lunedì 30 aprile 2012

La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate sceglie la continuità: l'assemblea conferma il Cda e approva il bilancio 2011

Nell'anno del primo bilancio in rosso in 115 anni di storia, i soci della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate approvano a pieni voti la scelta del propri amministratori di restare a fianco di territorio e imprese, riconfermando in blocco il consiglio di amministrazione uscente e dando disco verde al bilancio 2011 che, con una perdita prima delle tasse di 3 milioni 53mila 578 euro, è la cartina di tornasole più evidente di un territorio, quello dell'Altomilanese e del Varesotto, che sta pagando un duro dazio alla crisi in termini di aziende costrette a chiudere i battenti e di posti di lavoro persi.

"Un territorio di cui siamo la banca locale e a cui non abbiamo mai fatto mancare il credito, neppure nel funesto 2011 -ha detto il presidente uscente, Roberto Scazzosi, rieletto con oltre l'80% delle preferenze espresse-. Mentre tutti parlano di credit crunch e di banche che guardano dall'altra parte, la nostra Bcc nel 2011 ha aumentato gli impieghi del 6%, a conferma del ruolo anticiclico che la nostra Bcc svolge per il suo territorio".

Un tema, questo, ripreso da Alessandro Azzi, presidente di Federcasse (Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali), che ha preso parte ai lavori assembleari: "In questo momento c'è pessimismo verso le istituzioni -ha osservato Azzi-: ma la missione svolta dalle Bcc dimostra che è possibile dare risposte concrete alle esigenze dell'economia mettendo sempre al centro la persona". E poi, nel merito della scelta di tante Bcc, come quella di Busto Garolfo e Buguggiate, di stare a fianco dell'economia in crisi, ha detto: "in oltre 100 anni di storia abbiamo fatto come le formiche e abbiamo accumulato dei patrimoni che ci consentono di attingere a risorse durante questo inverno così lungo. Nessuna preoccupazione, quindi. Anzi, le scelte fatte sono il segno della coerenza".

L'assemblea dei soci della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si è tenuta domenica 29 aprile a Malpensa Fiere (Busto Arsizio). E i voti dei quasi 900 soci presenti all'assemblea vanno nel segno della continuità, premiando il lavoro svolto da amministratori e struttura nell'ultimo triennio e confermando la fiducia per le sfide aperte su un territorio (Altomilanese e Varesotto) da sempre fra i più dinamici nel panorama italiano, ma alle prese con una congiuntura che permane critica.

"È una fiducia che ci onora quella espressa dai soci. La riconferma di tutti gli amministratori uscenti dimostra da un lato la compattezza della compagine sociale, dall'altro un apprezzamento per quello che abbiamo saputo fare in anni tanto difficili per il tessuto economico e sociale", chiosa Roberto Scazzosi, presidente uscente e candidato designato anche per il prossimo mandato. Ma per l'ufficializzazione della carica bisogna attendere la riunione del primo consiglio di amministrazione.

 

Di seguito l'elenco dei consiglieri eletti:     

Area Busto Garolfo: Roberto Scazzosi, Giuseppe Barni, Cecilia Cardani, Vittorio Pinciroli, Francesco Gatti, Rinaldo Borsa, Graziano Porta, Danila Battaglia

Area provincia Milano: Mauro Colombo

Area Buguggiate Varese: Mario Pozzi, Ignazio Parrinello, Diego Trogher

Area provincia Varese: Andrea Rinaldi


 

