mercoledì 29 febbraio 2012

Fotografia feat editoria - Lupo editore incontra DamageGood sabato 17 c/o ex conservatorio Sant'Anna a Lecce

Lecce. Sabato 17, le sale dell'ex conservatorio Sant'Anna ospitano "Fotografia feat editoria. Lupo editore incontra DamageGood", un corso teorico-pratico che indaga il rapporto tra immagini e il mondo dell'editoria. La sfida? Realizzare una copertina per un libro inedito dell'editore Lupo. Non di sole parole vive un libro. Nella maggior parte dei casi, la grafica gioca un ruolo fondamentale nella "riuscita" di un prodotto editoriale. Bruno Munari docet: alla stregua dello scrittore, il grafico può considerarsi il co-autore di un'opera letteraria, perché è solo grazie all'immagine di copertina che un libro, da spazio lirico, si trasforma in un "oggetto comunicativo". Di questo e molto altro si discute in Fotografia feat editoria, un corso teorico-pratico che sabato 17 si inaugura presso le sale dell'ex conservatorio Sant'Anna di Lecce. Ad animare il dibattito, la fotografa concettuale Alessia Rollo e Cosimo Lupo, editore di Copertino, di recente balzato agli onori della cronaca nazionale per aver conquistato il podio più alto nel concorso "Billy. Il vizio di leggere" del Tg1, sbaragliando la concorrenza con il romanzo "Gli occhi di mia figlia" di Vittoria Coppola. Nella fattispecie, il workshop "Fotografia feat editoria" prevede una full immersion di due giornate in cui, oltre ad approfondire l'argomento sotto vari punti di vista, i partecipanti possono confrontarsi con un editore sul delicato problema del diritto d'autore e sulle strategie di ricerca iconografica. Si svelano così i trucchi del mestiere: i formati, gli accorgimenti tecnici da osservare per una buona impaginazione. Fotografia feat editoria entra nel vivo a partire dalle 17, quando Lupo sottoporrà all'attenzione degli allievi un capitolo tratto da un'opera non ancora edita. La sfida? Creare un'immagine evocativa, fedele al testo, che possa essere trasformarsi nella copertina del libro da licenziare e distribuire nei circuiti nazionali, in centinaia e centinaia di copie. Le lezioni si svolgono sabato 17 dalle 15.30 alle 19.30.  Per informazioni sul programma, si consiglia di consultare il sito dell'associazione culturale DamageGood.

 

Contatti

DamageGood associazione culturale

cell.: 328/8638950

cell.: 340/6212127

www.damagegood.com

infodamagegood@gmail.com

fb: www.facebook.com/damagegood


 

Lo sguardo degli altri


In attesa della 22° edizione del Festival del Cinema Africano, d'Asia e d'America latina, che ritornerà a Milano dal 19 al 25 marzo, Sunugal è lieta di invitarvi a una serata dove il cinema e la letteratura si incontrano e dialogano tra loro:
LO SGUARDO DEGLI ALTRI - Parole e immagini verso il 22° Festival del cinema Africano, d'Asia e d'America latina di Milano domenica 4 marzo, dalle 18.30, allo spazio MaschereNere della Fabbrica del Vapore di Milano. La serata si aprirà con la proiezione di alcuni CORTOMETRAGGI del Festival del Cinema Africano, d'Asia e d'America latina (in collaborazione con il COE, centro orientamento educativo). A seguire MALICK SAMB, giovane scrittore senegalese residente a Siena presenterà, per la prima volta a Milano, il suo libro "il destino di un clandestino"(edizioni Goreé), attraverso una piccola tavola rotonda con la giornalista Alessandra Coppola (Corriere della Sera) e il poeta-scrittore Cheikh Tidiane Gaye.
Un aperitivo-buffet senegalese ci preparerà alla seconda parte della serata, che terminerà con la proiezione di un LUNGOMETRAGGIO, sempre dal Festival.
L'evento diventerà così un connubio tra immagine e parola, tra cinema e realtà, dove il tema migrazione farà da filo conduttore.


Info:
389.0220849 | 347.0468370
info@sunugal.it | www.sunugal.it

El Hadji Malick Samb è nato a Tambacounda (Senegal) il 05 giugno del 1985 in una bella, grande e modesta famiglia con 13 figli. Ha studiato nella sua città natia fino al 2004, quando il destino gli ha offerto l’occasione per andare in Europa. Grazie a un gemellaggio in occasione dell’allargamento dell’Unione Europea, è stato scelto dal suo liceo insieme a un’altra studentessa per rappresentare l’Africa. Da allora non è più ritornato nel suo paese. È rimasto in Europa rimettendo tutto in discussione, ed è venuto in Italia a cercare fortuna.

Il Festival del Cinema Africano è un appuntamento ormai storico per gli appassionati del cinema del sud del mondo, l’unico festival in Italia interamente dedicato alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture dei paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Oltre 50 nazioni rappresentate, circa 80 tra film e video proiettati.



martedì 28 febbraio 2012

“Storiarsi” Mauro Marino. Un libro, un evento! Intervento di Mauro Marino

Appuntamenti Il Dipartimento di Dipendenze Patologiche della Asl di Lecce, mercoledì 29 febbraio, alle 17.00, nella Sala del Teatrino della Biblioteca Provinciale N. Bernardini in Piazzetta G. Carducci a Lecce presenta "Raccontarsi" un'esperienza dal Ser.T. di Lecce con il Fondo Verri. Interverranno  gli scrittori Antonio Errico e Vito Antonio Conte

 

L'oggetto dell'incontro è un libro "Storiarsi, racconti dal Ser.T. di Lecce", è il titolo. Storiarsi suona  un po' come "farsi", azione di tossicomania. Questa volta no! C'è la scrittura a governare e le storie d'ognuno, le storie hanno preso forma, andature narrative, "eroiche", vissuti densi di "senso". Rinfranca raccontarsi, "esserci" in un tempo in cui la sovraesposizione mass-mediale confonde i contorni d'ognuno. Il racconto di sé, diventa terapia, cura all'inedia, al "no" che spesso induce quei  comportamenti spersonalizzanti che riconosciamo nelle "dipendenze patologiche" e, più in specifico, nelle tossicodipendenze: meccanismi di auto annientamento – e di sottrazione del soggetto dai contesti sociali e di relazione – che, nel tempo, "costruiscono" storie di vita che rimangono "senza più parole".

