, sempre per Lupo Editore. Inoltre, sta scrivendo una storia a puntate su DesertoItaliano il blog di Agostino Palmisano  (http://desertoitaliano.wordpress.com/)

MO(N)DI DI SCRIVERE. SCRIVERE PER IL CINEMA (9-10 Giugno 2012) con OMAR DI MONOPOLI PRESSO TENUTA SCALOTI. (Strada S. Pietro in Lama – Copertino, n. 10)


Come si scrive la sceneggiatura di un film o un testo per la tv o radio partendo da un testo letterario? Il modulo “Scrivere per il cinema” del corso MO(N)DI DI SCRIVERE (9-10 giugno 2012) vuole trasmettere ai partecipanti l’importanza per uno sceneggiatore di costruire scene, sequenze, personaggi che si raccontano attraverso dialoghi e set diversi. A tenere il corso OMAR DI MONOPOLI, scrittore e sceneggiatore. Nel 2007 ha esordito con il romanzo “Uomini e cani” (Premio Kilhgren Città di Milano, presto al cinema) cui sono seguiti nel 2008 “Ferro e fuoco” e nel 2010 “La legge di Fonzi” (adattato in sceneggiatura dal Torino FilmLab). Ha collaborato come soggettista con Edoardo Winspeare e ha scritto il radiodramma “L’Uomo Termoionico” per Radio Rai3. I partecipanti verranno da lui guidati verso un percorso che attraverserà le varie tappe dello scrivere per il cinema: dall’idea per un buon soggetto all’analisi del suo adattamento per i diversi media. L’importanza di documentarsi, lo studio dei classici e la capacità di metabolizzare l’autobiografismo sono le principali tappe per mettere a segno una buona sceneggiatura. Il corso è strutturato nella formula WEEK-END FULL IMMERSION per la durata totale di 15 ore (sabato 9 e domenica 10 dalle 9:30 alle 18:30) con pranzo offerto e condiviso nella fantastica Tenuta Scaloti (strada S. Pietro in Lama – Copertino, n.10), una villa d’epoca immersa nella natura. Le iscrizioni scadono il 7 giugno. Per iscriversi o per info scrivere a redazione@lupoeditore.it o telefonare ai numeri 329 4178895 / 338 4598211 e consultare il sito www.lupoeditore.it (sezione CORSI).

SENTIERI A SUD – il workshop (2 e 3 giugno 2012/ 9 e 10 giugno 2012). Località Kurumuny a Martano (Le)


“Aggirarsi tra quelli antichi casolari, tra i muretti a secco  e la piccola aia, respirare gli odori dei cibi cotti nei grandi forni di pietra, rito collettivo che unisce un paese intero, è una delle ultime, rare, occasioni, per ‘sentire’ i gusti di un Salento ‘al riparo’ che custodisce orgogliosamente la forza arcaica delle sue radici, per ‘donarla’ in preziose occasioni di festa.” Questo scrive Pierfrancesco Pacoda parlando di località Kurumuny nella campagna di Martano (Lecce) dove a breve si terranno una serie di importanti eventi culturali e di confronto. Continua dunque l’intensa attività della casa editrice Kurumuny, da anni promotrice di cultura nel e sul territorio salentino. La casa editrice  propone in una veste del tutto inedita, corsi di canto e di ballo popolare salentino che si svolgeranno nella splendida ed energetica cornice di Kurumuny a (Martano).

I corsi saranno tenuti rispettivamente da Anna Cinzia Villani (celebre cantante popolare salentina che ha dato vita ad una carriera ricca di grandi collaborazioni professionali, distinguendosi da subito per le caratteristiche della sua voce che molti hanno definito “antica” e capace dei virtuosismi tipici della vocalità tradizionale) e Maristella Martella (che partendo dagli studi di Ernesto de Martino e di Diego Carpitella, si specializza in una riproposizione contemporanea nell'insegnamento e nell'interpretazione della pizzica e approfondisce una ricerca teatrale ed espressiva sul tarantismo e più in generale sulle danze tradizionali mediterranee.
Elabora un suo personale linguaggio espressivo, che pur partendo da elementi propri alle culture tradizionali, evolve in una dinamica contemporanea impegnandosi nella realizzazione di un metodo di insegnamento delle tecniche del tipico ballo italiano). Si tratta di un momento non solo di studio in ambiti di ricerca che costituiscono a tutt’oggi la storia dell’etnomusicologia nel Salento, ma anche di confronto e condivisione di saperi che vale la pena conoscere e valorizzare.