domenica 29 aprile 2012

IL PRIMO MAGGIO DI KURUMUNY 2012


Kurumuny in collaborazione con l’Associazione Follevola, l’Associazione SottoTraccia e con il patrocino del Comune di Martano presenta la XI edizione del Primo Maggio. La festa si svolge a Martano, in campagna, località Kurumuny, con una lunga giornata tra germogli di vino e braci di canti selvatici e balli spargi-sale, artisti extra-vaganti giocolieri di luce, diritti in mostra ai colori della primavera. Il lavoro dovrebbe essere la festa di tutti perché “un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra” (T. Carlyle).
IL PROGRAMMA - La giornata sarà scandita dalla musica, con la partecipazione di molti artisti. PARTECIPERANNO
CICI CAFARO – suoni e canti popolari . Cici è un formidabile archivio di repertori canori, improvvisatore magistrale di brindisi, di stornelli, cantante, suonatore di armonica, autore di canzoni; e poi conoscitore dei funghi e del bosco, amante della compagnia, mattatore instancabile nelle feste e sul palcoscenico, narratore arguto e accattivante: e tutto questo, e altro, gli appartiene oggi, non in qualità di ricordo, né come residuo del passato, ma è parte integrante delle sue giornate, del suo modo di intendere la vita.
VINCENZO SANTORO e ANNA CINZIA VILLANI in Memorie della terra . Nell’intreccio di musica tradizionale e racconto orale, un viaggio nella memoria del lavoro nel Salento della prima metà del Novecento, dalla rivolta di Tricase del 15 maggio 1935, con la feroce repressione di una manifestazione di piazza delle tabacchine dello stabilimento Acait, all’occupazione del feudo d’Arneo nel 1949-51, la più eclatante delle azioni intraprese dal movimento sindacale e contadino.
KAMAFEI – etnomusica dal Salento. Le radici della tradizione salentina si fondono con nuove sonorità, si allargano a nuovi orizzonti. All’interno della musica del collettivo salentino si nota il profondo legame con la propria tradizione e la propria terra, ma anche la necessità e la voglia di scoprire la contaminazione con altre culture e altre esperienze musicali. Tutto si miscela e diventa un vero e proprio stile, la pizzica tradizionale incontra le tradizioni del mediterraneo, legandosi ai suoni moderni e a diversi stili: reggae, dub, hip-hop, rock, flamenco-dub.
ANDREA PRESA e SANJAY KANSA BANIK  con intervento coreografico di MARISTELLA MARTELLA - Andrea Presa e Sanja Kansa Banik (suonatore indiano di Tabla) parteciperanno con una performance musicale, introdotta dalla presentazione di un documentario in fase di realizzazione dal titolo Indo pizzica, che racconta l’incontro tra i due musicisti e la nascita dell’album musicale omonimo. Il documentario è promosso dall’Associazione AXV, con il contributo di Apulia Film Commission e il patrocinio di Ass. Italia-India e il GAI (Giovani Artisti Italiani) con la collaborazione dell’Agenzia Creativa Zowart. Performance di danza di Maristella Martella.
RADIOBELLAMÌ  - Radiobellamì è l’incontro e l’inizio di un nuovo cammino di due personaggi straordinari. DJ Dario Bellezza e Mino Giagnotti “Cavallino”, cantore di musica tradizionale salentina. L’intento è quello di fondere due esperienze musicali diverse legate dal comune sentimento per la propria terra, il Salento. Le basi musicali si mescolano con il rude canto e il tamburello e si concretizzano in un esperimento sonoro e verbale dove si fonde il dialetto e lo stile musicale ispirato al dubstep. 
PAPA RICKY - È senza dubbio uno dei personaggi musicali che ha maggiormente rappresentato lo sviluppo e il successo del reggae salentino. Sono passati vent’anni da quando tutto ha avuto inizio e Papa Ricky è ancora presente nelle produzioni salentine, con l’uscita del suo nuovo album da solista, Villa barca, dove ci regala un viaggio di suoni tra i temi più attuali e dove i suoni sono trattati come se fossero colori e sapori del Salento, miscelati con quelli delle culture altre del mondo. L'album è pubblicato da Elianto, con l’occhio attento di Treble Lu Professore ed è ricco di collaborazioni artistiche. La produzione è firmata da Frank Nemola e Treble, che è presente anche con la sua voce in alcuni brani del disco. 
MAISON ROUGES - I Maisons rouges rientrano nel genere indie. Il gruppo, composto da due chitarre, basso, batteria e voce, produce sonorità molto ritmate e originate dalla musica new wave dei primi anni Ottanta, in particolar modo quella inglese. La voce è il filo conduttore dei Maisons rouges. Il sound, invece, ricco di contaminazioni e riferimenti musicali a diversi generi, non ha una chiara connotazione. E questo fa dei Maisons rouges un progetto che è un laboratorio aperto alle influenze musicali contemporanee – vi è in cantiere un percorso che guarda all’elettronica – musica che cambia e si rigenera a seconda degli stati d’animo. Il gruppo canta in francese, da qui il nome “case rosse”.
MUFFX - I Muffx nascono nel 2006 da un’idea di Luigi Bruno (anche chitarrista di Opa Cupa, Zina) e Amedeo Ciricugno. Chitarre abrasive e suoni spinosi si miscelano con ballate elettroacustiche: una rilettura personalizzata di varie sfaccettature musicali. Il sound dei Muffx stordisce, colpisce dritto e trascina in un immaginario che parte dalle devianti atmosfere dello stoner rock, per intingersi di psichedelica e garage. Momenti di sano rock ruspante, spazi folk–acustici, la solarità amara di certe melodie tradizionali del sud Italia, e ancora linee vocali che sfiorano il pop adulto insieme a un corposo omaggio alla psichedelia onirica. I Muffx sono: Luigi Bruno (voce/chitarra), Alberto Ria (batteria), Gianna Greco (basso), Cristiano Colopi (chitarra).
L’INIZIATIVA
IL PESO DELLA CULTURA – Leggo per legittima difesa. (Woody Allen)
Per l’edizione 2012 Kurumuny presenta l’iniziativa “Il peso della cultura: libri al chilo”. In occasione della festa del Primo Maggio sarà possibile acquistare una sporta di libri al chilo. Per l’iniziativa sono state create dal marchio B22 delle sportine ad hoc che saranno anche un simpatico gadget della festa di quest’anno. In questo momento di crisi in cui più si avverte la necessità di sapere, in questo Paese in cui tutto è effimero, Kurumuny vuol ripartire dal peso dei libri, da una certezza che è quella fisica e materiale del peso della conoscenza e dell’informazione perché chi legge ha un senso in più, perché leggere rendere liberi, perché vogliamo che i libri siano compagni irrinunciabili.
COME ARRIVARE - Kurumuny è sita nelle campagne di Martano (nei pressi dell’uscita per Castrignano de’ Greci). Per trovarci seguire le indicazioni presso tutti gli ingressi del paese.
(LA FOTO E’ DI Piero Marsili Libelli)

Per info
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Mob. 3299886391
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Su facebook: Kurumuny
Kurumuny è un luogo dell’anima, un luogo di memoria e trasformazione, dove antichi valori umani e sociali convivono con la realtà contemporanea.

In libreria Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana di Vito Mancuso (Fazi Editore)


Un vero e proprio manifesto della “teologia mancusiana”. Obbedienza e libertà è una sintesi matura del pensiero di Mancuso e lancia un messaggio chiaro: libertà e religione non devono più essere viste come alternative. Un “discorso sul metodo” in presa diretta, fondato sul principio di coerenza e onestà invece che su quello di autorità. Un libro che nasce dal disagio di Vito Mancuso di vedere la propria Chiesa riproporre una verità non al passo coi tempi, prigioniera di una visione superata del mondo e dell’uomo. Un discorso sul metodo, non solo della teologia, ma anche e soprattutto della coscienza. Divisa tra obbedienza e libertà, la coscienza cristiana (e non solo essa) è inquieta come non mai, ed è alle sue inquietudini che questo nuovo libro di Vito Mancuso si rivolge affrontando con chiarezza i nodi più importanti del dibattito odierno: la verità e il potere, la religione al servizio della politica e il principio di laicità, l'identità umana tra anima e coscienza, il destino finale tra nulla ed eternità, il dialogo tra le diverse religioni e le diverse spiritualità del mondo. I temi sono i grandi temi di Mancuso, la radicale onestà intellettuale e il primato della vita, ma qui trovano un loro scenario caratteristico che distingue questo libro dagli altri: il delicato rapporto tra il potere ecclesiastico e la verità. Partendo dal motto caro a Martini, “pro veritate adversa diligere” (ovvero essere contenti delle contraddizioni), il teologo della vita autentica ci spiega come la “verità autentica” non sia qualcosa di statico, di ricevuto in eredità, ma qualcosa a cui si arriva per contrarietà. In un corpo a corpo con l’ortodossia, Mancuso si dichiara contento delle contraddizioni, esprimendo così il suo amore per la vita. Il pensiero di Vito è come sempre antinomico e non dicotomico, analogico e non oppositivo.

