martedì 31 gennaio 2012

DANIELA CHINEA PRESENTA “SEGNANDO” PRESSO LA RINOMATA GALLERIA D’ARTE FAMIGLIA MARGINI A MILANO DAL 3 AL 16 FEBBRAIO 2012

Daniela Chinea, eclettica artista fotografa, ha scelto la nota Galleria Famiglia Margini, sita in via Simone d'Orsenigo 6, nel cuore di Milano, per esporre le proprie originali immagini foto d'autore, dal 3 al 16 Febbraio 2012.  La mostra personale, intitolata "Segnando" a cura di Massimiliano Bisazza e organizzata  da Salvo Nugnes, ideatore del marchio "Promoter Gallery" Temporary Art Shop, sarà  inaugurata Venerdì 3 Febbraio 2012, alle ore 18.00.  L'originale ed innovativo progetto coinvolgerà per alcuni mesi la Galleria, con  l'allestimento di mostre ed eventi culturali di notevole portata ed interesse. "Promoter Gallery" Temporary Art Shop è frutto del connubio tra appassionata vocazione  per l'arte e consolidata capacità di gestione manageriale e richiama il diffuso e conosciuto  sistema dei "Temporary Shop" già ampiamente applicato nel settore della moda, con grande  successo. Fin dall'inizio del suo percorso evolutivo, la Chinea concepisce la fotografia come un  prezioso strumento, per immortalare e catturare il mondo circostante, nell'attimo fugace,  nell'istante fuggente e sfuggente.  Ogni creazione acquisisce un significato unico e speciale, offrendo all'osservatore  un'interessante spunto di riflessione, interiore e spirituale, che va ben oltre il semplice  impatto visivo.  La rappresentazione diventa così un segno tangibile e concretamente percepibile del fluire  del pensiero dell'autrice e del messaggio, che vuole trasmettere scegliendo di fare quel  determinato scatto, con protagonista quel determinato soggetto. Connotazione peculiare e distintiva è l'associazione della fotografia al disegno, in  armoniosa fusione e perfetta sintonia, per evidenziare al meglio le emozioni e i sentimenti  che la guidano, insieme alla fantasia e all'immaginazione.   Le fotografie di Daniela Chinea perdono la loro statica oggettività e vengono animate da  vitale energia, in una dimensione quasi surreale, delimitata da quelle tracce, che seguono i  battiti del cuore e penetrano l'anima di chi le guarda, per trasportarlo in un continuo  divenire.

 

ECCO IL PROGRAMMA DEI LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VERONA PER GIOVEDI’ 2 FEBBRAIO

Il Consiglio comunale tornerà a riunirsi giovedì 2 febbraio, alle ore 17, per l'esame di cinque mozioni ed 1 ordine del giorno. Al primo punto dei lavori la mozione a firma del consigliere PDL Ciro Maschio relativa "all'ampliamento di spazi, giorni ed orari di apertura della Biblioteca Civica". Saranno poi esaminate altre quattro mozioni: utilizzo dei maggiori utili delle aziende partecipate a favore delle famiglie in difficoltà, a firma del consigliere PD Roberto Uboldi; istituzione di un bando di gara per un "Museo dell'Adige", a firma del consigliere Lista Tosi Gianluca Fantoni; realizzazione di un sistema di videosorveglianza dei monumenti, a firma dei consiglieri PDL Stefano Casali e Matteo Gasparato; fornitura agli esercizi pubblici di posacenere da posizionare all'esterno del locale, primo firmatario il consigliere della Lega nord Enzo Flego.
Sarà infine esaminato l'ordine del giorno, primo firmatario il consigliere PD Orietta Salemi, che invita l'Amministrazione ad avviare "attività di orientamento per i genitori prima dell'iscrizione e in fase di presentazione del servizio Scuole Infanzia Comunali". (nella foto Ciro Maschio consigliere del PD)

 

In uscita il 9 febbraio 2012 per Leggereditore Il gioco della seduzione di Susan Elizabeth Phillips

Quando gli opposti, non solo si attraggono, ma divengono inseparabili... Cosa ci fa una donna che stravede per le scarpe, le borse di alta moda e le acconciature all'ultimo grido, al vertice di una delle aziende più prestigiose della città? Chicago non è pronta per l'affascinante e capricciosa Phoebe Somerville, tuttavia quando il padre le consegna le redini della squadra di rugby della famiglia, tutti, lei compresa, dovranno farsene una ragione. Lei è un vero tornado, ma è possibile che una semplice donna riesca a creare un tale scompiglio in città? Nessuno pensa che Phoebe riuscirà a risollevare le sorti della squadra, né tantomeno a far capitolare Dan Calebow, il fascinoso allenatore.  Ma si sa che spesso la prima impressione è quella meno affidabile... Lavorando fianco a fianco, i due comprenderanno che  il gioco della seduzione è l'unico per cui vale la pena rischiare tutto, anche a costo di imbattersi in guai molto più seri di quanto abbiano previsto. E che forse è giunto il momento di far cadere quel velo di imperturbabile perfezione dietro il quale entrambi si nascondono. Per la prima volta in Italia, una delle voci più esilaranti, fresche e sensuali del panorama internazionale. Prova Susan Elizabeth Phillips, non potrai più farne a meno.
Un estratto: "La sollevò fino a stringerla tra le braccia. Per un istante i loro occhi si incontrarono e Phoebe temette che lui potesse ritrarsi come aveva già fatto, invece le sue grandi mani da atleta la strinsero più forte contro il proprio grembo. Le loro labbra si unirono, aperte e vogliose. Phoebe gli intrecciò le braccia intorno al collo e insieme sprofondarono ancora di più nel divano. Attraverso la rete, Phoebe sentiva quelle mani su tutto il suo corpo. Entrambi persero il senso di quanto precario fosse il loro equilibrio finché non rotolarono giù dal divano. Quando arrivarono sul tappeto, Dan si girò per non schiacciarla sotto il proprio peso. Anche dopo essere finiti a terra, non staccarono subito le bocche uno dall'altra. Quando alla fine Phoebe aprì gli occhi per guardare Dan sotto di sé, lui stava sorridendo. «Ti stai divertendo tanto quanto me?» «Di più.» Lei non poté resistere e gli baciò quella piccola cicatrice sul mento."

Susan Elizabeth Phillips è una delle maestre del romanzo femminile internazionale. I suoi 20 romanzi si sono posizionati ai vertici delle classifiche USA, conquistando anche quelle di Paesi come la Germania e il Regno Unito. Il segreto del suo successo è sia la capacità di cogliere con estrema delicatezza e con un tocco di ironia le sfumature dell'animo femminile, sia quella di dare vita a scene di grande sensualità e intensità. Leggereditore pubblica per la prima volta in Italia un'autrice che ha conquistato lettrici in tutto il mondo,  con l'intento di diffondere anche qui la magia delle sue storie frizzanti e romantiche.