Scrive Maria Grazia Sanarica, del Dipartimento Dipendenze Patologiche della Asl di Lecce: "L'esperienza di "Raccontarsi" è stata realizzata presso il Ser.T. di Lecce, nell'ambito delle attività previste con il progetto "Comunità terapeutiche diurne", finanziato dalla Regione Puglia con la quota regionale del Fondo Nazionale di lotta alla droga. Gli utenti del Ser.T., con la direzione degli operatori dell'Associazione Culturale "Fondo Verri" e la collaborazione degli operatori del Ser.T, hanno "raccontato" la propria storia con l'utilizzo della scrittura, della voce, del disegno, del corpo. Le emozioni, il dolore, i sentimenti, i tempi trascorsi e il tempo futuro, gli affetti, le distanze, le speranze, i pensieri, gli umori, gli amori, gli spazi vuoti, gli spazi riempiti, i silenzi, le parole dette, le parole rimaste in gola, tutto questo ed anche altro hanno dato vita ad un opera finale: questo libro! Storiarsi!" Così è stato, dagli incontri - che hanno visto nelle stanze del Ser.T. di Lecce molti amici attivarsi a "svezzare" storie, con gli operatori del servizio, Vito Antonio Conte, Ippolito Chiarello, Piero Rapanà, Santa Scioscio - è nato un libro per certi versi prezioso, unico nella sua densità. Accoglie una luce che dallo scuro volge al chiaro. Alla chiarezza della vita. Un frammento del racconto di Giuseppe: "Le storie si intrecciano l'una con l'altra. Guardo delle vecchie fotografie e ri-costruisco me stesso. Sento! Provo sintonie! La mia felicità si triplica quando sento di rendere felici gli altri, con un abbraccio o con un sorriso. I miei amici sono stati sempre i deboli. Riparto dal passato: dove c'è odio voglio riportare amore; dove c'è discordia, unione. Tutto sta cambiando, mi lascio andare oltre i confini di questa irrequietezza che sempre mi abita. Non mi basta, vorrei sentire il mio corpo vibrare di amore fino ad esplodere. Scelgo per me, con me, persone che danno un senso alla vita. Mi serve sentirlo! Loro non si limitano solo a guardare, spettatori passivi di ciò che li circonda. No, loro sono parte attiva in questa società disgregata, che vive di ferite. "Cantano" loro, lievi, sinceri... ridono... Sono sensibili le mie "orecchie", lo sono sempre state, stanco di sentire cose inutili e cattiverie, ascolto solo "musica", adesso, quella che la vita e gli incontri mi portano! Danzano gli alberi al fruscio del vento. Un uccello canta, porta melodie di casa in casa. Si accende una macchina, altre attraversano la strada. Verso quale direzione?. La strada asfaltata ha buche d'acqua. Albero, vento, l'acqua che scorre lentamente, il bicchiere è poggiato sul tavolo le sedie intorno, scottex... c'è un po' di tutto sul mio tavolo. Scrivo, penso a cosa? Non so?".

 

 

lunedì 27 febbraio 2012

Esce in libreria per Kurumuny Edizioni Raccontiamo di Rosaria De Pascali


Alla fine si scrive sempre una fiaba. Non si può scrivere nient’altro che una fiaba. Perché tutta la vita è come una fiaba: si incontrano creature che sono buone o cattive, si attraversano mari e montagne e boschi scuri, si vivono giorni belli e giorni brutti. Allora si scrive una fiaba per capire la vita, per rintracciarne il senso più profondo, per delineare la fisionomia delle esistenze che abbiamo dentro, che ci sono intorno. Antonio Errico

Rosaria De Pascalis (Nicosia, 1964), vive da otto anni nel Salento e qui svolge la professione di docente della scuola secondaria di secondo grado e si dedica con passione a scrivere raccolte di fiabe e favole. Ha già pubblicato “Una settimana di racconti” (Ed. Salentina, 2009), e un articolo, “Identità nazionale e valori della Costituzione”, sulla rivista “Nuova Rassegna” (Noccioli Ed. Firenze).

Il Bene e il Male per Bookatini al Cafè di Veglie


Mercoledì 29 Febbraio 2012, alle ore 21.00, prosegue la programmazione culturale del Bar Cafè di Veglie (Via Italia Nuova, 24). La fortunata rassegna "Bookatini", dismessi gli abiti e le maschere di carnevale, prosegue con due ospiti d'eccezione, Chiara Cordella e Gianluca Conte, impegnati in un nuovo ciclo di incontri che metteranno a confronto personaggi e scritture "differenti", voci nuove e affermate del panorama letterario attuale, salentino e non. Per l'occasione Bookatini diventa "Il bene e il male", un incontro dedicato alla scrittura; la scrittura che esalta e quella che ferisce, il racconto che spiazza e quello che innalza, la poesia che racconta la realtà cruda dei nostri giorni e la prosa che sonda gli abissi incredibili della mente e dei sentimenti umani, in due parole: il Bene e il Male. Due categorie che rappresentano la vita in tutte le sue sfaccettature, divenendo simbolo di volontà, energia, passione e istinto.  Durante la serata il maestro di fornelli Antonio Caputo 'racconterà' le sue ricette in versi, con intermezzi poetici. Chiara Cordella, giovane autrice salentina, scrive narrativa e ha pubblicato di recente una raccolta di racconti (Medusa, Lupo Editore).
Gianluca Conte è poeta, ha esordito nel 2008 con la raccolta "Insidie" (Il Filo) e pubblicato nel 2010 la sua seconda raccolta intitolata "Il riflesso dei numeri" (Centro Studi Tindari Patti), a breve verrà
pubblicata la sua terza raccolta di versi. L'incontro, condotto da Stefano Donno e Luciano Pagano, sarà occasione per conoscere dalla voce degli autori la produzione di Chiara Cordella e Gianluca Conte, oltre che per ascoltare alcuni racconti letti dagli stessi autori.

Disabilità: V4B rende "visibili" i video ai ciechi

Tanto semplice quanto rivoluzionaria l'idea di Vincenzo Rubano Da oggi "accessibilizzare" spot, videoclip e quant'altro su Youtube, Vimeo e Facebook sarà un gioco da ragazzi.