Vito Mancuso, teologo, docente di Teologia presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 ed editorialista de “la Repubblica”. Oltre ad articoli su riviste specializzate, alla partecipazione ad opere collettive (tra cui: Che cosa vuol dire morire. Sei grandi filosofi di fronte all’ultima domanda, a cura di Daniela Monti, Einaudi 2010, con R. Bodei, R. De Monticelli, G. Reale, A. Schiavone, E. Severino), tra le sue opere più recenti ricordiamo i bestseller La vita autentica (Raffaello Cortina, 2009), Disputa su Dio e dintorni, con Corrado Augias (Mondadori, 2009), L’anima e il suo destino, con la prefazione di Carlo Maria Martini (Raffaello Cortina, 2007) e Io e Dio. Una guida dei perplessi (Garzanti, 2011). Con Elido Fazi dirige la collana di libera ricerca spirituale “Campo dei fiori”. Presso una delle più prestigiose case editrici accademiche tedesche è stato pubblicato di recente un saggio sul suo pensiero: Corneliu C. Simut, Essentials of Catholic Radicalism. An Introduction to the Lay Theology of Vito Mancuso.

sabato 28 aprile 2012

In libreria Coriandoli nel deserto di Alessandra Arachi (Feltrinelli)



Ha perso la gloria e la fama, che sono andate tutte a lui, l'amico fraterno. Il premio Nobel per la fisica. L'inventore dell'energia atomica. Enrico Fermi. Forse sarebbe bastato poco per condividerle. Ha perso anche l'amore, quello per lei. L'unica ricercatrice del gruppo di via Panisperna. La donna che saliva e scendeva dagli aerei come dalla sua bicicletta. Nella Mortara. Forse sarebbe bastato un attimo per averlo. È il giugno del 1969 quando dal suo letto d'ospedale Enrico Persico ripercorre il tracciato della sua esistenza vissuta all'ombra del genio. Schiacciato dal peso del genio. Non si può competere con il più grande scienziato del Novecento quando si ha la sventura di fare lo stesso mestiere e, ironia del destino, di averne pure lo stesso nome. Da quel letto vediamo Persico inseguire la speranza e l'ambizione, e sentiamo il destarsi di una voce, di segrete accensioni, di timidi stupori, di malcelati rimpianti: la sua è la storia di un eterno secondo, sullo sfondo di un teatro umano irrimediabilmente più grande di lui. Col passo del romanzo, in un frenetico andare e venire del tempo, Alessandra Arachi ci racconta i coriandoli della vita di un uomo.

venerdì 27 aprile 2012

in libreria La paura della lince di Antonella Cilento (Rogiosi)

Esordio nel genere “giallo” per la scrittrice Antonella Cilento, una delle firme più prestigiose della narrativa, e non solo, italiana degli ultimi vent’anni. La paura della lince è un mistero complicato ed affascinante in cui la tensione resta alta per l’intero arco della narrazione fino a restituire al lettore tutte le risposte per un finale sorprendente ma anche l’unico possibile. Nella Napoli dei giorni nostri una guida turistica si trova, suo malgrado, a ricevere le rivelazioni di un uomo in fin di vita, inizierà da quel momento un susseguirsi di eventi inquietanti dal cui corso la protagonista non riuscirà a sottrarsi

giovedì 26 aprile 2012

L'eloquenza della luce. Intorno alla poesia di Angelo Lippo-27 aprile. Teatro Paisiello

"Ogni cosa prende possesso di sé a  smentire ogni dubbio, ogni certosina attesa, soffiata sul triangolo delle ore. Si estenua il bisogno di domande nel groviglio di un mistero che non tace. D'estate parla forte l'eloquenza della luce".

Sono alcuni dei versi che Angelo Lippo, scrittore, saggista, critico d'arte, poeta tarantino, scomparso nell'agosto del 2011, aveva consegnato al Raggio Verde Edizioni per Se non matura la spiga, suo ultimo libro.

 

E L'eloquenza della luce, intorno alla poesia di Angelo Lippo è il tema dell'appuntamento di venerdì prossimo 27 aprile al Teatro Paisiello di Lecce, inizio ore 19, nell'ambito del calendario di Astràgali Teatro per "Teatri Abitati", in collaborazione con Il Raggio Verde.

Nato, come amava ripetere, "sulle rive dello Ionio" nel 1939 nel giorno di San Martino e "nipote di carrettiere", Angelo Lippo, che Raffaele Nigro definisce "il maggior poeta dell'ultimo Novecento tarantino", alternava alla scrittura poetica una densa attività di saggista, critico d'arte, curatore di rassegne e di tutto questo rimane traccia feconda e preziosa non solo nei numerosi volumi di poesia ma anche in alcuni importanti rassegne di arte contemporanea, dalla lontana Proposta '70  fino a Identità del Contemporaneo e Arte in Salento, oltre che in articoli e fogli sparsi sulle numerosissime riviste e quotidiani territoriali con cui collaborava (tra gli altri, Corriere del giorno, Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno, Nuovo Quotidiano di Puglia, L'informatore librario, Pietraserena, La Vallisa, Quinta generazione).

 

Attento osservatore della produzione poetica e letteraria pugliese, dalle pagine di Porto Franco, la rivista d'arte e letteratura da lui diretta dal 1985, imbastiva "sguardi sulla poesia contemporanea" (ultimi quelli su Arrigo Colombo, Anna Marinelli, Rita Marinò Campi, Rita Santoro Mastrantuono, Edio Felice Schiavone), e anche nella lettura critica emerge l'urgenza di una scrittura militante, vigile e inquieta. Una poesia civile, come è evidente proprio in Se non matura la spiga, nella sezione titolata Inediti 2009-2010, aperta con una Ballata per Aligi Sassu e poi interamente volta a dire di Taranto, la "sua città": una Taranto offesa, dilaniata, depredata, dove diossina è il nemico mortale, la polvere sottile che uccide, impedendo ogni idea di futuro, e giocando il sottile pesantissimo ricatto di un lavoro a costo della vita. E già negli anni '70 la poesia di Lippo denunciava le morti bianche dell'Italsider con il poemetto Requiem bianco   e con versi come questi: "La mia città ha un cuore tenero/ anche se produce acciaio…".   

 

Così, se a proposito di Origini, raccolta pubblicata nel '97, Donato Valli aveva potuto parlare di una poesia "essenziale, asciutta, meditata, portata al limite estremo di una sponda oltre la quale, dal battito dell'onda, avvertiamo l'essenza della vita", quella trasparenza della parola in questi inediti si fa battaglia civile, incitamento alla resistenza. "Nessuno manchi all'appello. I disertori non sono ben visti. La storia non si scrive con i se ma guardandola in faccia. Chi ha paura dell'ascolto faccia a meno di esserci. Gli occhi sono stanchi di annotare viltà che puntualmente si ripetono. Io non voglio far morire la mia terra. Per cui lotterò con i denti perché il sole qui rinasca luminoso come sempre. E non aspetterò inerte il nemico"

L'appuntamento di venerdì si snoderà, così, tra lettura dei testi poetici e di alcuni carteggi inediti, a partire dalle lettere con Armando Meoni, di cui aveva pubblicato il più esaustivo saggio critico, Mario Marti, Ferruccio Ulivi, Giacinto Spagnoletti, Maria Luisa Spaziani, e testimonianze. Intervengono Antonio Errico, che a proposito della scrittura di Lippo così aveva annotato: "Non è l'ebbrezza dell'oblio. Invece è un'ebbrezza che riporta memorie, storie, stagioni, voci, brusii, restituisce un passato nitido, senz'ombra, riconsegna stupori, fa brillare colori. Azzurrità",  Antonella Lippo, per un contributo sul ruolo del padre come uomo e poeta militante, condirettore con Dante Maffia della rivista Il Policordo e fondatore della rivista di arte e letteratura Porto Franco; Antonietta Fulvio, Edizioni Raggio Verde; Fabio Tolledi, direttore artistico e regista di Astràgali Teatro, poeta e drammaturgo. Coordina Carla Petrachi.