 

"Gli occhi chiusi vedono tutto" la personale di Daniele Ferrante

Si apre a Lecce venerdì 3 febbraio alle ore 20,00, presso la sede della II Circoscrizione: Santa Rosa-Stadio- Salesiani la Mostra personale "Gli occhi chiusi vedono tutto" di Daniele Ferrante a cura dell'Associazione Le Ali di Pandora che resterà aperta fino al 10 febbraio. Alla presenza delle Autorità, del Presidente della Circoscrizione Fabio Campobasso, interverranno Lucy Ghionna e Ambra Biscuso
In questi ultimi due anni la sfida dell'Associazione Le Ali di Pandora è stata di portare: "il centro nella periferia", rendendo reale la scommessa di portare l'arte e la cultura in zone normalmente destinate a dormitorio. Sempre più forte è la sinergia tra gli abitanti del quartiere e i "costruttori" di arte e cultura ,  così come sembra  sempre più concreto il sogno di riqualificazione territoriale e culturale anche grazie ai giovani artisti che hanno deciso che il loro centro parta dalla periferia e di chi, sempre più numerosi, scelgono di vivere la periferia come centro.
Continua la lettura dei linguaggi trasversali dell'arte con l' hic et nunc di Daniele Ferrante "Gli occhi chiusi vedono tutto". Daniele Ferrante e un venticinquenne leccese, artista eclettico, musicista, blogger con una predilezione per i fenomeni culturali di massa, media enthusiast. I suoi molteplici interessi, trasversali rispetto a qualsiasi medium egli si avvicini, fanno sì che sia il suo discorso teorico che quello artistico siano indirizzati verso le sinestesie, l'abbattimento dei confini tra le varie arti, alla ricerca di un punto di contatto tra i sensi in quella che potrebbe configurarsi come una terza via espressiva. A testimonianza di ciò vi è la pubblicazione de "Il santuario della pazienza"disco del suo gruppo/progetto musicale Zweisamkeit, uscito nel 2011 per l'etichetta messinese SNOWDONIA. Il suo intento, scrive, è di "far coesistere elementi di fasi lontane tra loro nel tempo in uno stesso momento, isolando le diverse parti degli oggetti come se si trattasse di zone vicine spazialmente ma distanti cronologicamente. (...) "Gli occhi chiusi vedono tutto" nasce dall'ultima fase della mia arte, lo scavare nelle profondità dell'inconscio, guardare più in giù rispetto alle proprie sensazioni e ai propri legami affettivi per scoprirne il senso reale. Noi non diventiamo ciò che siamo, ma lo scopriamo attraverso il vivere la realtà di tutti i giorni, instaurando relazioni di ogni tipo che portano la nostra coscienza verso un livello più alto. Educazione è un termine che deriva dal latino "ex ducere" ovvero "tirare fuori", ciò che sappiamo fare non lo impariamo, ma lo scopriamo. Le relazioni che instauriamo, culturali o sociali, ci aiutano ad aggiungere un frammento nello specchio che definisce la nostra vera immagine. Il senso finale in ciò è che abbiamo già dentro di noi i mezzi necessari per stare bene, sappiamo già cos'è la felicità o la bellezza, è tutto nascosto in punti oscuri di noi stessi che magari non siamo ancora riusciti a illuminare. Scoprire di avere queste doti è come chiudere gli occhi e non vedere più un buio limitato, ma un paesaggio immenso sotto il nostro completo controllo."


L'arte secondo Daniele Ferrante

Cercando punti in comune tra le opere: in tutti i casi si tratta di lavori spirituali, perché attraverso qualsiasi ambito io mi esprima, che si tratti di pittura, così come di video, musica o poesia, tendo a caricare simboli, oggetti e segni di significato in modo da poter circoscrivere una parte della realtà (o di me stesso) e disporre del distacco utile a poterla capire meglio.
La mia evoluzione artistica è anche un'evoluzione umana personale, ogni lavoro che faccio prende una parte di me e la isola per predispormi al miglioramento, perciò le mie opere più che parlare di ciò che sono parlano di ciò che ero prima di realizzarle. Il secondo punto è quasi consequenziale: per molti artisti di molte ere l'arte è un fatto spirituale, catartico, all'origine della pittura si può rintracciare un gesto di riproduzione della realtà per esorcizzarla o averne controllo. Anche per questo motivo prendo archetipi e simbologie proprie della mia cultura tentando di vedere quanti di questi elementi la legano all'arte di tutte le culture della storia dell'umanità, in modo da trovare una veste semplice a concetti profondi che raggiungano il maggior numero di persone indifferentemente dal retroterra culturale. Questo tema lo porto avanti parallelamente tra arte visiva e musica, in entrambi i casi ho cercato di individuare ciò che accomuna tutti i linguaggi della terra, la mia sintesi vede nel corpo umano l'unica cosa comune a tutte le arti della terra, proprio perché è l'unico patrimonio realmente condiviso da tutte le arti della terra.  Se nella musica la fisicità è incarnata dal ritmo e dalla voce, nella rappresentazione grafica si va più semplicemente verso la figura in sé dell'uomo e della donna, per poi spostarsi verso le estensioni del corpo, ad esempio il linguaggio scritto, la versione grafica della voce. Se però il significato di un corpo ha lo stesso valore in tutte le lingue, lo stesso non si può dire dei caratteri della nostra cultura, in uso solo nel mondo occidentale.  Mi capita, perciò, di usare spesso i caratteri dell'alfabeto latino come pura espressione grafica, usanza più comune ai popoli che usano l'alfabeto arabo , i logogrammi o gli ideogrammi.  L'alfabeto occidentale, per quanto duttile e adattabile alla maggiore quantità di esigenze linguistiche, non possiede le sfumature proprie delle lingue orientali o dei linguaggi prettamente orali; riportare i caratteri latini a ciò che sono nell'essenza, ovvero segni grafici, è un modo per rendere universale un aspetto specifico della cultura da cui provengo. Questa "universalizzazione" è presente in quasi tutti i miei lavori, perché tendo comunque a prendere tematiche e archetipi propri dell'arte occidentale guardandoli con gli occhi di un cittadino del mondo fuori dal tempo.
E' così che alcuni miei lavori hanno una tematica Sacra (vedi Trinità e Madonna) senza presentare alcuna simbologia propria dell'ambito dal quale provengono, ma anzi riportando tutto all'essenza del tema preso in esame, che rivela ad esempio come il Cristo e la Madonna rappresentino l'ideale eterno di uomo e donna, così come guardando più in profondità, il padre, lo spirito santo e la maternità possono semplicemente rappresentare l'ispirazione nel senso più ampio possibile.
Nel ricercare un'universalizzazione dei temi indigeni della mia cultura sono arrivato a constatare come tutto tenda verso la natura, comprese le estensioni più artificiali dell'uomo. I caratteri latini sono un' estensione tecnologica della voce; con la loro razionalità hanno portato in qualche modo a ripensare molto del nostro approccio verso la realtà, organizzando, pianificando e forse per questo  limitando la gamma di esperienze acquisibili invece tramite il gesto istintivo, difettoso e imprevedibile.
Riportare i simboli e le architetture umane alla natura è un modo per comprendere meglio la propria umanità, senza rigettare le sovrastrutture culturali, accettando meglio la propria natura di animali dotati di tecnologia.
Infine, due temi "minori" (in quanto non ancora del tutto approfonditi) sono correlati a quelli enunciati sopra e li lego al tempo e alla possessione spiritica.
Nel primo tema tento di dare l'idea del "qui e ora" (vedi L'universo per chi non lo visiterà mai, messa in onore degli eroi tragici e Universo ultimo atto) oltrepassando la terza dimensione per fonderla con quella del tempo e della persistenza.
La differenza tra opera d'arte visiva e opera d'arte musicale sta nel fatto che la prima ha il suo specifico nella rappresentazione spaziale, la seconda ce l'ha nella rappresentazione temporale.
Con questa serie di lavori tento di far coesistere elementi di fasi lontane tra loro nel tempo in uno stesso momento, isolando le diverse parti degli oggetti (in questo caso una montagna) come se si trattasse di zone vicine spazialmente ma distanti cronologicamente.
Anche a questo concetto sono riuscito a dare un valore spirituale, inserendo nella mia prima esposizione una candela liturgica "personalizzata". Un lavoro simile sposa il "qui e ora" con l'universalità, fino a ritornare al significato cristiano del cero, ovvero quello della candela più "madre" che detiene il messaggio, dal quale tutte le altre candele più piccole possono attingere.
La fiamma auspica la propagazione, la moltiplicazione del messaggio.