Vincenzo Rubano, lo studente non vedente dell'Istituto Costa, torna alla carica con una nuova provocazione: "sono tanti, troppi i video disponibili in rete che non possono essere compresi dalle persone con problemi di vista. Spesso si basano su contenuti puramente visivi e pertanto escludono tutti gli utenti non vedenti" (alcuni esempi in fondo al comunicato). E Vincenzo non si limita alla sola "denuncia" ma propone anche la soluzione, da lui battezzata con la sigla "V4B - Video4Blind", la quale prevede l'aggiunta di alcuni semplici accorgimenti che hanno lo scopo di rendere i video su Youtube, Vimeo, Facebook e sulla rete in generale, "visibili" ai non vedenti. Ma andiamo per ordine. Dopo aver reso operativo il sito/servizio "Ti tengo d'occhio" - www.titengodocchio.it e dopo aver creato la Blind List (una vera e propria lista nera) per denunciare quei programmi e quei siti che non possono essere utilizzati dalle persone non vedenti (ha fatto scalpore il caso del sito del Censimento on line dell'Istat), Vincenzo Rubano, 17 anni, ha deciso di ampliare ulteriormente il suo servizio prendendo questa volta in considerazione i video: perché i ciechi devono essere discriminati ed essere esclusi dalla loro "visione"? Probabilmente risulta difficile a qualcuno immaginare un cieco che, navigando in Internet, possa trovare e visualizzare un video sul proprio computer, eppure, grazie alle nuove tecnologie disponibili, ciò è possibile, anzi potrebbe (e dovrebbe) essere possibile. Il cieco che "guarda" un video può comprendere ciò che c'è sullo schermo sfruttando soltanto l'audio, interpretando i rumori ed i suoni per determinare che cosa stiano facendo i protagonisti ed il luogo in cui il video è stato girato. Ma cosa fare quando l'audio è semplicemente una colonna sonora e tutto il messaggio è riposto nelle immagini? A questo punto l'unico elemento a disposizione dei non vedenti per riuscire ad interpretare il video è costituito dall'area destinata alla descrizione testuale che, però, quasi sempre si limita a presentare sommariamente cosa è il video ma non cosa avviene durante. Da qui, dunque, l'idea di Vincenzo: perché non "accessibilizzare" questi video con una semplice descrizione a parole di ciò che avviene?

L'intuizione dello studente leccese e la soluzione per risolvere questo limite di accessibilità è di una semplicità impressionante ma capace di portare ad una vera e propria rivoluzione mediatica. Il processo di "accessibilizzazione" dei video proposto da Vincenzo consiste in tre piccole operazioni a carico di chi ha pubblicato o intende pubblicare un video:

1. Aggiungere in coda al titolo del video la sigla (V4B);

2. Aggiungere nell'area "descrizione" che ogni video ha, un breve testo che racconti a parole ciò che viene espresso con le immagini;

3. Aggiungere fra i "tag" del video la sigla V4B Video4Blind.


Queste tre semplici azioni possono essere fatte da chiunque: non servono conoscenze tecniche, né tantomeno spese aggiuntive. In questo modo i non vedenti potranno sapere immediatamente e facilmente se il video è descritto oppure no, sarà infatti sufficiente leggere il titolo, e, cosa ancora più importante, potranno addirittura cercare tutti i video "accessibilizzati" semplicemente inserendo "V4B Video4Blind" nel motore di ricerca di Youtube, Vimeo o qualsiasi altra piattaforma. Dalle parole ai fatti. Per concretizzare quanto proposto da Vincenzo, in accordo con la sua scuola, è stato "accessibilizzato" un video spot realizzato dagli studenti dell'istituto leccese e pubblicato pochi giorni fa su Youtube. Il promo è un tipico esempio di video che basa tutto il suo "messaggio" sul linguaggio visivo in quanto non prevede alcun "parlato". Un non vedente, accedendo allo spot, riesce a capire solo che ci sono diversi sfondi musicali e assolutamente nulla altro.

Utilizziamo come esempio, quindi, questo video scolastico per evidenziare meglio le azioni effettuate per renderlo comprensibile a chi non può vederlo. Collegandosi all'indirizzo: www.youtu.be/K_BidSCokLc (oppure inserendo nel motore di ricerca di Youtube la sigla "V4B Video4Blind" e, tra i risultati, cliccando sul video "Ho scelto il Costa di Lecce") si vedrà che:


Il titolo è "Ho scelto il Costa di Lecce! (V4B)


Nella descrizione è riportato il seguente testo:

V4B (Video4Blind) - Descrizione del video per non vedenti.

Il video mostra in successione 9 ragazzi e ragazze che, attraverso dei cartelli scritti con un pennarello, elencano altrettanti motivi per cui hanno scelto di frequentare l'Istituto Costa di Lecce. I "gong" separano i mini spot.

Questi i 9 cartelli:

1) "Il rocker": Io sono Luca e suono la chitarra, ho scelto il Costa perchè ...qui c'è tutta un'altra musica!;

2) "Io sono importante": Sono Danila e mi piace stare al centro dell'attenzione, ho scelto il Costa perchè ...è la più premiata d'Italia!;

3) "Computermania": Io sono Marco e sono pazzo per l'informatica, ho scelto il Costa perchè ...qui sono più pazzi di me! (e lancia il cartello per aria);

4) "La timidezza": (compare ragazza con cartello che copre il viso) Io sono Verdiana e sono molto timida, ho scelto il Costa perchè ...qui mi fanno sentire come a casa! (e abbassa il cartello scoprendo il volto, sorridente);

5) "Cerco lavoro": Sono Simone e non so se mi va di andare all'università, ho scelto il Costa perchè ...è l'unica scuola che prepara per lavori "fore de capu"! (fuori di testa);

6) "L'indecisa": Ciao, sono Luisa, ho scelto il Costa perchè ...perchè ...non lo so perchè, ma mi piace 'na cifra!;

7) "L'imprenditore": Ciao, io sono Nanni e il mio sogno è aprire un pub, ho scelto il Costa perchè ...qui si impara a tutta birra!;

8) "Fusione totale": (compaiono due ragazze straniere, una brasiliana ed una filippina) Siamo Jemelyn e Raysa, forse non si vede ma siamo ...diversamente italiane, abbiamo scelto il Costa perchè ...qui sono tutti ...diversamente normali!;

9) "L'antinoia": (compare una ragazza con espressione visibilmente spenta e che mastica una chewing gum) Ciao, sono Giulia e sono un tipo che si annoia facilmente, ho scelto il Costa perchè ...questa non è una scuola, ..è un'esplosione di creatività! (e sputa la gomma per aria mettendosi a sorridere).