 

L'appuntamento è realizzato da Astràgali Teatro, all'interno del  progetto "Teatri Abitati: una rete del contemporaneo", affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese nell'ambito del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007 – 2013.

Ingresso libero

 Info:  0832 306194; 320 9168440

 

 

 

mercoledì 25 aprile 2012

Arriva in libreria Uccidimi! di Ana Maria Sandu

Ramona vive a pensione da una gentile signora con la quale convive in un clima di intimità e amicizia, ma la serena convivenza si trasforma presto in un incubo, e quella casa così accogliente in una prigione popolata di fantasmi e allucinazioni. Un luogo situato in quel labile confine fra lucidità e follia.  "Io sottoscritta Ramona Petrescu, nata il 12 aprile 1981, dichiaro che la sera di giovedì 22 settembre ho perso la ragione e ho ucciso una donna di nome Veronica Manea,  di anni settanta,  residente a Bucarest, in Strada Domenii 76. Preciso inoltre che tra me e la signora Manea non c'era alcun grado di parentela."  

"Dalla finestra, che dava su un cortile interno, vedeva l'appartamento più luminoso della terra. Quello con le vetrate dal soffitto al pavimento e una gran quantità di piante rampicanti.  A volte vedeva la ragazza che ci abitava e le veniva da andare alla sua porta a chiederle  se una casa possa rendere più felici, almeno un po'..

ANA MARIA SANDU (Târgu Jiu, Romania, 1974), scrittrice, poetessa e giornalista, debutta nel 2003 con un'opera sulla sessualità e la femminilità, nominata al premio "România Literara" come miglior esordio e al "Premio aspro" come miglior esperimento letterario dell'anno e pubblicata in Francia con il titolo L'écorchure (Chemin de Fer, 2010).

 

Sovrastampa degli imballaggi, negli USA premiata l'innovazione italiana

Creatività e professionalità italiane vengono premiate negli Stati Uniti: un'azienda di Lainate (MI), la Rotoprint Sovrastampa, ha ricevuto una menzione d'onore dalla PLGA Global nel corso della cerimonia dei Print Quality Awards 2011 tenutasi il 1° marzo scorso a Miami, Florida. L'azienda italiana, che utilizza un sistema brevettato di sovrastampa rotocalco a registro, è stata giudicata fra le più interessanti nella categoria Innovazione. «Siamo molto felici di ricevere questo premio» commenta Gian Carlo Arici, titolare di Rotoprint, che ha partecipato alla cerimonia di Miami insieme al figlio Gian Luca. «La giuria è rimasta impressionata. È stato riconosciuto il carattere unico del procedimento da noi messo a punto, un sistema che permette di modificare imballaggi già stampati con precisione millimetrica».

Si tratta di un metodo unico, che consente alle aziende che hanno rimanenze di imballaggi perfetti ma non più utilizzabili (a causa di errori, aggiornamenti nelle etichette, eccetera), di sovrastamparli con un risultato perfetto.

«Grazie a noi le aziende risparmiano su costi di magazzino, smaltimento e produzione di nuovo materiale. E tutto questo, lo dico con orgoglio, ha anche un impatto positivo sull'ambiente» sottolinea sempre Gian Carlo Arici. Nel 2011 Rotoprint, infatti, ha salvato dal macero oltre 18mila km di materiale, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro. Tutte emissioni di CO2 in meno e di spazio non occupato in discarica.

 

La PLGA Global, costituita nel 1998, è una delle più importanti associazioni americane che riuniscono le imprese del settore della stampa di imballaggi. Ogni anno organizza i Print Quality Awards, competizione aperta anche ad aziende internazionali che premia i migliori lavori in varie categorie: imballaggi flessibili, sleeves, adesivi. Una categoria speciale, quella dedicata all'innovazione, ha visto premiata proprio la Rotoprint Sovrastampa, unica impresa italiana fra quelle vincitrici provenienti da Stati Uniti, Canada, Germania, Paesi Bassi, Ucraina, Thailandia e Santo Domingo.

 

Rotoprint Sovrastampa S.r.l. Nata nel 1978 a Lainate (MI), Rotoprint Sovrastampa è specializzata nel modificare imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrapak). Rotoprint Sovrastampa è una Società con Sistema di Gestione Qualità Certificato UNI EN ISO 9001: 2008 e per il suo Procedimento Brevettato ha vinto l'Oscar dell'Imballaggio 1993 (conferito dall'Istituto Italiano Imballaggio). www.rotoprint.com

 

I Caffè della cultura a Poggiardo con Pierluigi Mele


Sarà Pierluigi Mele, poeta, autore e regista teatrale tra i più apprezzati, con l’antologia poetica “Ho provato a non somigliarti” (Lupo Editore) il protagonista del nuovo appuntamento de “I Caffè della Cultura” in programma giovedì 26 aprile alle ore 19.00 nella sala conferenze del Palazzo della Cultura di Poggiardo. Presenta l’incontro Tonio Tondo, giornalista Gazzetta del Mezzogiorno. I caffè della Cultura, sono promossi dalla Biblioteca comunale-Assessorato alla Cultura del Comune di Poggiardo con il sostegno di Sole Vento Energia Poggiardo. Seguiranno degustazioni culturali. Ho provato a non somigliarti raccoglie poesie degli anni 1985-2010, senza tracciare traguardi. Sono slanci, diversamente l’esistenza non avrebbe casa né strada. Poesie dello stupore, della perdita e del ritrovamento. Della trasfigurazione soprattutto. Poesie di luoghi e d’illusione. Di tutte quelle minuscole e fonde cose che hai attraversato e che poi, senza preavviso, bussano alla porta pretendendoti daccapo. Con più forza del passato e meno scuse. Perché quando accadevano, nel mentre, tu non eri pronto a stringerne l’essenza. Non lo sei neppure ora, non lo sei mai. Però succede di avvertire questi passi alla soglia, questo soffio alla tempia del passato, il passato che s’impasta al presente che respiri, lo infiamma col tuo possibile domani. Qualcuno lo chiamerebbe destino. E allora la poesia non è che resoconto di stagioni, vissute e sublimate. Non puoi sottrarti dal tuo stesso nome che ti chiama, dalle tue radici e utopie.