Per ciò che riguarda la possessione spiritica, vi è un legame sottile con il primo tema spirituale.
Le opere di questa serie hanno tutte un titolo che riporta il motivo della Casa (vedi Case, Case Abbandonate, La sua Casa, Case giocattolo) ed è proprio da intendersi come "case infestate".
Credo infatti esista un legame tra la persona, il luogo in cui vive e gli oggetti che utilizza.
Un medium spiritico entrando in una casa è capace di percepire l'energia, positiva o negativa, rimasta in sospeso nell'ambiente; l'artista è un medium, così come tutte le persone sono medium con differenti gradi di sensitività.
Una qualsiasi persona può conoscere qualcuno e percepirne l'energia che essa emana, l'anima, che può anche essere una combinazione di comportamenti e oggetti che parlano direttamente all'inconscio dell'interlocutore. L'artista ha il dono di creare gli oggetti che, attraverso particolari accostamenti, creano l'immagine delle sue sensazioni. In queste opere ho cercato di creare associazioni che potessero restare in sospeso, come case infestate, a testimonianza di uno stato d'animo rimasto chiuso a chiave in una stanza per secoli.

Il nome della mostra, "Gli occhi chiusi vedono tutto" nasce dall'ultima fase della mia arte, lo scavare nelle profondità dell'inconscio, guardare più in giù rispetto alle proprie sensazioni e ai propri legami affettivi per scoprirne il senso reale.
Noi non diventiamo ciò che siamo, ma lo scopriamo attraverso il vivere la realtà di tutti i giorni, instaurando relazioni di ogni tipo che portano la nostra coscienza verso un livello più alto.
Educazione è un termine che deriva dal latino "ex ducere" ovvero "tirare fuori", ciò che sappiamo fare non lo impariamo, ma lo scopriamo. Le relazioni che instauriamo, culturali o sociali, ci aiutano ad aggiungere un frammento nello specchio che definisce la nostra vera immagine.
Il senso finale in ciò è che abbiamo già dentro di noi i mezzi necessari per stare bene, sappiamo già cos'è la felicità o la bellezza, è tutto nascosto in punti oscuri di noi stessi che magari non siamo ancora riusciti a illuminare. Scoprire di avere queste doti è come chiudere gli occhi e non vedere più un buio limitato, ma un paesaggio immenso sotto il nostro completo controllo.

 

lunedì 30 gennaio 2012

“Le Fucine dell’Agorà. Frame di Scrittura in azione”

Partirà  mercoledì 1 febbraio 2012, alle ore 18.00, presso la Galleria d'Arte Agorà, sita in corso  Umberto 131 a Taranto, la rassegna letteraria "Le Fucine dell'Agorà. Frame di Scrittura in Azione" con la presentazione di cinque autori emergenti, accomunati dalla capacità di interpretare il mondo attraverso la scrittura. Tutti gli autori in rassegna, infatti, esprimono la propria identità attraverso forme di scrittura che, seppur distanti tra loro, si ricongiungono nell'espressione di una visione del mondo lontana da forme precostituite e preconfezionate, di un sentire costituito da stati d'essere e non da percezioni indotte: dal romanticismo ottocentesco di Annamaria Zito all'antropologia della percezione di Manuela Vista, dall'analisi della macabra esperienza umana di Angelo Nucci alla fenomenologia del sentimento di Rosa Cecere sino all'indagine anamnestica della realtà di Antonella Colucci. L'azione letteraria sarà curata da Michelangelo Zizzi. L'evento è organizzato dall'Agenzia Fucine Letterarie in collaborazione con la Galleria Agorà del Maestro Corrado Terracciano, con la direzione artistica di Enrica Fallone. L'idea di Fucine Letterarie è quella di proporre un osservatorio perenne e itinerante sui fermenti meridionali, con particolare attenzione per i nascenti talenti pugliesi, accomunati dalla volontà di far agire la propria scrittura, sprovincializzare la cultura locale e interrogarsi sulla funzione della letteratura come stato agente. Ridurre un'opera letteraria alla sterile e autocelebrativa presentazione della stessa e del suo autore significa depotenziarla, svilirla, categorizzarla, per questo è necessario farla agire, renderla stato agente appunto,  mediante brevi e intense azioni letterarie.

Info: e-mail: fucineletterarie@gmail.com
Cell. +39 349/6712549



Chi sono gli autori:   

Annamaria Zito, amante della letteratura inglese e francese dell'Ottocento, appassionata di Shabby Style, decorazione di mobili e cucito creativo, esprime attraverso la sua produzione letteraria un romanticismo dal sapore arcaico, senza mai perdersi nella retorica di un paradigma reiterato e usurato. Potenziale scrittrice di Romantic Novel, dalle sue opere emerge l'amore per il dettaglio, per le piccole cose, nelle quali è racchiusa la grandezza della vita.

Manuela Vista studia Lettere e Filosofia presso l'Ateneo barese e violino presso il Conservatorio "N. Piccinni". Amante dell'arte, del teatro e della musica, dalla sua scrittura emerge una particolare attenzione alla psicologia della percezione: scandaglia la condizione dell'umano attraverso l'analisi delle comunità. Certa prosatrice più che poetessa, si caratterizza per una scrittura baricchiana agile e veloce. Il suo miglior pregio è l'entusiasmo.

Angelo Nucci studia Lingue presso l'Ateneo barese, con una particolare attenzione per lo spagnolo e il tedesco. Lettore accanito, cerca e apprezza tutti gli autori che posseggono uno stile personale e sopra le regole. Dalla sua scrittura trapelano un temperamento introverso ed enigmatico e una marcata componente analitica, dettata non dalla casualità, bensì dall'esigenza di indagare le leve che sospingono i passi dell'opprimente condizione umana.

Rosa Cecere ha conseguito una laurea in Scienze dell'educazione con indirizzo Insegnamento Filosofia, Storia e Psicologia. Amante dei viaggi, della natura, della musica classica e, soprattutto, della lettura, attraverso la sua produzione letteraria elabora una fenomenologia del sentimento, che si fa ricerca di senso della natura umana, di presa di coscienza del sentimento esplorato nelle sue molteplici sfumature.

Antonella Colucci ha conseguito una laurea in Economia e Commercio presso l'Università di Torino, città che lascia a malincuore per ritornare in Martina Franca, ma che non abbandonerà mai nei suoi ricordi e negli affetti. Ama perdersi tra le pile disordinate di tomi della sua libreria, nell'incessante ricerca di se stessa. Si configura come un'analista della realtà attraverso l'anamnesi, dando forma a ricordi che appartengono a un tempo che non necessita di tempo e trasudano il calore di una vita vissuta e amata.