Un'ultima chicca, Vincenzo creerà all'interno del suo sito "Ti tengo d'Occhio" una specifica sezione con l'elenco di tutti i video accessibilizzati con il sistema "V4B Video4Blind", man mano che li scoprirà o che gli saranno segnalati. E' il suo modo di ringraziare pubblicamente chi, d'ora in poi, deciderà di "tenere d'occhio" anche i non vedenti.


lcuni riferimenti utili:

Il video reso "accessibilizzato" con V4B Video4Blind: www.youtu.be/K_BidSCokLc

Sito di "Ti tengo d'occhio": www.titengodocchio.it

Su Facebook: www.facebook.com/titengodocchio

Su Twitter: www.twitter.com/titengodocchio

Contatto e-mail: info@titengodocchio.it

 

 

Alcuni esempi di video poco o per nulla comprensibili ai non vedenti (scelti casualmente fra tanti):

Spot Volkswagen Tiguan: www.youtube.com/watch?v=ocgNXFiRX8s  

Spot anti evasione (parassiti): www.youtube.com/watch?v=FV10PX1nMZM

Spot Premium Play: www.youtube.com/watch?v=70bVGFHStUA

Promo Corriere Digital Edition: www.youtube.com/watch?v=38k_h3V9Gjk


 

domenica 26 febbraio 2012

Al cinema Pirati! Briganti da strapazzo




Pirati! Briganti da strapazzo, (The Pirates! Band of Misfits, conosciuto anche come The Pirates! In an Adventure with Scientists) è un film del 2012 diretto da Peter Lord in collaborazione con Jeff Newitt, basato sul romanzo di Gideon Defoe The Pirates! In an Adventure with Scientists. Il film, prodotto dalla Aardman Animations per la Sony Pictures Animation, verrà girato utilizzando la tecnologia stop-motion e sarà distribuito anche in 3-D. (fonte qui)

sabato 25 febbraio 2012

Peter Linde Busk e Tomaso De Luca a Monitor di Roma

Monitor è lieta di annunciare la prima personale in galleria di Peter Linde Busk e Tomaso De Luca. La ricerca di Peter Linde Busk (Copenhagen, 1973) ha radici lontane, guarda alla pittura espressionista e alle antiche tecniche dell'incisione e della xilografia. Le tematiche e titoli dei suoi lavori mutuano gli insegnamenti di nomi prestigiosi della letteratura del passato: Charles Baudelaire, Rainer Maria Rilke e Arthur Rimbaud per fare qualche nome, insieme ai più moderni David Milch e David Simon creatori rispettivamente delle serie televisive 'Deadwood' (2004 – 2006) e 'The Wire' (2002-2008). Di fondamentale importanza, per Peter Linde Busk, la lettura del saggio di Hans Prinzhorn 'Artistry of the Mentally Ill' (1922) considerato come il primo tentativo di analizzare i disegni di persone affette da malattie mentali non solamente sotto il profilo psicologico ma anche estetico. Guardando i lavori di Busk si possono riconoscere suggestioni derivanti dall'iconografia medioevale, con le sue figure sghembe e cesellate nelle absidi di svettanti cattedrali romaniche, suggestioni che si uniscono a sapienti riferimenti all'arte del gruppo Cobra. Il lavoro dell'artista danese, iscrivendosi nella tradizione della ritrattistica antieroica, mette in atto una mise en scene di personaggi apparentemente marginali che divengono protagonisti indiscussi: re senza corone, quasi ectoplasmatiche figure femminili, cavalieri con sgargianti copricapi che richiamano immagini di guerrieri napoleonici, popolano un mondo apparentemente scomposto e surreale, in cui il tempo si cristallizza nella ieraticità della posa.

Come sottolinea Aaron Bogart nel recente scritto su Busk ('All In', 2012), nonostante le stranianti caratteristiche, l'umanità insita in queste sghembe e misteriose figure ci coinvolge al punto che vogliamo conoscere la loro storia. Le figure di Busk si rivelano fatte di vere e proprie stratificazioni: lo spazio della tela è completamente riempito di pattern, colori, sovrapposizioni. Al punto che i personaggi ne risultano a volte completamente inglobati o stranamente isolati, come se venissero improvvisamente illuminati da un riflettore acceso per errore. Tutto in Peter Linde Busk esprime suspense, attesa, indeterminatezza e, insieme, un senso di assoluta libertà.

Se, per dirla con Edward Munch "the most universal is the most private", Busk spesso si riferisce al proprio lavoro come ad una sorta di "autoritratto rimosso", realizzato attraverso l'uso di figure archetipe, personaggi e creature fantastiche che descrivono il rapporto con il proprio io e la relazione con il mondo esterno, investigando la natura umana e puntando ai temi universali che la sottendono. Il titolo della mostra, 'No Pasaràn' comunica un'idea di resistenza che è da intendersi non solamente in relazione ad una situazione storica o politica, o all'azione di forze esterne ma, più precisamente in questo caso, a forze che sono del tutto interiori. La mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente il testo di Aaron Bogart 'All In'.

 

Peter Linde Busk (Copenhagen, Danimarca, 1973, vive e lavora a Berlino) Solo show selezionati: 2011: 'Liste', Basilea, Rob Tufnell gallery; 'Currahee', Rob Tufnell a Sutton Lane 1, Londra; 2010 'Bold as a lunatic troupe of demons in drunken parade', Christina Wilson Gallery, Copenhagen; 2007: 'Peter Linde Busk', Ancient and Modern, Londra; 2006: 'Come at the king, you best not miss', Christina Wilson Gallery, Copenhagen. Group shows selezionati: 2010: 'Newspeak: 'British Art Now', Saatchi Gallery, Londra; 'The Long Dark', a cura di M. Cotton, Kettle's Yard, Cambridge; 2009: 'Studio Voltaire presents', a cura di S. Mccrory, Boltelang Gallery, Zurigo.

 

Nel lavoro di Tomaso De Luca (Verona, 1988) l'uso simultaneo di pratiche diverse innesca una vera e propria ri-analisi della "grammatica" del pensiero e del senso di sicurezza ad esso connesso. De Luca è interessato allo sguardo storto sulle cose, all'abbandono del sistema del pensiero verticale, ragionato, a favore della sua anti-logicità e delle crepe che il linguaggio e lo spazio lasciano inesplorate. Il fare ed accadere giungono prima dell'atto del semplice pensare. Attraverso i suoi soggetti che ruotano intorno al senso del corpo, della storia, del paesaggio e dello spazio, l'artista elabora le sue considerazioni sull'idea di monumento erodendone l'immobilità e la struttura che gli é propria. Nel progetto '100 Teste per un cacciatore (100 Heads for Hunter)', completato nel 2010, De Luca realizzò 100 disegni di un' enorme scultura appartenente al periodo fascista (oggi conservata nel parco di Monte Mario a Roma) sovrascrivendo l'immobilità della pietra attraverso l'atto reiterato del disegnare. In 'Movement/Monument', realizzato nel 2011, l'artista ha creato un monumento 'mobile', reminescenza dell'evacuazione del quartiere di San Lorenzo a Roma in seguito ai raid aerei degli alleati nel 1943 e la successiva occupazione di Villa Torlonia da parte degli sfollati.

Con un gruppo di studenti romani, De Luca ha organizzato una marcia attraverso lo stesso percorso intrapreso dai rifugiati, quasi mutuando il cammino di un monumento equestre. L'artista ha assemblato frammenti di materiali di scarto provenienti da una marmeria e li ha successivamente legati al piede di ciascun partecipante, per indurre un movimento claudicante ed imperfetto.