Info Comune di Poggiardo:
dott. Pasquale De Santis (coordinatore rassegna) 0836.909817/329.3173865 - dott. Antonio Ciriolo (Responsabile Ufficio Cultura) 0836.909812

martedì 24 aprile 2012

I miei porci comodi

A volte diventa prosciutto. I musulmani lo ritengono un animale impuro. Finisce
al centro delle nostre imprecazioni. È il maiale, un animale che spesso si
ritrova, suo malgrado, protagonista di mode e modi di dire: da questi
presupposti parte la mostra pittorica di Carlo Di Cillo, che vuole esplorare il
linguaggio attraverso l'immagine che il linguaggio stesso fornisce. Se Magritte
palesava l'errore stesso che la filosofia del linguaggio suppone, la
convenzione per cui si parla in un certo modo, e nella contemporaneità esistono
i tormentoni, Di Cillo fa di più: svela e rivela attraverso due armi molto
potenti, l'ironia e il pennello.
D'origine barese ma salentino "d'adozione" e per esigenze lavorative,
insegnando educazione artistica in una scuola media pubblica, Carlo Di Cillo ha
alle spalle numerose mostre nazionali e internazionali. Ha partecipato tra le
altre, anche alla trasmissione "Alle falde del Kilimangiaro" su Rai 3 con il
suo progetto "Teste di zucca". Artista visivo diplomato in accademia di belle
arti in Arte Applicata e Decorazione, autore di cortometraggi animati in cui si
avvale delle sue proprie scenografie e istallazioni, specializzato nel make up
e negli effetti speciali per il cinema viene solitamente considerato un artista
poliedrico, capace di trasformare la materia in poesia, capace di cogliere,
attraverso i materiali più disparati, come plastica, lattice, ferro, carta,
gomma e legno, l'essenza dell'universo.

Intervengono al vernissage:
Carlo Di Cillo – autore delle opere
Massimiliano Cesari – esperto d'arte
Angela Leucci - giornalista

Info: http://www.carlodicillo.com/
Galleria Capece, piazza Aldo Moro Maglie, galleriacapece@gmail.com


I MIEI PORCI COMODI

Mostra d'arte di Carlo Di Cillo c/o Galleria Capece, Maglie, dal 9 al 15
maggio 2012. Vernissage 9 maggio, h. 20,30.

Musica Nuda in concerto, sabato 28 aprile 2012, per la prima tappa a Conversano della Ghironda Winter & Spring Festival

Il duo voce e contrabbasso Musica Nuda sarà protagonista, sabato 28 Aprile 2012, della prima tappa a Conversano della Ghironda Winter & Spring Festival 2011/12. Un appuntamento voluto fortemente dal pubblico quello con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, al quale la V Edizione della Ghironda Winter & Spring Festival 2011/2012 dedica un live d'eccezione, sabato 28 Aprile alle ore 21.30, presso il Teatro Norba di Conversano, rispondendo alle richieste di quanti hanno acclamato questo incontro.

Musica Nuda è stata, infatti, la selezione artistica voluta dai navigatori della rete e dagli appassionati di musica, che lo scorso Ottobre hanno espresso le loro preferenze tramite il sondaggio "Fai anche tu il direttore artistico!" lanciato da Idea Show, agenzia promotrice de La Ghironda Winter Festival, in collaborazione con il sito il Tacco di Bacco.

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti sono, quindi, gli ospiti d'eccezione e non casuali di questa quinta edizione invernale della Ghironda, che per la prima volta fa tappa a Conversano. Fu proprio il caso invece a far incontrare otto anni fa i due artisti di questo atipico duo "voice'n'bass": da allora Petra Magoni e Ferruccio Spinetti hanno continuato a sperimentare una complicità artistica che li ha resi uniti e complementari in un progetto originale, colto e popolare, semplice e complesso in cui è la musica nuda, la sola protagonista.

La voce dell'uno ed il contrabbasso dell'altro, nella loro singolarità, si uniscono per riportare all'essenziale un repertorio che spazia da Rino Gaetano ai Police, da Bruno Lauzi ai Beatles, da Monteverdi a Gigliola Cinguetti.

Attraverso brani noti e inediti, spaziando dal lirico al jazz, dal pop al soul, i due artisti fanno riscoprire al proprio pubblico il piacere della musica "spogliandola" di ogni artificiosità. Semplicemente musica, essenzialmente musica, sabato 28 Aprile 2012 alle ore 21.30, presso il Teatro Norba di Conversano, con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che omaggeranno i propri fans in uno spettacolo live, le cui  inedite sonorità saranno difficili da dimenticare. L'evento, realizzato con il sostegno della Regione Puglia, è patrocinato dal Comune di Conversano e inserito all'interno della rassegna locale di manifestazioni ed eventi culturali denominata "Tralci di storia".


GHIRONDA WINTER & SPRING FESTIVAL 2011/2012

PETRA MAGONI E FERRUCCIO SPINETTI IN CONCERTO

Sabato 28 aprile 2012

Ore 21.30

Teatro Norba

Conversano (BA)


Infoline: 080.430.11.50 

www.laghironda.it

È possibile acquistare i biglietti online su www.bookingshow.it

 


 

Tamburreddhu o Tamburello?


Il 30 aprile 2012 alle ore 19,00 presso l’Auditorium del Centro Anziani di Zollino, ci sarà il prestigioso Convegno di Studi sul tamburo a cornice salentino e le sue evoluzioni negli ultimi vent'anni dal titolo “Tamburreddhu o Tamburello?”. Intervengono Paolo Pacciolla (musicologo esperto di tamburi a cornice medio orientali); Luigi Chiriatti (storico e ricercatore di tradizioni salentine); Sergio Torsello (consulente scientifico, istituto "Diego Carpitella"); Gigi Toma, (musicista della tradizione - "Alla Bua"); Claudio "Cavallo" Giagnotti (musicista e produttore - "Mascarimirì"). Modera Stefano Donno giornalista e scrittore. È prevista inoltre una mostra di tamburreddhi storici a cura di Luigi Chiriatti, Claudio "Cavallo" Giagnotti e Biagio Panico. A seguire il  workshop a cura di Biagio Panico, costruzione del "TAMBURREDDHU" a cura di Alessandro Rizzello, e dimostrazione del preamplificatore per tamburo a cornice TC-1. L’appuntamento è organizzato e promosso da Comune di Zollino e Ass. Sotto Traccia che nasce dalla collaborazione tra Dilinò, il tamburello.com e Kurumuny.