 

Falsificazioni: nel 2011 in calo le segnalazioni di casi sospetti - Fenomeno in linea con i paesi UE: la banconota da 20€ la più contraffatta

Il XXI Rapporto sulla falsificazione dell'euro" reso noto oggi dall'UCAMP - Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento del Dipartimento del Tesoro registra una diminuzione delle segnalazioni di sospetta falsificazione di monete e banconote in Italia nel 2011. Nell'anno in cui ricorre il decennale dall'introduzione dell'euro come moneta circolante in Italia si sono registrate 70.824 segnalazioni di sospetti casi di falsità (erano 76.763 nel 2010 ovvero quasi l'8% in più), che hanno portato al ritiro dalla circolazione e/o al sequestro di un totale di 83.509 banconote e di 45.130 monete metalliche. Sempre nel 2011 sono state esaminate e riconosciute come false dalla Banca d'Italia 145.879 banconote, per un valore nominale complessivo di quasi 7 miliardi di Euro. Per le monete invece l'attività del Centro di Analisi istituito in seno all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha accertato la falsità di 30.867 pezzi, per un valore nominale complessivo di circa 35mila Euro.
Le banconote - Con riguardo alle banconote sospette di falsità, su un totale di 83.509, il taglio più contraffatto è stato quello da 20 Euro (56,24% del totale) in linea con i trend espressi anche dagli altri Paesi dell'Area Euro. La maggior concentrazione di banconote ritirate/sequestrate è stata registrata nelle regioni del Nord Ovest (26.835 banconote) seguita da quelle del Nord Est (19.499) e del Centro (19.992). Nel Sud e nelle Isole sono state ritirate/sequestrate rispettivamente 8.623 e 8.408 banconote. Analizzando i numeri relativi alle banconote rinvenute nel territorio nazionale sotto una chiave regionale, si nota che ai primi dieci posti vi sono la Lombardia (16.490), il Veneto (9.925), il Lazio (8.667), la Sicilia (7.272), la Toscana (7.256), l'Emilia Romagna (6.781), la Campania (5.318), la Liguria (5.244), il Piemonte (4.863) e la Puglia (2.512).
Le monete - Con riferimento alle monete, sono stati ritirati dalla circolazione e/o sequestrati 45.130 pezzi, di cui 686 da 20 centesimi, 11.299 da 50 centesimi, 20.146 da 1 Euro (il più diffuso) e 12.999 da 2 Euro. Il 47,58% delle segnalazioni sono pervenute dagli Istituti bancari, il 45,27% dalle Agenzie di custodia e trasporto denaro e il 5,9% dagli Uffici postali. Il rimanente 1,25% delle segnalazioni proviene dagli altri Enti istituzionalmente deputati al ritiro/sequestro delle banconote e delle monete sospette di falsità, quali Forze di polizia, altri intermediari finanziari, ecc. Riguardo la loro provenienza geografica, il flusso maggiore di comunicazioni ha interessato principalmente le regioni del Nord Italia (22.629 Nord Ovest e 18.750 Nord Est - pari a circa il 58,18% della totalità) e quelle del Centro (19.390 - 27,38%). Nel Sud e nelle isole sono stati compilati, rispettivamente, 6.134 (8,67%) e 3.951 (5,57%) verbali, mentre 150 segnalazioni (0,2%) sono riconducibili a sequestri effettuati nella Repubblica di San Marino.
Come avviene il controllo sulle falsificazioni - L'UCAMP - Ufficio centrale Antifrode dei mezzi di pagamento presso il Dipartimento del Tesoro è responsabile del monitoraggio del fenomeno della falsificazione che avviene attraverso un unico data-base dove affluiscono i dati relativi alle segnalazioni. Previo collegamento con il "Counterfeit Monitoring System" (CMS), gestito dalla Banca Centrale Europea, il data-base UCAMP registra gli esiti delle perizie tecniche eseguite dai Centri Nazionali di Analisi (CNA e CNAC), istituiti presso la Banca d'Italia (per le banconote) e presso l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (per le monete metalliche), per accertare l'effettivo reale stato del contante già segnalato ed inserito come sospetto nell'archivio informatizzato UCAMP.
Peraltro, allo scopo di elevarne i livelli di efficacia, l'attività di monitoraggio è stata affiancata da una periodica attività di formazione, mediante seminari e workshop, a beneficio dei vari soggetti che a titolo professionale maneggiano il contante. (fonte Ministero dell'Economia e delle Finanze)

 

IN LIBRERIA DUNE DI FRANK P. HERBERT (FANUCCI). Traduzione a cura di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli





















Arrakis è il pianeta più inospitale della galassia. Una landa di sabbia e rocce popolata da mostri striscianti e sferzata da tempeste devastanti. Ma sulla sua superficie cresce il melange, la sostanza che dà agli uomini la facoltà di aprire i propri orizzonti mentali, conoscere il futuro, acquisire le capacità per manovrare le immense astronavi che garantiscono gli scambi tra i mondi e la sopravvivenza stessa dell'Impero. Sul saggio Duca Leto, della famiglia Atreides, ricade la scelta dell'Imperatore per la successione ai crudeli Harkonnen al governo dell'ambito pianeta. È la fine dei fragili equilibri di potere su cui si reggeva l'ordine dell'Impero, l'inizio di uno scontro cosmico tra forze straordinarie, popoli magici e misteriosi, intelligenze sconosciute e insondabili. Con Dune Frank Herbert inaugura la serie di romanzi divenuti ormai di culto, che segneranno in maniera indelebile l'immaginario fantascientifico letterario e cinematografico degli anni successivi.

Febbraio con 10 Righe dai libri - su Glam Life per Android e Iphone!









A partire dal 30 gennaio vedrete comparire su Glam Life le vostre 10 righe postate su http://scrivi10righedailibri.it. Glam Life è un’applicazione gratuita sviluppata da Mobiles Republic dedicata al life style: disponibile per iPhone e Android, contiene tutte le news sul mondo dei vip, ma anche novità su cinema, letteratura, cucina e altro ancora.

Glam Life aderisce all’iniziativa di 10 righe dai libri mettendo a disposizione un Libro Incentivo a settimana per i lettori che avranno postato le 10 righe più “votate” su Glam Life. I vincitori saranno scelti da voi quindi, quando leggete dieci righe che vi piacciono, scegliete il vostro mood, non importa se vi rendono tristi, sorpresi o se vi fanno ridere, per noi vinceranno le 10 righe che suscitano più emozioni... avete capito bene! Vincerà chi avrà più “mood” anche se ci dite tutti di essere snervati!