I corsi saranno preceduti da una lezione introduttiva condotta da Luigi Chiriatti, che illustrerà l’importanza e la necessità del canto e del ballo all’interno della culturale tradizionale. Alla fine dei corsi un momento di convivialità (pranzo o cena) con cibi tradizionali, musica e balli. Il corso si terrà in località Kurumuny a Martano (Le). Iscrizione obbligatoria via mail a: frachiriatti@tiscali.it o info@kurumuny.it entro il 31 maggio per il corso di canto ed entro il 4 giugno per quello di canto.

Per maggiori info 3343309499

CORSO DI CANTO POPOLARE SALENTINO  - ispirato alle tecniche vocali arcaiche tenuto da Anna Cinzia Villani

SABATO 2 e DOMENICA 3 GIUGNO

Sabato 2 giugno dalle ore 10,00 alle ore 13,00

h. 09,00 - Apertura dello stage con un’introduzione sul canto nella cultura popolare salentina a cura di Luigi Chiriatti;

h. 10,00 -  Presentazione del percorso formativo e artistico dell’insegnante. Presentazione del metodo didattico;

h. 10,30 - Ascolto delle voci dei cantori tradizionali affinché si familiarizzi con i vari stili.

h. 11,30 - Scoperta della propria voce e delle relative varie possibilità di utilizzo.

h. 12,30 - Canto collettivo.


Domenica 3 giugno dalle ore 10,00 alle ore 13,00

h. 10,00 - Il canto alla stisa.

h. 11,30 - Canto collettivo e individuale. A chiusura del corso pranzo popolare a base di cibi tradizionali.


CORSO DI DANZA - ispirato alla pizzica pizzica e tarantelle del sud Italia tenuto da Maristella Martella

SABATO 9 e DOMENICA 10 GIUGNO

Sabato 9 giugno dalle ore 15,00 alle ore 19,00

h. 15.00 - Apertura dello stage con un’introduzione sul ballo nella cultura popolare salentina a cura di Luigi Chiriatti;

h. 16.00 - Presentazione del percorso formativo e artistico; Presentazione del metodo didattico.

h. 16,30 - Riscaldamento del corpo e preparazione del gruppo dei danzatori; esplorazione degli elementi base della danza: spazio, dinamica, relazione;

h. 17,30 -  Introduzione alle varianti geografiche e stilistiche delle danze popolari del sud Italia: tammurriata dell’Agro-Nocerino Sarnese, tarantella del Gargano, tarantella calabrese (stile reggitano); pizzica pizzica: passi base e postura.

h. 18,30 - Improvvisazione guidata.


Domenica 10 giugno dalle ore 16,00 alle ore 19,00

h. 16.00 - Pizzica pizzica: passi base e postura;

h. 17,30 - La ronda e le sue dinamiche;

h. 19,00 - Improvvisazione guidata. A chiusura del corso cena popolare a base di cibi tradizionali.


Il corso si terrà in località Kurumuny a Martano (Le). Iscrizione obbligatoria via mail a: frachiriatti@tiscali.it o info@kurumuny.it entro il 4 giugno. Massimo 25 partecipanti

Per maggiori info 3343309499
Per raggiungerci
http://www.kurumuny.it/lang-it/dove-siamo.html

giovedì 24 maggio 2012

Tre noci moscate nella dote della sposa di Simona Cleopazzo (Lupo editore) al Lug di Copertino (ex asilo Spallanzani)