Info 3480442053 – info@mascarimiri.com
Oppure 348 0029069 – alessandro@essenza.ws

Kurumuny Edizioni
telefax 0832801528
www.iltamburello.com di Biagio Panico

lunedì 23 aprile 2012

Inaz lancia Sanita.net: soluzioni integrate per gestire al meglio le risorse umane

Amministrare, gestire e organizzare le risorse umane: una sfida cruciale quando si devono garantire la salute e il benessere dei cittadini e insieme far quadrare i conti e essere competitivi sul mercato. Quale la chiave per coniugare queste due esigenze e valorizzare il proprio capitale umano? «Occorre investire in capitale umano valorizzando competenze e professionalità dei propri dipendenti e collaboratori» risponde Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, una delle più importanti realtà italiane nel campo dei software e servizi per l'amministrazione e la gestione delle risorse umane. «Disporre di informazioni affidabili e di aggiornamenti normativi tempestivi per monitorare e organizzare le risorse -spiega ancora Linda Gilli- aiuta a prendere le decisioni strategiche che consentono di fornire un servizio di qualità tenendo sotto controllo la spesa».

 

Profili professionali fra loro diversissimi per contratto, qualifiche, mansioni, orari di lavoro. E ancora, turni 24/7, riposi e recuperi, formazione ECM, selezioni, concorsi sicurezza. Per gestire e integrare al meglio tutte queste variabili, Inaz ha messo a punto Sanita.net (www.sanita-inaz.it), la combinazione di strumenti ideale per chi deve occuparsi del personale sanitario.

Un bouquet da comporre in base alle esigenze di ogni cliente, con soluzioni dedicate a vari aspetti. I sistemi di Paghe, Presenze e Pianificazione Turni si completano ed integrano con quello di Risorse Umane, che sovrintende la gestione delle persone in azienda, consentendo di verificarne in ogni momento inquadramento, retribuzione, assenze, carriera, conoscenze e potenzialità. I software per l'archiviazione documentale e la conservazione sostitutiva permettono di organizzare e conservare in sicurezza i documenti e i flussi informativi dei processi dell'azienda.

 

Ma non solo. «Quando si parla di sanità -ricorda Piero Ricaldone, direttore commerciale di Inaz- occorre tenere presente che gli aspetti gestionali, tipici di un'azienda, non possono prescindere dall'unicità della professione svolta, nella quale le componenti etiche e motivazionali giocano un ruolo cruciale. Alcuni strumenti operativi messi a disposizione da Inaz nell'ambito di Sanità.net sono il collegamento ideale fra chi amministra e chi vive la professione sul campo». Con il Portale del Dipendente i lavoratori ricevono via web cedolini, CUD e informazioni operative e sono coinvolti e responsabilizzati nell'aggiornamento dei loro dati. «Così si sentono valorizzati nel loro ruolo, nella loro crescita e nella loro autonomia professionale -spiega Ricaldone- e la performance aziendale migliora a tutti i livelli».

Ogni soluzione Inaz, inoltre, è supportata dall'assistenza continua e qualificata del personale tecnico Inaz sul territorio e dall'aggiornamento tempestivo e automatico del software quando cambia la normativa relativa a contratti, previdenza e fisco.

Inaz presenta Sanita.net il 16-19 maggio a Exposanità, Bologna (padiglione 26 – stand B39) e il 12-15 giugno a Sanit, Roma.

Per saperne di più: www.sanita-inaz.it

 

 

Inaz Srl è una delle più importanti realtà italiane nella produzione software ed erogazione servizi per l'amministrazione e la gestione delle risorse umane. Con una rete di agenzie e punti assistenza in tutta Italia, Inaz offre le sue soluzioni a più di 10mila clienti fra aziende, studi professionali, consulenti del lavoro e associazioni di categoria. Inaz, con il suo Centro Studi, è anche punto di riferimento per imprese e professionisti in tema di aggiornamento, consulenza e formazione. La sede centrale è in Viale Monza 268 a Milano. www.inaz.it.

 

Da Koreja omaggio ad Antonio Infantino - TARANTATA: GRANDE FESTA DI PRIMAVERA ai Cantieri

Grande festa di Primavera ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce che Mercoledì 25 aprile alle ore 21.30 ospitano Antonio Infantino, tornato nel Salento dopo un lungo periodo di assenza, Enza Pagliara, Claudia De Ventura, Maristella Martella, Andrea Presa, Ninfa Giannuzzi, Anna Cinzia Villani e Daniela Tamborino insieme sul palcoscenico in un trascinante concerto  TARANTATA: FESTA DI PRIMAVERA MUSICA, VOCI E DANZE DELLA RINASCITA.

 

25 Aprile, Festa della Liberazione, ma per gli Etruschi e i Romani  il 21 e il 25 aprile segnavano anche due importanti  feste: quella della Primavera e della Rinascita.

Si celebrava  Taràn, Venere per i latini.

Liberazione e Rinascita insieme: è quello che festeggiamo in questo gioioso Rito di Primavera, volto a celebrare la resurrezione e la trasformazione di tutte le cose viventi, di cui Taràn- la Venere Etrusca - era signora.

 

A compiere il rito di Primavera sarà quest' anno uno sciamano d' eccezione: Antonio Infantino, il grande musicista di Tricarico, vero grande conoscitore ed interprete della tradizione del tarantismo e dei suoi misteri , compagno di scena di Dario Fo, del Living Theatre, e dell' indimenticabile Enzo del Re.  

Scoperto giovanissimo da Fernanda Pivano,  i  suoi generi spaziano dall'etno folk alla più classica tarantella ma le sue origini sono addirittura nella stagione della beat generation italiana. Con queste premesse, attraverso un lungo percorso di impegno artistico e sociale, è stato fra l' altro protagonista di ben 2 edizioni della Biennale di Venezia (2003 e 2009).

Questo "sciamano multimediale" celebra quest' anno  in Salento la gioiosa festa della rinascita e della primavera, con al fianco Muse d' eccezione:

Enza Pagliara, voce struggente, raffinata, grandissima  interprete dell'anima antica e moderna della nostra terra,  protagonista della rinascita della musica di tradizione di tutto il Mediterraneo: una vera colonna portante di tutte le edizioni della  Notte della Taranta, amatissima dal pubblico del Salento e di tutta Italia.

Sul palco insieme a lei, per uno splendido omaggio al Maestro Antonio Infantino, anche la giovane Claudia De Ventura e  le meravigliose voci di Ninfa Giannuzzi e Anna Cinzia Villani, anch' esse fra le maggiori protagoniste della musica del Salento di questi ultimi anni; e se Ninfa , grika di nascita  e artista versatile,  spazia dalla musica di tradizione al rock al contemporaneo, giungendo  fino a  esperienze di teatro di ricerca proprio con i Cantieri  Koreja,  Anna Cinzia custodisce e protegge la tradizione più antica del Salento: con una vocalità intensa e assolutamente particolare, che riporta alla mente la più arcaica e peculiare  tradizione canora del nostro Sud - Est contadino.