Come funziona: IMPORTANTE: dovete continuare a postare le vostre 10 righe preferite su 10 righe dai libri e segnalibrare normalmente le vostre 10 righe preferite. Poi su Glam Life aggiungete un “mood”. Così le vostre possibilità di vincere aumentano: i libri incentivo offerti da Glam Life (scelti per voi da noi della nostra redazione) si aggiungono a quelli previsti dai giochi istituzionali e offerti dai nostri editori.
Glam Live regalerà un libro incentivo alla settimana per quattro settimane, dal 30 gennaio al 26 febbraio.
Su Glam Life saranno in gara le 10 righe pubblicate dal lunedi mattina alle 12:00 al Lunedi successivo, stesso orario. I mood presi in considerazione saranno quelli espressi nello stesso lasso di tempo. Ogni lunedì sera Glam Life invierà un alert con le 10 righe vincitrici della settimana, per gustarle ancora una volta. Potete scaricare Glam Life gratuitamente su Itunes e Android Market.

domenica 29 gennaio 2012

Dichiarazione del Presidente Napolitano per la scomparsa del Presidente Emerito Senatore Scalfaro

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa del Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro ha rilasciato la seguente dichiarazione: "E' con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l'amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato.
E' stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l'impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell'Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell'impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana. Mai dimenticando la sua giovanile scelta di magistrato, Oscar Luigi Scalfaro ha avuto sempre per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni repubblicane. In questa luce sarà ricordato e onorato, innanzitutto da quanti come me hanno potuto conoscere da vicino anche il calore e la schiettezza della sua umanità. Alla figlia Marianna, che gli è stata amorevolmente, ininterrottamente vicina, la mia commossa solidarietà."

 

In libreria Linea di Sangue a cura di Tito Faraci e Roberto Diso (Sergio Bonelli editore)

Due uomini, due battaglie. Il primo uomo è un giovane soldato. Si chiama Paul, e la sua battaglia è quella che si sta combattendo sotto il monastero di Montecassino, uno dei momenti cruciali della Seconda Guerra Mondiale. L'altro è un sicario della mafia, lavora per la famiglia Bastiano, e la sua battaglia è contro il clan irlandese dei McLean, sullo sfondo di una New York dura e violenta. Che cosa collega Paul e Vic? Qual è la linea di sangue che li unisce?

 

sabato 28 gennaio 2012

DOMANI SU RAI1: NUOVI CASI PER IL RESTAURATORE BUZZANCA

Nando Buzzanca torna protagonista su Rai1 nei panni di Basilio Corsi nella fiction "Il Restauratore". Nel primo episodio, in onda domenica 29 gennaio alle 21.10, intitolato Mal comune, mezzo gaudio, Basilio tocca la statuina che una donna ha portato da Maddalena per farla sistemare prima di essere regalata ad una coppia di amici per l'anniversario di nozze. Il nostro eroe vede il marito colpito alla testa da quell'oggetto da qualcuno che nutre rancore nei suoi confronti a causa di tagli del personale che ha effettuato nella sua casa di moda. Nel secondo episodio, Scienza e coscienza, Basilio ha la visione di un medico che sta per essere accoltellato toccando semplicemente un disegno incorniciato. Mentre indaga sul disegno fatto da un ragazzo affetto da una disfunzione psicomotoria, si trova sulla sua strada il vicequestore Maccari. Grazie a Basilio le facoltà del giovane si riattivano: il ragazzo ricorda la causa del suo disagio e gliela rivela …

 

AL BRANCALEONE EMPORIUM - poemetto civile di Marco Onofrio

Un allarme introduce lo spettatore in uno stato di allerta, di ascolto. Tutto lo spettacolo, le sue interviste, il contenuto stesso del poemetto, in definitiva la realtà in cui viviamo si trovano in uno stato di allarme che se trascurato porta al fuoco, alle fiamme. Questo incendio rappresenta, da un lato, la naturale conseguenza di un allarme che, rimasto per troppo tempo inascoltato, ha procurato dei danni visibili agli occhi di tutti e, dall'altro, la volontà dei cittadini di non rimanere inermi e quindi di bruciare metaforicamente una situazione che non va, attraverso la voglia reale di cambiare le cose e da lì, dalle ceneri finalmente rinascere. L'incendio ha quindi un significato ambivalente ed opposto: uno negativo ed uno positivo ma entrambi portano comunque alle ceneri da cui ripartire. Lo spettacolo si conclude con un messaggio ottimistico perché le ceneri provocate dall'incendio sono il simbolo di una ripresa, indicano la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra. Dalle ceneri risorgiamo. Questo DOCU-READING TEATRALE, così definito dalla regista, oltre ad essere un reading è anche un documentario che include interviste a disoccupati e precari e ricerche su dati emigratori che interessano il nostro Paese.

Durante le interviste non possiamo non accorgerci della presenza di alcuni monumenti tra i più significativi della capitale. Questi fanno parte del nostro patrimonio storico-artistico che va tutelato ma senza un grande presente, forse perdono di valore. L'allarme che accompagna lo zoom sui monumenti indica proprio il fatto che siano minacciati da un presente difficoltoso, che non sostiene i giovani.

La regista afferma: "In una realtà siffatta non potevo non parlare di questo tema che mi sta così a cuore e il poemetto di Marco Onofrio è esemplificativo insieme a tutte le esperienze personali degli intervistati che, purtroppo, rappresentano la stragrande maggioranza di tutti quei giovani e non, che sperano e lottano per un futuro dignitoso e meritocratico".

 


Emporium poemetto di civile indignazione di Marco Onofrio

 

voci narranti Maria Enrica Prignani, Ernesto D'Argenio, Barbara Frascà

riprese video Andrea Gagliardi

sonorizzazioni  MinimalRome

video proiezioni Gianluca Faberi

 luci Valerio Gagliardi

regia Barbara Frascà




BRANCALEONE 

Via Levanna, 13                                                                                                        

 

11 febbraio ore 21:30

ingresso 5 euro

 

venerdì 27 gennaio 2012

In libreria "La Macchina della Morte. Notize da un mondo in cui le persone sanno di che morte morire" a cura di North R., Bennardo M., Malki D. Garbellini G. (Guanda)

La macchina è stata inventata quasi per caso qualche anno fa. Con un semplice esame del sangue sa predire il modo in cui lasceremo questo mondo. Nessuna data. Nessun dettaglio. Solo un foglietto di carta con poche parole, insieme precise e insopportabilmente vaghe. Un oracolo infallibile, criptico e beffardo. Spaziando dall'umorismo alla fantascienza, dall'horror all'avventura, trentaquattro racconti di autori diversi immaginano mondi in cui il fatale responso della Macchina della Morte diviene il fondamento di una nuova gerarchia sociale o una semplice voce del curriculum, un mostro pervasivo contro cui lottare o una moda passeggera, il dato che può bruciare la carriera di un politico o il centro di nuovi giochi di società. Trentaquattro voci diverse per indagare come cambierebbero i rapporti umani e il lavoro, gli ospedali e le scuole, la giustizia e il crimine. Saremmo più liberi o vivremmo incatenati a quella sentenza ineluttabile, condizionati in ogni scelta da un destino che può materializzarsi in qualsiasi momento? Saremmo morbosamente attratti da ciò che ci ucciderà o cercheremmo di fingere con noi stessi di non sapere nulla? Sfideremmo la macchina per smentire il suo verdetto o cambieremmo la nostra vita nel tentativo di allontanare il più possibile un finale già scritto? Da un'idea nata sul web, un libro che può sembrare un gioco, ma che è anche un modo per riflettere sulla nostra ossessione di voler sapere tutto, di svelare anche l'ultimo mistero.