De Luca, sperimentando movimenti e attrito tra materiali diversi, osservando l'erosione dei monumenti e del loro significato, prende possesso degli scarti teorici e materiali del processo lavorativo, cancellando in questo modo la distinzione tra atto e scultura, tra evento e commemorazione.

'The Monument', progetto realizzato per la sua prima personale a Monitor, nasce dalla riflessione sulla migrazione dell'architettura e del monumento, oggetti governati dalla statica, per i quali la fissità dello spazio e delle forme costruisce un territorio sicuro entro i cui confini potersi muovere, osservare, conoscere. The Monument racconta di un esodo, una ritirata panica ed al tempo stesso organizzata, un tentativo spossante e continuo di mettere in movimento ciò che è fermo. Attraverso il disegno, pratica "lenta" per eccellenza, l'artista organizza la fuga delle sculture e dei monumenti della città di Roma. I corpi delle statue, interi o in frantumi, si sparpagliano cercando il modo di abbandonare lo spazio dove sono stati costretti, fuggendo goffamente altrove.

Così facendo De Luca crea un dispositivo di disorientamento, un luogo dove i riferimenti cambiano in continuazione e nel quale i monumenti, diventati più simili ad archetipi interiori, incrinano le coordinate ad ogni movimento. Come un architetto dell'incertezza l'artista produce un mutamento tanto lieve quanto potente, dissemina nello spazio non rovine ma soggetti attivi, "mostri" che girano in tondo e che oscillano, sospesi nella possibilità di un movimento, che forse non avverrà mai.

 

Tomaso De Luca (Verona, Italia, 1988, vive e lavora a Roma) Solo shows selezionati: 2011: 'Rise and Fall', curato da D. Tomaiuolo e P. Gallio, 26CC, Roma; 2010: 'The Sleepers/100 teste per un cacciatore', curato da M. Smarrelli, MACRO, Roma. Group show selezionati: 2011: 'Premio Lum', curato da C. Corbetta, G. Carroppo, S. Chiodi, Teatro Margherita, Bari; 'The Gentlemen of Verona', curato da A. Bruciati, Palazzo Forti, Verona; 'Tutte le stelle cadute – l'elegia di San Lorenzo', curato da M. Smarrelli e M.R. Sossai, Fondazione Pastificio Cerere, Roma; 2010: 'Non totalmente immemori. Né completamente nudi', curato da A. Bruciati e E. Comuzzi, GC.AC, Monfalcone (GO); 'Studio Visit', curato da A. Bruciati, GC.AC, Monfalcone (GO).

 

Fino al 21 Aprile 2012.

 

Inaugurazione 25 febbraio ore 13-16

 

MONITOR, Palazzo Sforza Cesarini

Via Sforza Cesarini 43A-44, 00186 Rome

orario: marted'-sabato 13-19

ingresso libero

 

venerdì 24 febbraio 2012

In libreria Le Confessioni di un Illuminato di Leo Lyon Zagami (Uno editori)


Con questo libro, il primo di una trilogia dedicata alle sue Confessioni, Leo Lyon Zagami ci introduce con dovizia di particolari nella complessa gerarchia delle Società Segrete che fanno capo al segretissimo mondo degli illuminati. Le varie scuole, la storia segreta, le pratiche e le tradizioni che si nascondono in questo mondo misterioso e sconosciuto, legato alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale e a un’elite che da sempre governa, dietro le quinte della storia, i destini dell’umanità. Ma Zagami non è solo un giornalista investigativo o il classico teorico della cospirazione, egli ha vissuto questa esperienza in prima persona, rimanendo coinvolto in spiacevoli esperienze quali le numerose minacce di morte, l’internamento in istituti mentali, la tortura, il successivo arresto per spionaggio, l’allontanamento dal figlio e la continua persecuzione da parte degli ex soci della famigerata Loggia Monte Carlo, iniziata dopo aver deciso di uscire da ambienti legati a pratiche di magia nera e satanismo come l’Ordo Templi Orientis. Zagami in questo saggio ci mostra per la prima volta, documenti e immagini che provano senza ombra di dubbio non solo l’esistenza del network dei cosiddetti illuminati, ma anche i legami dell’elite con entità extradimensionali, e il loro modus operandi nel settore dell’intelligence.

"In questo testo, ricchissimo di testimonianze e di nomi insospettabili, Leo Zagami produce un autentico fuoco pirotecnico di informazioni e di dati generalmente riser­vati a una ristretta élite e qui presentati al grande pubblico per la prima volta. Si tratta di eventi storici e percorsi iniziatici sconosciuti ai più ma ben noti dalla masso­neria internazionale, la quale, sotto un velo di appaiente ufficialità, conosce, traman­da ed usa tuttora pratiche magiche di vario tipo, per conservare vecchi privilegi, ac­quisirne di nuovi o in casi più rari per seguire un puro cammino di conoscenza."
(Pablo Ayo, Giornalista, scrittore, ricercatore, docente di informatica, noto per la sua rubrica sul programma televisivo Mistero)

"Un saggio straordinario che vi terrà inchiodati nella lettura dall'inizio alla fine. Una delle opere più dettagliate e documentate sulla Massoneria, Illuminati, NWO, ritua­li occulti e realtà UFO. Nulla a che fare con il complottismo senza prove e senza metodo degli ultimi ventanni. Zagami apre a un nuovo approccio scientifico e at­tendibile per lo studio dei movimenti occulti, del satanismo e del fenomeno UFO interpretato in chiave parafisica. Finalmente un autore esperto di esoterismo, occul­tismo, magia e simbolismo che ha vissuto sulla propria pelle le vicende che narra. Una lettura che potrebbe cambiarvi la vita..."
(Enrica Perucchietti, giornalista e scrittrice)

"Le verità sono spesso molteplici e l'unico modo per provare a districarcisi è praticare la via delle fonti e di chi vi ha avuto accesso. Nella ricostruzione ricca e documentata offertaci dall'autore la voglia di sapere e il desiderio di capire possono farsi strada e trovare i modi per discernere, come sempre è bene e necessario fare nelle situazioni complesse." (Mauro Biglino, autore e traduttore di testi antichi)

"Leo Zagami affronta con coraggio e determinazione il diffìcile tema delle società se­grete e in particolare del sistema iniziatico occidentale, offrendo una valanga di det­tagli storici e preziose informazioni. Un'opera titanica, densa di chiarezza e realismo, indispensabile per chi vuole comprendere a fondo uno scenario da sempre occulto ai più, ma anche una guida "illuminata' per meglio affrontare un mondo che si sta ac­cingendo a radicali mutazioni nel delicato imperscrutabile rapporto tra potere terre­no e potere ultraterreno." (Varo Venturi regista del film 6 giorni sulla terra, 2011)