Tre noci moscate nella dote della sposa di Simona Cleopazzo (Lupo editore) sarà presentato al Lug di Copertino (ex asilo Spallanzani) a Copertino, il 26 maggio 2012 alle ore 20,00. Interverranno Sandrina Schito, Anna Cordella,  e la lettura sarà affidata a Nabil dei Radiodervish che per la prima volta presta la sua voce musico/narrante per un’opera letteraria. L’incontro è promosso da ACME LAB, I Sotterranei Arci e Nubes
Silvia, studentessa fuori sede in quel di Bologna, condivide con altri la casa degli amori impossibili e sbarca il lunario spendendosi in mille lavori che, se da un lato la mettono a contatto con la sofferenza altrui, dall'altro le consentono di misurarsi con la propria vena creativa: nella trattoria in cui affianca la cuoca Cecilia tutti vorrebbero conoscere il segreto del suo ottimo ragù, ma lei va a istinto perché la nonna-mà non ha mai voluto rivelarle il quid che rendeva il suo così speciale. Il dolore e il cuore, dunque: la vita di Silvia si riassume in questi due "sapori" che ne determinano l'essenza fin dalla sua infanzia difficile, segnata dall'abbandono dei genitori e dalla faticosa ricerca di sé, in una sorta di disamore che le sue sfortunate relazioni sentimentali sembrano confermare nutrendone il disperato orgoglio. È la fine del matrimonio con Marco che la spinge a tornare in Salento, col vuoto nell'anima ma tanto coraggio, per ritrovarsi: con lei, il gatto Michelone e un'importante rete di amicizie femminili capaci di sorreggerla nel suo nuovo inizio. Mentre la memoria si affolla dei personaggi che le hanno dato e tolto, si profila l'universo umano di Silvia nel raccoglimento delle stradine leccesi in cui lei muove i primi passi, nella riscoperta delle passioni sociali, negli incontri che bussano alla sua anima cucita coi fili di seta. Così il cuore ricomincia timidamente a battere, per aprirsi totalmente all'autenticità dei suoi slanci, cosciente che nel mondo delle donne vi è una profonda forza talvolta travestita di follia, ed è qui che si combattono le grandi battaglie. Ora sono le voci delle donne - da Alda Merini a Simone de Bouvoir, da Sylvia Plath a Giuni Russo.. .- a scandire i ritmi di questa scrittura travolgente (tra diario, romanzo e cronaca) che giunge ancora una volta a raccontare una verità al femminile.

Simona Cleopazzo - Nasce a Nardò. Lavora dal 1994 nel terzo settore, a Bologna e a Lecce, dove vive attualmente. Organizza laboratori di scrittura in carcere, progetti contro lo sfruttamento del lavoro minorile nelle scuole e scrive progetti culturali sociali. Assieme a tre amici fonda la L.I.L.A. di Lecce. Attualmente è attiva nell' associazione A.C.H. - Ammirato Culture House, una casa comune - una "hub" - concepita per attivare processi di partecipazione e di collaborazione tra diversi attori culturali, locali e internazionali. È sposata e ha due figlie Micol e Caterina, di dodici e un anno, che le danno una mano a mettere in ordine i fogli di appunti sparsi per casa.

Nabil (Radio Dervish) - Nabil Salameh, "Nabil" (arāblus, 1962), è un cantautore e giornalista palestinese fondatore del gruppo Radiodervish e Al Darawish. Dal 1998 al 2007 ha lavorato come corrispondente in Italia per l'emittente internazionale Al Jazeera (a lui era affidato il "punto di vista occidentale" di temi di rilevanza internazionale, come ad esempio gli attentati dell'11 settembre 2001).

A quei tempi non si buttava niente di Nicola Bruno (Youcanprint)