 

Esce Luna Nera di Andrea Costantin per Youcanprint

"Luna Nera" è una raccolta di racconti interessante e atipica nello stesso tempo, le storie che contiene ruotano attorno alla figura dell'ex-commissario Leonardo Savelli, una "sorta di investigatore" che non lavora più in polizia, gestisce un negozio di orologi insieme al suo aiutante Maurino e, in realtà, non ha mai abbandonato l'ambiente dal quale proviene. Il denominatore comune delle storie, assieme alla presenza costante e risolutiva del protagonista, è quello di vicende che nascono al margine della crisi economica che sta attraversando il nostro paese, una crisi che in determinate situazioni è capace di tirar fuori il peggio dagli animi di alcune persone che costruiscono piani criminali per arricchirsi alle spalle dei deboli e che si trovano a incrociare, sfortunatamente per loro, l'excommissario Savelli. Un personaggio atipico, difficilmente assimilabile ai commissari onniscienti e supertecnologici cui ci hanno abituato le serie televisive d'oltreoceano "un tipo strano, Savelli. Con quello spolverino nero, la barba incolta e l'aria misteriosa, dà l'idea di un tipo da cui stare alla larga. Ma è anche simpatico, ricorda un po' le vecchie rockstar degli anni '80." Ecco tratteggiato l'aspetto 'vintage' di Savelli, con la viva voce delle protagoniste di uno dei racconti, quello dal titolo "I ricordi vivranno per sempre".

 

giovedì 26 gennaio 2012

In libreria Sandro Pertini: La politica delle mani pulite (Edizioni Chiarelettere)


Sandro Pertini (San Giovanni di Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano. Fu il settimo presidente della Repubblica italiana, in carica dal 1978 al 1985. Partecipò alla resistenza e alla liberazione dal nazifascismo, organizzando l’insurrezione di Milano, e votando il decreto che condannò a morte Mussolini e altri gerarchi fascisti. Nell’Italia repubblicana ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di presidente della Camera dei deputati, per essere infine eletto presidente della Repubblica italiana l’8 luglio 1978. Andando spesso oltre il semplice ruolo istituzionale, il suo mandato presidenziale fu caratterizzato da una forte impronta personale che gli valse una notevole popolarità, tanto da essere spesso ricordato come il «presidente più amato dagli italiani».


Un capo di Stato diverso dagli altri. Il ricordo di Sandro Pertini è ancora molto vivo, i suoi discorsi, soprattutto le sue prese di posizione, mai mediate dal puro calcolo politico, rimangono impresse nella memoria. In un momento in cui la politica sembra essere lontana dai cittadini, ci è sembrato giusto riproporre le sue parole, così fortemente dettate da un sentimento di franca umanità, e da gesti spesso al di fuori dei protocolli istituzionali, e che per questo hanno conquistato milioni di italiani (molti ricordano la sua partecipazione ai Mondiali del 1982 e il drammatico episodio di Vermicino: Pertini in mezzo alla folla in attesa di avere notizie del bambino precipitato in un pozzo). […] Questo libro, diviso in cinque sezioni (Prima di tutto, con il famoso discorso tenuto in occasione del terremoto in Irpinia, seguito da: La questione morale; L'impegno politico: una testimonianza di rigore e umanità; Pertini presidente della Repubblica; Il grande disegno europeo) comprende una selezione di lettere, discorsi, interviste (importanti quelle con Oriana Fallaci e Nantas Salvalaggio), messaggi presidenziali in televisione, coprendo un arco di tempo che va dagli anni della prima guerra mondiale fino al settennato presidenziale. Una vita giocata tutta all'attacco. Uno spirito libertario ma al servizio delle istituzioni. La sua grande impresa è stata proprio questa: servire il suo paese, diventare un eroe della Resistenza, partecipare alla costruzione della Repubblica e diventarne il più alto rappresentante (dopo essere stato presidente della Camera, mai invece fece parte di un governo) rimanendo però sempre lo stesso Sandro, una persona libera, un cittadino come gli altri. Indro Montanelli, che in più occasioni lo criticò aspramente, disse di lui: «Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità». Le parole e la commozione sincera di Pertini in occasione della morte di Enrico Berlinguer (11 giugno 1984), amatissimo segretario dell'allora Pci, sono rimaste impresse in molti: «Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta». I materiali presenti nel libro sono stati gentilmente messi a disposizione dal giudice Mario Almerighi, che firma l'introduzione.

Già presidente della Fondazione Sandro Pertini, Almerighi è ora presidente dell'Associazione «Sandro Pertini Presidente», che si propone, così come era desiderio di Carla Voltolina, di «promuovere e divulgare studi e ricerche sull'opera e sul pensiero di Sandro Pertini, sui principi che hanno ispirato la sua vita improntata ai valori della giustizia sociale, della libertà, della solidarietà, dell'onestà e della pace».

La colpa innocente di Ernestina Nappi Il primo romanzo della della casa editrice Positanonews

Sabato 28 Gennaio 2012, presso la sala consiliare del Comune di Positano, alle ore 17.00, verrà presentato "La Colpa Innocente" di Ernestina Nappi il primo romanzo della casa editrice Positanonews editore anche del primo quotidiano online della costiera amalfitana e penisola sorrentina e di vari prodotti editoriali. Una giovane donna dalla pelle ambrata e dai lunghi capelli scuri leggermente scarmigliati, un tramonto sullo sfondo che la illumina appena, nell'insieme un'immagine romantica e crepuscolare, dolce e profonda. Calamita da subito l'attenzione e quando lo sguardo cade sul titolo: "LA COLPA INNOCENTE" è subito attrazione fatale. La copertina del romanzo d'esordio di Ernestina Napp originaria di Gragnano nel cuore dei Monti Lattari i è già di per sé un piccolo successo perché cattura, evoca il ricordo nostalgico, spinge alla riflessione e alla curiosità di saperne di più. E questa curiosità trascina alla lettura della prima pagina e poi della seconda, in un crescendo inarrestabile di voglia di andare fino in fondo che diventa alla fine un "bisogno" di sapere.
Crede molto in questo romanzo dai risvolti gialli la direttrice editoriale di POSITANONEWS, Maria Rosaria Manzini, che ha lavorato con entusiasmo e grande impegno perché il romanzo uscisse per Natale, tempo di doni e di emozioni. Perché di emozioni autentiche si parla. Le stesse che ha provato lei quando ha letto la bozza del romanzo e ne è rimasta letteralmente affascinata tanto da incollare gli occhi alle pagine e non riuscire a toglierli fino a romanzo ultimato.
Sabato 28 Gennaio 2012, presso la sala consiliare del Comune di Positano, alle ore 17.00, ci sarà la presentazione di questo romanzo che ha tutte le carte in regola per trovare un vasto pubblico di estimatori, perché ha la capacità di farsi leggere tutto d'un fiato, come le cose buone che si mangiano in un sol boccone. Prima dell'evento abbiamo incontrato per voi l'autrice e siamo stati colpiti da subito per la sua semplicità, dal suo sguardo traspira una innata predisposizione alla metacomunicazione. (fonte Positano News)

Intervista:

Come e perché ha iniziato l'attività di scrittrice?