Vittoria Coppola con il suo “Gli occhi di mia figlia” (edizioniAnordest/Lupo) al Liceo Statale Don Tonino Bello di Copertino


Doppio appuntamento per la scrittrice salentina Vittoria Coppola e il suo ultimo successo di rilievo nazionale “Gli Occhi di mia figlia” (edizioniAnordest/ Lupo editore),  lunedì 27 febbraio 2012 al Liceo Statale “Don Tonino Bello” di Copertino. L’autrice sarà alle ore 9,30 presso la succursale di via Pirandello, alle ore 11,00 presso la sede centrale di via E. De Nicola.   L'incontro con Vittoria Coppola sarà diretto dal Prof. Cesare Augusti (dirigente scolastico), che introdurrà i contenuti del libro e presenterà l’ospite alle classi del Liceo.  E’ previsto l’intervento  dell'editore Cosimo Lupo.  Coordina i lavori la prof.ssa Sandrina Schito.  Il liceo continuando nella ricerca di un confronto con il mondo giovanile e con gli autori che ad esso fanno riferimento, ospita dunque l'autrice Vittoria Coppola.


Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di "nostro" c'è invece nell'imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all'infelicità? In questa storia di "non detti", in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non
basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza.
Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si rivela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all'infrangersi di un sogno. Armando, l'uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante.
Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite.
Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell'amicizia, l'unica che non tradisce.

Ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale  (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura. Di questo dice: “Lo scopo che mi prefiggo nel momento in cui inizio a riempire pagine di parole e sentimenti, è quello di emozionare, regalando a chi mi privilegia “leggendomi,” attimi personalissimi di evasione dalla realtà, ma anche, perché no, arricchimento della stessa. Confido sempre nella bellezza dei sentimenti e perciò, quando qualcuno reputa banale il parlare d’amore, io sorrido, e vado avanti per la mia strada”.

giovedì 23 febbraio 2012

Multisala Salento di Mattia De Pascali (Kurumuny) il 25 febbraio ai Cantieri Teatrali Koreja

In occasione dell’uscita del volume MULTISALA SALENTO  - Come fare film sotto il sole con pochi soldi e a stento di Mattia De Pascali, edito da Kurumuny, sabato 25 febbraio 2012 a partire dalle 18,00 (ingresso libero) ai Cantieri Teatrali Koreja (via Guido Dorso 70) ci sarà un incontro - dibattito sullo stato dell’industria cinematografica salentina. Obiettivo dell’appuntamento è quello di cercare di comprendere se un’industria del cinema salentino esista oppure no, ma soprattutto capire a cosa va incontro chi vuol fare cinema nel Salento. L’autore di MULTISALA SALENTO – Come fare film sotto il sole con pochi soldi e a stento attraverso una serie di interviste agli addetti ai lavori, registi, attori, sceneggiatori, delinea il quadro dell’industria cinematografica salentina. La tesi fondante del libro è che ci sia moltissimo entusiasmo, molte idee, molti giovani talenti, la maggior parte formatisi da autodidatti, che però non hanno a disposizione risorse per realizzare i loro progetti.  Il Salento resta dunque terra di migrazione per troupe provenienti da fuori, un luogo dove manca chi possa investire del suo per promuovere un’industria in grado di crescere su basi solide e non essere alla mercé di tagli e crisi economiche? Parteciperanno Edoardo Winspeare, Davide Barletti, Rossella Piccinno, Gabriele Russo, Franco Ungaro, Luigi Chiriatti, Mattia De Pascali. Coordina Raffaele Gorgoni, giornalista Rai. “Forse non è Hollywood, forse con la California avrà in comune soltanto le temperature miti che diventano infuocate a ridosso del solleone, fatto è che al Salento piace il cinema e al cinema piace il Salento, un amore corrisposto e burrascoso che viene raccontato e riassunto agevolmente in un saggio di Mattia De Pascali, giovane autore supersanese (nato a Gallipoli), appena edito da Kurumuny. Il titolo è eloquente almeno quanto l’argomento “Multisala Salento. Come fare film sotto il sole con pochi soldi e a stento”. Basta scorrere l’indice del volume per accorgersi di avere tra le mani, finalmente, una bussola critica su un fenomeno al quale negli ultimi anni sono stati dedicati nel bene e nel male, centinaia e centinaia di articoli, discussioni, forum, dibattiti. In principio fu Carmelo Bene, così verrebbe da dire; prima degli anni in cui il nostro-non-nostro ambientava “Nostra signora dei turchi” (1968) a Santa Cesarea Terme non c’era stato molto spazio per questa terra, sul grande schermo; la perizia critica del lavoro di De Pascali rintraccia in “Tarantula”, un breve documentario di Gianfranco Mingozzi, la prima ‘traccia’ filmica lasciata sull’estremo lembo d’Italia, per poi descrivere e elencare la quasi (perle nascoste in archivi permettendo) totalità della produzione filmica in Salento.” (dalla recensione di Luciano Pagano sul blog de La Repubblica)

Info Kurumuny edizioni : www.kurumuny.it



GIADA PAOLINI ESPONE IN MOSTRA DAL TITOLO “DENTRO L’ANIMA” PRESSO GALLERIA FAMIGLIA MARGINI A MILANO, DAL 3 AL 18 MARZO 2012

La poliedrica fotografa Giada Paolini, espone le sue originali creazioni d'autore, presso la Galleria d'Arte Famiglia Margini, in Via Simone d'Orsenigo nr. 6, dal 3 al 18 Marzo 2012,con inaugurazione in data Sabato 3 Marzo, alle ore 18.00. La mostra personale, intitolata "Dentro l'anima" è organizzata da Salvo Nugnes,ideatore del marchio "Promoter Gallery" Temporary Art Shop, un innovativo progetto, che ha coinvolto, da alcuni mesi la rinomata Galleria, con l'allestimento di Eventi di notevole portata ed interessee curata da Massimiliano Bisazza.

"Promoter Gallery" Temporary Art Shop è frutto del connubio tra appassionata vocazione per l'Arte e la consolidata capacità di gestione manageriale e richiama il diffuso e conosciuto sistema dei "Temporary Shop" già ampiamente applicato nel settore della moda, con grande successo. Gli scatti della Paolini scaturiscono dal moto e dall'istinto dell'anima.

La principale connotazione distintiva sono gli autoscatti, che hanno forte impatto emotivo.

Attraverso l'immagine del suo corpo, delle sue mani e del suo volto, vuole stimolare profonde riflessioni interiori e introspettive, per comunicare senza vincoli e senza barriere.

L'acquisita capacità tecnica e strumentale, le permette di usare al minimo i ritocchi e di eseguire tutto autonomamente, dal trucco alla scelta degli abiti, dalla scenografia di sfondo al contesto della location,individuata per realizzare le performance artistiche.  