Il rito di primavera affonda le sue radici nell' antichità: e a rievocarla sarà la voce di Daniela Tamborino,  che recita in greco antico e latino, con perfetta metrica,  la poesia più arcaica e moderna al tempo stesso.

A farci passare dall'apollineo al dionisiaco e dalla furia alla grazia sarà la danza passionale e innovativa di Maristella Martella, una danzatrice d' eccezione, fondatrice di TarantArte e  protagonista anche lei della Notte della Taranta: una delle prime a codificare i linguaggi espressivi della danza tradizionale, emersi dall'incontro tra la cultura coreutico-musicale salentina e quella mediterranea. A chiudere il cerchio della festa e della trance è infine il didjeridoo di Andrea Presa, artista salentino fra i più innovativi, perfetta espressione della definizione di Carmelo Bene del Salento come terra nomade: un artista che ha viaggiato e viaggia  e vive fra India, Australia, Salento, la cui musica affonda le radici nella tradizione più arcaica per spingersi fino alla fusione con i linguaggi e i ritmi delle terre più lontane, senza temere l'incontro con la tecnologia ma anzi facendone un punto focale della propria espressività. Non a caso, anche lui, indimenticabile protagonista delle 2 ultime edizioni della Notte della Taranta 2010 e 2011 dirette da Ludovico Einaudi.

 

TARANTATA rientra nel Progetto ELISA - Suoni della Memoria promosso dalla Provincia di Lecce. Il progetto intende favorire il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio immateriale di tradizioni musicali e orali di cinque regioni italiane, attraverso la sua digitalizzazione e archiviazione, e successivamente la sua traduzione nei linguaggi contemporanei al fine di renderlo accessibile al grande pubblico ed in particolare ai giovani e agli anziani.

 

 

GUIDA PER LO SPETTATORE

 

Ingresso spettacoli:

Intero 12 euro

Ridotto (under 30 e over 60): 10 euro

 

E' possibile raggiungere il teatro Koreja in via Guido Dorso, 70 con l'autobus n° 28.

 

 

Cantieri Teatrali Koreja, via Guido Dorso, 70

tel. 0832-242000 / 240752

e-mail: info@teatrokoreja.it;  www.teatrokoreja.it;            



 

"I SOLDI DEI PARTITI" - ROMA - MelBookStore, via Nazionale, 254 - lunedì 23 APRILE ore 18.00

Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia, chiamato "rimborso delle spese elettorali" per aggirare il referendum abrogativo del 1993 e la tagliola della Corte Costituzionale, è il più elevato del mondo: 200 milioni di euro all'anno, con il minore controllo in assoluto. I soldi dei rimborsi - che per legge devono andare ai partiti - possono così essere riscossi da associazioni costituite da poche persone in nome del partito o dirottati altrove senza che nessuno abbia qualcosa da eccepire. Elio Veltri e Francesco Paola ripercorrono la storia dei finanziamenti dalla loro introduzione, nel 1974, alla progressiva degenerazione, fino ai giorni nostri. Per arrivare a delle proposte concrete: regole chiare e non modificabili a seconda delle convenienze, per dare risposte alla rabbia dei cittadini che ormai riconoscono nei partiti oligarchie e clan familiari, in cui omertà, familismo amorale e fedeltà hanno sostituito militanza, rigore morale, impegno per il bene comune.


Elio Veltri, Francesco Paola

lunedì 23 APRILE ore 18.00

ROMA - MelBookStore, via Nazionale, 254

 

domenica 22 aprile 2012

Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione - Vita di Niccola Fiorentino a cura di Nunzio Festa e Pietro Varuolo (Altrimedia Edizioni)

Il 24 giugno 1799 la Restaurazione aveva spazzato via a colpi di baionette e lacci al collo decine di persone, gente umile e intellettuali, appartenenti alle classi meno abbienti e professionisti di fama. Furono decine i lucani assassinati da Ferdinando IV. Un'ondata di vendetta che non risparmiava. E dalla Basilicata sparirono le vite attive di tanti. Fra questi, Niccola Fiorentino. Portato sul patibolo il 12 dicembre 1799. Nonostante fosse stato servitore statale per lunghi anni, scrupoloso dipendente della monarchia borbone. Prima di divenire convinto rivoluzionario.

 


 

Chirurgia plastica, revocata l’indicazione per il seno del gel Macrolane. Le rassicurazioni di Aicpe: «Il materiale è sicuro, si tratta di ridefinire le indicazioni radiologiche»

In questi giorni Q-Med, divisione della ditta Galderma, distributrice del gel
rimodellante per il corpo Macrolane, ha deciso di modificare le istruzioni di
utilizzo del prodotto per il corpo eliminando l'indicazione per il trattamento
del seno. È stato sospeso l'utilizzo del gel a base di acido ialuronico
molecolare riassorbibile per aumentare la taglia del reggiseno in modo soft con
semplici iniezioni, in attesa di un consenso esteso sulla sua validità. «Questo
non significa che il prodotto non sia sicuro», afferma Alessandro Casadei di
Aicpe, Associazione italiana chirurgia plastica estetica. «Le pazienti che
hanno utilizzato Macrolane recentemente o in passato nella zona del seno, ma
anche per rimodellare altre parti del corpo, non hanno nulla da temere. La
decisione di sospendere l'utilizzo per il seno è stata presa in base alla
difficoltà che alcuni radiologi avrebbero riscontrato nell'identificare il
prodotto impiantato all'interno del seno. Pare insomma che abbia causato
qualche difficoltà nella valutazione del tessuto ghiandolare mammario,
influenzando la qualità diagnostica in caso di mammografia. Non ci sarebbero
problemi, invece, con ecografie e risonanze mammarie». Per chiarire
ulteriormente la questione è previsto nei prossimi giorni a Parigi un meeting
tra gli esperti radiologi d'Europa. Dall'incontro dovrebbero emergere anche
delle linee guida precise in merito.
Aicpe si pone come punto di riferimento per le pazienti. Ribadisce Casadei:
«Non è in discussione la sicurezza del prodotto, quindi nessun allarmismo
ingiustificato». Del resto, «parliamo di un prodotto i cui primi studi pilota
risalgono a dieci anni fa. Macrolane è stato immesso sul mercato italiano con
marchio di conformità CE da cinque anni, con la particolare approvazione KEMA
per l'utilizzo sul seno dal maggio del 2008. La documentazione presentata da Q-
Med non ha dato dubbi su efficacia, sicurezza, non tossicità e non
cancerogenicità». È stato tuttavia appurato che tutte le procedure di
accrescimento del seno, comprese quelle a base di Macrolane, possono
interferire nella lettura delle mammografie ed esiste una disparità di opinioni
tra i radiologi sulla qualità della valutazione radiologica nei seni trattati
con Macrolane. «Alla luce della situazione attuale, e in consultazione con gli
enti regolatori, Q-Med ha quindi deciso di revocare l'indicazione del prodotto
finché non si sia raggiunto un consenso sulla validità dei risultati negli
esami radiologici effettuati a seguito del trattamento con Macrolane», prosegue
Casadei.
Aicpe sta seguendo molto da vicino la vicenda in Europa, e si rende conto che
questi eventi potrebbero far sorgere delle domande relative alla presunta
difficoltà allo screening mammario: «Le pazienti trattate con questo metodo
possono sentirsi rassicurate dal fatto che il gel a base di acido ialuronico
macromolecolare è completamente riassorbibile. Inoltre il suo utilizzo prosegue
comunemente per tutte le altre indicazioni nel corpo», aggiunge Casadei.
I medici chirurghi soci di Aicpe ritengono comunque opportuno e prudente, fino
a quando non saranno completamente chiariti tutti gli aspetti radiologici
secondari al trattamento, non eseguire nuovi impianti di acido ialuronico
Macrolane per il modellamento del seno.