Ho sempre scritto. Dal giorno in cui ho preso in mano una penna, ho iniziato a mettere nero su bianco i miei pensieri, i miei sentimenti e i miei stati d'animo. Ero molto piccola quando ho cominciato a scrivere poesie e filastrocche. Personalmente comunque credo che scrittori si nasca, non si diventi. Ritengo che quello della scrittura sia un talento, un bisogno e un'arte nello stesso tempo. "Ufficialmente" la mia attività è iniziata a nove anni quando, vincitrice di un concorso letterario, un mio racconto è stato pubblicato su un giornale per ragazzi. Da allora non ho più smesso. Scrivo soprattutto perché per me è indispensabile, come respirare e mangiare.

Il titolo del romanzo cosa ci vuole dire?

Sintetizza la storia alla perfezione. Ed è anche spunto di riflessione. A quanti di noi è capitato di avere una colpa innocente? Vale a dire una colpa di cui non si ha colpa? Mi scusi il gioco di parole, ma era per spiegare bene ciò che intendo. L'esperienza mi ha insegnato che nella vita, a volte, ci colpevolizziamo per qualcosa che in realtà non dipende da noi o che qualcun altro ci addossi la colpa per qualcosa che avremmo fatto, punendoci pure per questo, e da quel momento qualcosa nella nostra vita cambia.

Che tipo di romanzo il lettore si troverà a leggere?

Il romanzo narra della vita difficile di Ester, la protagonista, del suo rapporto conflittuale con la madre, dei fantasmi del passato di cui non riesce a liberarsi ma anche della volontà di riscatto e soprattutto della sua ricerca della verità. Per come si snoda la storia si può senza dubbio affermare che la ricerca di questa colpa di cui lei non è consapevole, è un vero giallo. Ma non solo. La colpa innocente" è anche un viaggio nell'animo femminile, fiero e fragile allo stesso tempo, una riflessione profonda su certe dinamiche relazionali all'interno della famiglia.

Come il lettore può rimanere coinvolto nel suo romanzo?

Semplicemente leggendolo. Si comincia a conoscere Ester fin dalle prime righe. Attraverso i suoi sogni, i suoi pensieri e le sue decisioni fulminee. La combattività di Ester credo susciti da subito un tifo istintivo, una voglia di proteggerla e accompagnarla in questo viaggio, non solo metaforico, alla ricerca della verità. E quindi della giustizia. Ho cercato di raccontare la storia in modo semplice, con un linguaggio mirato e dinamico, mai prolisso.

Quanto c'è della sua esperienza di vita nei suoi scritti?

C'è tutta la mia esperienza di vita nei miei scritti. Ma parlo di un'esperienza di vita universale. Di sentimenti e stati d'animo che sono miei ma anche di tanti altri. Quando si narra di una vita di sogni, speranze e progetti, di bisogno d'amore, di tradimenti, di ingiustizie e rancori repressi, si parla più o meno della vita di ognuno di noi. Credo che ogni lettrice riscontrerà in sé qualcosa di Ester.

Prossimo impegno?

Sto già cominciando a lavorare ad un'altra storia. Scrivere per me è come respirare!

Perché ha scelto Positanonews per il suo romanzo d'esordio?

Perché conosco la sua direttrice editoriale, Maria Rosaria Manzini, che stimo molto. D'altro canto lei mi conosce anche attraverso le mie poesie, che ha pubblicato nelle raccolte: I MOTI DELL'ANIMA e le ha apprezzate tanto. Ma è soprattutto come scrittrice che, a suo dire, l'ho stupefatta. E poi adoro Positano. La frequento da moltissimi anni e la considero la mia cittadina d'adozione.

 

Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali

Alla fine di dicembre 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato. Nel mese di dicembre l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,4% rispetto a dicembre 2010. Nella media del 2011 la retribuzione è cresciuta dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Con riferimento ai principali macrosettori, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle. Nel mese di dicembre, per l'insieme dei contratti monitorati dall'indagine, non è stato ratificato alcun accordo. Alla fine di dicembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell'economia e del 10,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell'insieme dei settori privati. (fonte Istat)

 

Aldo Moro, l'Italia Repubblicana e i Balcani a cura di Italo Garzia, Luciano Monzali, Massimo (Besa editrice)

La sconfitta militare dell’Italia nella seconda guerra mondiale e la successiva divisione dell’Europa in Blocchi politici, militari e ideologici, del tutto antitetici e contrapposti, provocarono un ridimensionamento della presenza italiana nei Balcani, senza però decretarne la definitiva espulsione. Nonostante le disastrose conseguenze dell’esperienza bellica e nonostante la presenza sulla sponda orientale dell’Adriatico di regimi illiberali e totalitari, l’attenzione della politica e dell’economia italiana verso quei territori non venne mai meno. Anche per l’Italia repubblicana l’Europa adriatica e balcanica rappresentò un’area di rilevante interesse strategico, politico ed economico. L’importanza delle relazioni e dei legami con i Paesi del Sud-est europeo non sfuggì certo ad Aldo Moro, che, in qualità sia di presidente del Consiglio che di ministro degli Esteri, fu tra i principali protagonisti della politica estera italiana degli anni Sessanta e Settanta. Ambizione di questo volume è offrire al lettore alcune linee interpretative e un insieme di analisi e informazioni fondate su un’attenta disamina della documentazione edita ed inedita, per cominciare a conoscere meglio un aspetto importante della politica estera dell’Italia della Prima Repubblica, la cosiddetta Ostpolitik italiana, l’azione internazionale della Repubblica italiana verso gli Stati e i popoli dell’Adriatico orientale e dei Balcani; un obiettivo che non può prescindere dall’individuazione e dall’analisi del progetto di politica estera di Aldo Moro, dall’approfondimento delle motivazioni e degli scopi della politica attuata dallo statista pugliese nei confronti dei Paesi balcanici e dalla riflessione sul nesso tra dimensione nazionale e internazionale della sua azione politica.

Italo Garzia è ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Fra le sue opere ricordiamo: La Questione Romana durante la prima guerra mondiale (Napoli 1981), Pio XII e l’Italia nella seconda guerra mondiale (Brescia 1988), L’Italia e le origini della Società delle Nazioni (Roma 1995).

 Luciano Monzali è professore associato  di Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Fra le sue opere più recenti ricordiamo: Italiani di Dalmazia 1914-1924 (Firenze 2007), Il sogno dell’egemonia. L’Italia, la questione jugoslava e l’Europa centrale 1918-1941 (Firenze 2010) e Mario Toscano e la politica estera italiana nell’era atomica (Firenze 2011).

Massimo Bucarelli è dottore di ricerca di Storia delle Relazioni Internazionali e docente di Storia dell’America presso l’Università di Roma LUMSA e di Storia della Politica Estera Italiana presso l’Università degli Studi di Parma. È autore di: Mussolini e la Jugoslavia (1922-1939) (Bari 2006), La questione jugoslava nella politica estera dell’Italia repubblicana (1945-1999) (Roma 2008).