Il viaggio spirituale, che la guida è quello delle sue esperienze esistenziali, di vita quotidiana,in cui emerge un messaggio di positività e ottimismo, per trovare sempre la forza di combatteree lottare caparbiamente, superando ostacoli e difficoltà.

Le fotografie trasmettono energia e luce e coinvolgono l'osservatore, ben oltre la semplice visionepuramente estetica, con suggestioni davvero intense. 

La Paolini, dimostra una consolidata sensibilità intuitiva e una collaudata velocità di esecuzione,unitamente ad un tocco di femminile armonia espressiva, che la rendono unica nel suo genere.

 

mercoledì 22 febbraio 2012

La vendita diretta a domicilio cresce del 5% nel 2011

L'Unione italiana della vendita diretta a domicilio (Univendita) anche nel 2011 fa registrare un incremento del 4,9% rispetto al 2010.  Per la precisione, il fatturato registrato dalle imprese associate Univendita nel 2011 è stato di 1 miliardo e 117 milioni di euro. Anche il numero degli incaricati alla vendita è aumentato considerevolmente: dalle 55.687 unità di fine 2010 si è passati alle 59.947 di fine 2011. «Il sistema economico italiano si trova in evidenti difficoltà -è il primo commento di Luca Pozzoli, presidente di Univendita-. Lo dimostra l'andamento del Pil che, per il 2011, ha avuto una lieve crescita dello 0,4% dopo la flessione dello 0,2% del terzo trimestre e dello 0,7% del quarto trimestre. In questa congiuntura, i numeri delle imprese associate Univendita sono da considerare ancora più lusinghieri perché dimostrano che il metodo di vendita piace ai consumatori e perché la vendita diretta a domicilio è una risposta alla grave crisi occupazionale che sta attraversando l'Italia».

   Nel dettaglio, il comparto più dinamico è stato "cosmesi e accessori moda", con un incremento del 15,6%, seguito da "alimentari e beni di consumo casa" (+3,4%) e dai "beni durevoli casa" (+3,2%) che, con il 65% di quota di mercato, rimane il comparto di maggior rilievo della vendita a domicilio. Tra gli "altri beni e servizi" (+16,9%) emerge il settore "viaggi e turismo" con un incremento del 19,1%, nonostante l'Istat abbia appena certificato che il calo del settore è stato di oltre il 15% su base annua. «La vendita diretta a domicilio continua la sua crescita da 10 anni -continua Pozzoli-; un periodo di tempo abbastanza lungo per poter affermare senza tema di smentita che il nostro modello di vendita, unito alla serietà e alla professionalità degli incaricati alla vendita e all'attenzione che viene posta nei confronti dei consumatori piace e trova sempre e maggiore gradimento». Buone notizie anche sul fronte occupazione: il numero degli incaricati alla vendita è cresciuto del 7,7% rispetto al 2010, con una componente femminile di oltre l'80%.

   Amc Italia e Lux Italia. «Dall'inizio dell'anno, Univendita può contare tra i suoi associati anche due nuove realtà molto conosciute per la loro serietà e professionalità nel panorama della vendita diretta a domicilio: Lux Italia e Amc Italia -conclude il presidente Pozzoli-. Si tratta di due ingressi che ci fanno molto onore e che aiutano l'associazione in quel processo di crescita etica che è alla base dell'associazione». Amc Italia ha sede a Rozzano (MI) ed è la filiale italiana di Amc leader mondiale nel settore dei sistemi di cottura di alta gamma in acciaio inossidabile per la sana alimentazione. Lux Italia ha sede ad Agrate Brianza (MB) ed è presente sul mercato italiano dal 1913. Commercializza sistemi innovativi per risolvere le più svariate esigenze di pulizia e sanificazione degli ambienti domestici e le rigorose necessità di igienizzazione degli ambienti professionali.

 

 

Univendita (www.univendita.it)

Qualità, innovazione, sviluppo sostenibile, credibilità, alti standard etici. Sono queste le parole d'ordine di Univendita, associazione di categoria nata nel 2010 che riunisce le aziende di eccellenza della vendita diretta a domicilio. All'associazione aderiscono dieci aziende: AMC Italia, bofrost* Distribuzione Italia, CartOrange, Dalmesse Italia, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Tupperware Italia, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, che danno vita a una realtà che mira a «riunire l'eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio» con l'obiettivo «di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni».

 

Il cuscino a forma d'abbraccio, l'ultima novità firmata Tempur

Design esclusivo, fodera 3D e materiale Tempur. Sono le caratteristiche principali di Ombracio Pillow, il nuovo cuscino realizzato da Tempur, leader mondiale del riposo, destinato a rivoluzionare il mondo dei guanciali in quanto non ha limiti: è adatto infatti anche per chi dorme prono o bocconi e addirittura per chi ama stringere il cuscino durante la notte.

Ombracio Pillow cattura subito l'attenzione per la sua forma particolare, che sembra un invito ad abbracciarlo: «Il design è frutto di uno studio attento dei nostri esperti, che hanno voluto creare un cuscino adatto per tutte le posizioni di riposo – afferma Alberto Bergamin, amministratore delegato di Tempur Italia -. Ombracio Pillow è ideale per coloro che non vogliono rinunciare a dormire nelle posizioni che, di solito, sono fortemente sconsigliate dai dottori, in quanto costringono la spina dorsale in posizioni non corrette, causando o peggiorando problemi di cervicale e alla schiena».

Buone notizie dunque per chi ama dormire abbracciato al proprio cuscino e per chi non riesce a prendere sonno se non coricandosi a pancia in giù. «Con Ombracio abbiamo realizzato un mix perfetto di sostegno e morbidezza, in modo da sollevare la parte alta del corpo per consentire minori punti di pressione e alleviare tensioni al collo e alla schiena» aggiunge l'Ad di Tempur.

Forma, materiale e fodera sono gli elementi che fanno di Ombracio un cuscino davvero unico: il design ergonomico e la fodera in tessuto 3D facilitano la traspirazione e il mantenimento della corretta temperatura corporea, mentre l'esclusivo materiale Tempur allevia la pressione e nello stesso tempo sostiene collo e spalle.

Ombracio pillow è in vendita in tutti i rivenditori Tempur. Per informazioni è possibile telefonare al numero verde 800.007.709 oppure scrivere a info@tempur.it.