Esce in libreria L’ultimo vangelo di Barbara Goldstein. Traduzione di Taddeo Roccasalda (Fanucci Editore e Time Crime)

Un avvincente thriller storico che svela il segreto del mandylion, la raffigurazione del volto di Cristo la cui origine si perde nel buio dei secoli e del mito... Italia, inverno 1453. All’interno di un’abbazia abbandonata, un rudere fortificato in mezzo alle nevi del Gran Sasso, Alessandra d’Ascoli, una mercante di reliquie e confidente di papa Niccolò V, si sveglia: è ferita ma non ricorda nulla, salvo l’immagine di una sanguinosa battaglia. Uno sconosciuto, che afferma di essere suo marito, le rivela che il suo nome è Alessia. C’è tuttavia qualcosa in quell’uomo che le fa paura, qualcosa che le sfugge ma la terrorizza... Nonostante sia così debole, Alessandra si costringe dunque ad alzarsi e si inoltra lungo un sentiero che circonda l’abbazia, fino a una tomba sulla cui lapide è inciso il suo stesso nome. Comincia così un viaggio verso le ombre che assediano il suo passato, un viaggio che ben presto si rivelerà infernale: qual è la sua reale identità? Cos’ha fatto prima di perdere la memoria? Nel frattempo, qualcuno si aggira nel cuore dell’abbazia. Cosa sta cercando? E a chi appartiene quella salma esposta all’interno della cripta? Barbara Goldstein è nata nel 1966. Dopo aver lavorato come responsabile delle risorse umane per una grande banca tedesca, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Studiosa di filosofia e scienze comportamentali, quando non viaggia per effettuare le sue ricerche risiede a Monaco di Baviera. È autrice di altri sette thriller storici, le cui protagoniste sono sempre donne forti e indomite, che hanno avuto ottimi riscontri di critica e di pubblico. Barbara Goldstein sta scrivendo un nuovo romanzo che ha per protagonista Alessandra d’Ascoli, Das Testament.
«Alessandra, per me, è una specie di alter ego grazie al quale mi muovo nel mondo virtuale del Rinascimento italiano; rispecchia il lato più audace, avventuroso e temerario della mia personalità, una donna capace di osare là dove io mi limito a sognare. È la personificazione della fermezza d’animo, del gusto d’avventura, della curiosità intellettuale e della tolleranza.» Barbara Goldstein

Dalla prossima settimana su BePop “Occhio di bue” a cura di Maurizio Patella


Quanti pollici mi hanno coperto? Quante pieghe sono capitate sul mio nome mentre premevate una pagina appallottolata dentro ai mocassini zuppi di pioggia? Quante volte avete strappato, lacerato, diviso a metà il mio nome per impacchettare una bottiglia di spumante, mentre io me ne stavo in un teatro a distinguere i bisbigli del pubblico, a sentirlo sibilare, pronto a giudicarmi, divorarmi? Non lo sapete, ma forse avete letto il mio nome una domenica pomeriggio. Eravate sdraiati sul divano, la televisione accesa, le gambe allungate sul tavolino di cristallo; i lembi del giornale vi coprivano come un piumone. Oppure un venerdì mattina, al bar. Una manciata di minuti prima dell’ufficio; l’ultimo boccone di brioche appena inzuppato nel cappuccino vi gocciolava tra indice e pollice, e poi sul giornale sotto i gomiti; con un fazzoletto di carta avete tamponato il giornale, strofinato un poco, riducendo il mio nome a una poltiglia scorticata. Un nome sul giornale lo si paga con una corsa pazza. Lo si paga galoppando al cesso per colpa della pisciarella che ti assale ogni volta che affronti la belva feroce che ha pagato il biglietto. Lo si paga spremendo la vescica, stropicciando i genitali, contorcendosi, cercando di ripetersi con la bocca impastata che si sta vivendo il sogno e che non bisogna avere paura del pubblico, no, è solo questione di concentrazione, pensa al personaggio, anzi non pensare a nulla che sennò ti paralizzi, aiuto mamma, mentre una parte di te fuori controllo apre e chiude il rubinetto affinché lo scroscio ti induca a stillare una goccia di pipì. Maurizio Patella è il mio vero nome. Iscrivendomi all’Enpals (l’ente che non cura gli interessi degli attori), avrei potuto optare per un nome d’arte, ma quando ti chiami Maurizio Patella la scelta è obbligata: la musicalità, la sentite? La verve? La pungente ironia? Già, anch’io non la sento. Per niente. Ma quella mattina di alcuni anni fa, davanti al modulo dell’Enpals su cui mi veniva posta la domanda amletica – essere o non essere Maurizio Patella? – deglutivo per l’emozione – essere o non essere Maurizio Patella? – sbranavo il tappino della bic, lo mordicchiavo, lo sputavo – essere o non essere Maurizio Patella? – leccavo la catenella legata alla bic, snocciolavo con la lingua le piccole sfere d’acciaio, gustavo la ruggine. Non avevo mai ragionato sul mio nome. Uno se lo porta dietro tutta la vita, ma è come se non l’avesse mai udito davvero. Maurizio. Strano, esotico. No, orribile. Mh, e Patella? Patella come il mollusco di mare? Come la cozza? No, Patella no, dai. Troppo vongolesco, scogliesco. Troppe alghe marce. E poi facile storpiarlo. Accettare di propormi come Patella mi avrebbe esposto agli attacchi dei maligni, ai paragoni, alle battutine. Ma i miei genitori come l’avrebbero presa se avessi rinunciato al nome di famiglia? L’impiegata allo sportello mi osservava. Sputai la bic, sorrisi. Zac, sbarretta trasversale. Avrei sfondato come Maurizio Patella.

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