Un figlio ricorda la vita di rinunce e di sacrifici del padre, dall’infanzia strappata ai banchi di scuola, alla tragedia della guerra sul fronte russo, alla lunga prigionia, fino alla vecchiaia dopo anni di lavoro e molto altro ancora. Una vita ricca (fin troppo) di fatica, senza mediazioni che la rendessero meno dura; una fatica che definire da “sole a sole” o dall’alba al tramonto è ancora troppo poco, perché prima dell’alba si era già in cammino verso i campi e dopo il calare del sole, in autunno, si continuava in cantina o nel frantoio. Un mestiere, quello del contadino, che si fa dall’alba al tramonto della vita, stregati dalla terra che si lavora fin da bambini. A quella fatica furono iniziati i figli per sollecitarli a impegnarsi negli studi e costringerli a fuggire dalle privazioni dei padri e dei nonni, “per non fare la loro stessa vita”. Una vita comunque ricca di ideali e passione politica, di fede, amore e amicizia, una vita pregna di solidarietà. Dai racconti emerge uno spaccato della vita di paese fatta di usanze e tradizioni, proverbi dialettali, venditori e compratori ambulanti, fughe di animali per i vicoli, artisti e giochi di strada, mestieri ormai scomparsi, forni pubblici sempre affollati e piatti della cucina regionale pugliese. E poi la bellezza della campagna pugliese ricca di trulli e muretti a secco, campi di grano e distese di mandorli, ulivi, peschi e ciliegi, vigneti ad alberello e tendoni di uva da tavola, cespugli di more e di asparagi, macchie di origano e di finocchio selvatico. Una campagna dove ascoltare il campanaccio lontano delle mucche al pascolo di una masseria; una campagna che ancora ti rallenta con i suoi greggi e ti stordisce con le sue cicale, che affascina il viandante in un tripudio di suoni, colori e odori. Questo libro è innanzitutto un atto d’amore di un figlio verso il padre, un omaggio alle comuni radici contadine e a un passato troppo spesso rimosso per effetto della sbornia della modernità. Dalle pagine emerge il desiderio di contrastare la tendenza a cancellare uno spazio e un tempo della nostra storia comune, di restituire dignità a cose, luoghi, affetti, sentimenti che il mondo attuale considera preistorici, e di cui in qualche caso addirittura si vergogna.

mercoledì 23 maggio 2012

La Giostra Magica di Carmen Mari a Copertino il 25 maggio 2012


Il 25 maggio 2012 presso l’auditorium dell’ ’Istituto Comprensivo Polo 3 di Copertino (Lecce)  in via Pirandello alle ore 10,00 è prevista la presentazione del volume La Giostra Magica di Carmen Mari edito da Lupo editore. Si tratta di un percorso di lettura avviato dall’istituto scolastico di Copertino sotto la guida della Prof. Marilena Vantaggiato e che ha visto la settimana scorsa protagonista l’autrice Donatella Neri con il suo Abecederbario sempre edito da Lupo. Presenterà l’autrice il Dirigente Dott. Vincenzino Mastrangelo

Tutti i bambini vogliono salire sulla fantastica giostra di Gerard e cavalcare i variopinti animali di cartapesta al suono di un’allegra musichetta. Ma è solo la dolce Teresa a sapere perché – una volta tornati a casa – raccontino storie meravigliose. Una favola d’amore e di antiche magie. Una strana brezza marina sembra scompigliare ogni notte il lido di Nizza… Quale segreto si nasconde dietro il misterioso fenomeno?

Carmen Mari Docente specializzata ha compiuto percorsi di studio presso la Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma dove ha approfondito speciali tecniche didattiche e di comunicazione. Collabora con le Facoltà di Scienze della Formazione delle Università di Bari - Foggia - Lecce e con Agenzie Territoriali in qualità di Docente Formatore. Conduce corsi per l’infanzia di motivazione alla lettura e scrittura creativa, anima laboratori grafico-tattili e fa
del gioco un ricco veicolo per meravigliose possibilità di crescita. È creatrice della collana “ilibriazzurri” edizione Suma, ha pubblicato con La Scuola Brescia, Omega Torino, Giunti Firenze, N. Milano Bologna, Ragusa Bari, Suma Bari. La sua grande passione è la scrittura, apprezza la pittura il teatro e i viaggi. Ama rifugiarsi nella sua bianca casa fra gli ulivi del Salento luogo molto
amato e ispiratore di magiche storie.

Illustrato da: Valentia D’Urbano nasce nel 1985 a Roma, dove già dall’età di tre anni legge, scrive e fa pratica di disegno scarabocchiando sulla faccia dei suoi compagni d’asilo, sui muri di casa e sulle copertine dei libri di sua madre, anche se la sua più grande passione rimane colorare i rarissimi fumetti western di suo padre. Vent’anni più tardi, dopo un’adolescenza passata a disegnare, qualcuno ha la bella pensata di spedirla allo IED di Roma, a frequentare il corso di illustrazione e
animazione multimediale, dove finalmente nessuno la sgrida se disegna invece di ascoltare la lezione. Poco prima del diploma all’istituto europeo di design, si lancia nel mondo dell’illustrazione per l’infanzia decisa a restarci molto a lungo.