 

 


 

In libreria Il mio precipizio di Matteo Gubellini (La Gru)

I racconti di Matteo Gubellini sono sogni lucidi. Incontrare le sue parole è come viaggiare nei suoi quadri e osservarli dall'interno, muovendosi tra pennellate ipnotiche e ombre silenziose. Non si ha la sensazione di leggere una storia pensata, bensì di addentrarsi in un mondo le cui luci e le cui ombre sono generate dai colori di un artista che vuole aprirci le porte del suo sentire e ci presenta un mondo che può essere osservato solo con occhi nuovi, con occhi che sanno vedere oltre l'apparenza, oltre la banalità delle proprie certezze. I pensieri scritti prendono forma in una dimensione che unisce i ricordi al fantastico, al magico, al surreale e così ogni racconto ci attrarrà, quasi sussurrando, verso quella parte di noi che ancora non conosciamo o che abbiamo dimenticato.

 

 

Matteo Gubellini nasce a Bergamo nel 1972. Autore e illustratore ha pubblicato albi illustrati con diversi editori, tra cui ArteBambini, Bohem Press Italia, Oqo, Principi & Principi, Logos, Uovonero, Flies France, Anna Chanel, San Paolo, Morfem, Eli. Ama scrivere, e scrivere canzoni. All'attivo ha diversi cd. Tiene corsi d'illustrazione e letture animate in giro qua e là.



Ecco un estratto - Un monologo

 

Sei sempre un pochino affaticata, e calda in volto, quando entri nel bar e mi siedi di fronte, allora annovero il giorno fra quelli più importanti. Poi cominci a raccontarmi dei sogni che fai, e reclini il capo mentre parli, e inchiodi lo sguardo lontanamente, a stanare le linee, i colori che premurosa riporti in superficie. C'è un arco profondo che taglia le tue palpebre, e le ciglia sono tende, ed ecco dietro grandi iridi come biscotti alla nocciola nevicati di fondente, che profumano di vite immaginarie abilmente intrecciate a un passato che non c'è. Io vorrei conoscere il modo di guardarti vellicando la tua vanità, regalandoti un piacere morbido e frizzante, vorrei parlarti con un suono gentile e liquoroso, che t'invischi irrimediabilmente. In verità io stesso non so ascoltare. Ti guardo, ti guardo soltanto, mentre languidamente sdrucciolo nella girandola variopinta che frulla intorno al tuo fantasma, e tu resti sola nel bar, e discorri, e graziosamente gesticoli.. Anche se nascondo l'orologio sotto l'ampia manica del cappotto, so bene che fra non molto ci saluteremo, così, come fosse stato il primo incontro, quasi una cortesia dovuta, e il mio CIAO sarà uno strozzato suggello a tutte le cose non dette, e solo, mi metterò a passeggiare, un po' curvo dalla piega che mi stai tracciando dentro, con la testa che si fa pesante, pesante, sul pianto in agguato. Altre volte non ti vedo, e capisco che sei rimasta tra la gente, mentre nel bar io non so proprio come accavallare le dita, e un'ombra scura mi si spalma in faccia, lentamente. Un'inquietudine ispida e caotica mi tira i nervi, li trascina, me li arrotola intorno, e qualsiasi avventore del locale potrà osservare un enorme gomitolo di nervi che vibrano davanti al caffè... forma sinistra e inavvicinabile. Un alone pian pianino si delinea, e si spiana tra i nervi, un poco li allenta, ché un'amarognola malinconia vi si possa insinuare, cupa, cupa, ma pacata finalmente, e monotona.. L'idea di te si fa arrogante, incorruttibile, così dimentico il tuo volto, e le immagini terrene, precise, inutilmente nitide, ti girano intorno. Senza poter compiere un balzo.


 

martedì 21 febbraio 2012

Affaritaliani.it lancia la sezione PugliaItalia, un ponte tra la Puglia e il resto del mondo

Una nuova sezione arricchisce da oggi il palinsesto di Affaritaliani.it. Il primo quotidiano online lancia PugliaItalia, cultura e politica, economia, turismo e società della regione oggi più trendy e cool d'Italia.
La sezione, aggiornata quotidianamente in tempo reale, si avvarrà di una piccola redazione locale e presenze diffuse in tutte le province e lungo gli ottocento chilometri di coste del tacco d'Italia, grande laboratorio di nuova politica e patria dell'economia green e dello sviluppo ecosostenibile, delle energie alternative e della nuova agricoltura, dell'agroalimentare e della dieta mediterranea. Fucina di nuovi artisti e musicisti e di inedite tendenze culturali, dalla taranta alle pellicole di qualità dell'Apulia Film Commission, dalla letteratura dei Carofiglio e dei Desiati, alla musica di Emma e di Dolcenera. Ma anche terra della Sacra Corona Unita e della crescente presenza sul territorio della criminalità organizzata e della diossina dell'Ilva, fenomeni verso i quali è forte l'azione di contrasto delle autorità e delle popolazioni locali.
«Come ha mostrato alla Bit di Milano, la Puglia in questo momento, con "Live your Puglia experience", è più che mai pronta e decisa a lanciare nel mondo il suo brand e i prodotti della sua enogastronomia, le sue coste incontaminate e le sue campagne di ulivi dalla terra rossa, risparmiate dalla globalizzazione e dalla speculazione edilizia», spiega il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino. «Il nostro giornale, con la sua audience "televisiva" di 600 mila lettori, vuol rappresentare un ponte efficace tra la Puglia e il resto del mondo, una vetrina per gli operatori turistici di Bari e della sua incantevole murgia come di Lecce e delle spiagge caraibiche del Salento, del turismo religioso del Foggiano, delle vestigia storiche dei grandi porti della Magna Grecia e della via Appia di Brindisi e Taranto.»

Alla vigilia del rendez-vous estivo, momento in cui dal Gargano al Salento la regione si prepara ad accogliere, con le sue splendide coste e la sua cultura millenaria, un mix di tradizione e innovazione, più di 3 milioni di turisti, PugliaItalia esordisce con un'esclusiva videointervista al principale protagonista del miracolo Puglia, il governatore della regione Nichi Vendola, cui seguiranno gli interventi dell'assessore alle Risorse agricole Dario Stefàno, padre del boom del Primitivo e creatore del progetto "Puglia rurale", nuova frontiera del turismo lento delle masserie e dei muretti a secco, e le testimonianze di pugliesi d'adozione come Giorgio Forattini (che rivela le sue poesie inedite dedicate alle ragazze pugliesi) e Roberto Vecchioni. Ma anche di big emigrati anni fa ma rimasti legati al loro territorio d'origine come l'attore Michele Placido e il designer di grido Fabio Novembre.

«Al Nord eravamo già presenti con una pagina cult come MilanoItalia, al centro si sta affermando RomaItalia», conclude Perrino. «Ora con PugliaItalia chiudiamo il cerchio sbarcando al Sud e completando la nostra offerta quotidiana di informazione croccante locale e globale».



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Affaritaliani.it   t. 02 29403377