Alla Feltrinelli Point di Lecce Leo Tenneriello presenta “Basta Pagare” (cd) + “Metamorfosi e fuga” (Libro delle Edizioni Il Raggio Verde)

Alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a ci sarà  il 27 gennaio 2012 alle ore 18,00 "Basta Pagare" (cd) + "Metamorfosi e fuga" (Libro delle Edizioni Il Raggio Verde) ovvero il  Live di LeoTenneriello per la presentazione del suo nuovo album e del suo ultimo libro. Interverrà Giusy Petracca (Edizioni Il Raggio Verde). Le letture saranno a cura di Luigi Pignatelli

Ecco cosa racconta del suo lavoro l'autore:  - "Basta Pagare, è il titolo del mio nuovo album. Basta Pagare: puoi comprare tutto ciò che desideri, ma non puoi avere. L'avere (nobile quanto l'Essere) presuppone la giusta ricompensa di un giusto impegno. Basta Pagare: è la società delle scorciatoie, è la "Vita Di Classe".  Possiedi tutto ciò che ti possiede. Servi il denaro che ti serve. E' un problema di scelte private e pubbliche. Non propongo soluzioni, formule, ma canto la vita. Sulla copertina dell'album ci sono io, il fatalista e il sognatore, un uomo in attesa o arreso, lo sguardo di lato, perso nel vuoto e allo stesso tempo rivolto all'arrivo di un nuovo sogno: "Cambio"! Un sorriso e un ghigno: c'è la Realtà! "Quando Tocca A Me" cambiano le regole, canto una generazione in ritardo, l'asprezza, l'amarezza, il disincanto dei tempi che viviamo. Canto l'amore, a occhi aperti e passionale, proprio di chi è consapevole di vivere l'esistenza sotto "Il cielo degli illusi". Con un sorriso, guardo chi guarda. E' la ricerca dell'incontro, dell'urgenza di comunicare: "Sei Il Mio Futuro", un buon motivo per restare vivo! "Ci Sono Giorni" (brano liberamente tratto da "Modernizzare Stanca" del sociologo Franco Cassano) è l'ambivalenza del tempo che abitiamo: un po' vigilia, un po' conto alla rovescia; fughe in avanti e fughe all'indietro nel cuore de "Le Donne Degli Altri" che sono un lampo di vita in questa vita annoiata. "Credo Di Credere" (parafrasando il saggio Credere di credere del filosofo Gianni Vattimo): tutto scorre sul filo dell'indeterminatezza; ecco perché si può definire un album esistenzialista; esprime un senso di inappartenenza, di sradicamento, di marginalità rispetto alla società odierna. Il cd, scritto, prodotto e arrangiato da me, contiene nove nuove canzoni, profonde e leggere. Ogni brano esprime un'idea, un punto di vista che la melodia "asseconda".
Il titolo del libro "Metamorfosi e fuga" lega i due termini con la congiunzione "e", ma in effetti il messaggio finale del libro è contenuto nel titolo stesso trasformando la congiunzione in copula, in verbo: la metamorfosi è la fuga. La prima parte del volume è dedicata all'immagine fiabesca della preda che fugge e del cacciatore/predatore che insegue. "Metamorfosi e identità" sono la posta in gioco nel perenne conflitto tra oppressori e oppressi. "La metamorfosi di fuga come erosione del dominio" è la via per l'emancipazione. La fuga descritta non è una ritirata, ma una fuga di carattere etico da tutte le forme di dominio. Chi fugge, nel libro, fugge da tutte le situazioni di prepotenza, fugge dalla presa del potere nel senso che il potere non lo vuole né per sé né per Altri, rifiuta il concetto di superiorità, non vuole essere dominato e non vuole dominare.
La metamorfosi è la capacità della "preda" di sfuggire agli artigli del "predatore". L'uomo moderno, consapevole del suo stato di esser preda costante del potere, attraverso la capacità di cambiamento cerca di sottrarsi alle forme di controllo che le forze dominanti attuano costantemente. Si realizza così il miracolo del più debole che, attraverso le sue metamorfosi, fa cambiare forma al più forte, sottraendogli forza. Il potere per definizione è statico, unidimensionale e conservatore, la metamorfosi è il regno delle molteplicità e, per questo, è una reazione alle forme di dominio.
Dopo aver analizzato i "divieti di metamorfosi", il concetto di "schiavitù" e la "psicologia dell'afferrare e dell'incorporare", che sostiene come il potere abita in noi anche attraverso i gesti primordiali, apparentemente innocui e innocenti, il libro, nella parte finale, fa un accostamento singolare fra "La metamorfosi" di Franz Kafka e la resurrezione di Gesù Cristo. "La metamorfosi come approssimazione verso se stessi" invita al riscatto, all'emancipazione, e nasce da una presa di coscienza del proprio stato. L'uomo che in una notte diviene all'improvviso scarafaggio, un "insetto immondo", è la metafora dell' individuo moderno al quale la società ha tolto tutta la sua umanità e lo ha ridotto a essere un "mostro mercantile".  "La metamorfosi e la cocifissione" rivelano un Cristo, così osannato e ascoltato quando operava miracoli straordinari, che invece resta solo e infamato sulla croce. La società farisaica, così poco incline ai cambiamenti e alle metamorfosi, lo rende bersaglio di tanto disprezzo; tale società educava ed educa le masse a inseguire e adorare la grandezza, la forza e il successo e a disprezzare o compatire gli ultimi, gli umili per poi spartanamente espellerli dal sistema della competizione permanente e unidimensionale. L'ultimo capitolo fornisce la chiave positiva del libro. La speranza viene alla luce attraverso la consapevolezza della propria fragilità e contraddittorietà. "La bontà nell'insicurezza del suolo" nasce quando avvertiamo che ovunque noi poggiamo i nostri piedi scopriamo un "terreno" instabile, provvisorio, effimero; in questa cognizione di precarietà, che è l'esistenza, ci accorgiamo di essere entità responsabili, per noi e per coloro che ci sono vicini. Condividendo, così, la stessa condizione di debolezza con chi è come noi, ci rafforziamo negli Altri. Per concludere, "Basta Pagare" e "Metamorfosi e fuga" mettono in luce la fragilità delle relazioni sociali e familiari, sostenute e alimentate principalmente dal Denaro, dal Successo e dal Potere. Questa oscena trinità, che in un periodo come questo di forte crisi, economica e di valori, vediamo all'opera nella sua esemplare capacità distruttiva, continua a essere il mezzo per eccellenza di comunicazione e di affermazione tra gli individui. In un sistema troppo genuflesso al potere se cadi in disgrazia, così come è accaduto al povero Gregorio, protagonista de "La metamorfosi" di Kafka, anche le persone più vicine non ti vogliono più. Siamo tutti, chi più chi meno, adoratori della forza e del successo. Si salvi chi può o, meglio, la speranza è: CHI PUO' SALVI CHI NON PUO' (Leo Tenneriello)

per informazioni, concerti e contatti:

LeoLive +39 333.33.83.505
www.myspace.com/leotenneriello
http://leo-tenneriello.believeband.com
leotenneriello@alice.it
https://www.facebook.com/leo.tenneriello


 

Quelli di Brioni... i figli degli anni terribili” di Maurizio Fumarola Mauro e Simonetta Ghezzi (Besa editrice) il 27 e il 28 gennaio 2012 a Nardò

Nell'ambito della rassegna Shoah (suoni, domande, storie parole ) per il 27 gennaio 2012 e per il 28 gennaio 2012 sono previste due presentazioni a Nardò (Lecce) del volume edito da Besa editrice dal titolo  "Quelli di Brioni... i figli degli anni terribili" di Maurizio Fumarola Mauro e Simonetta Ghezzi (Besa editrice). Il primo appuntamento del 27 gennaio è previsto alle ore 10,00 presso il Teatro Comunale di Nardò in Corso Vittorio Emanuele II. Modera la scrittrice e giornalista Luisa Ruggio Il secondo appuntamento è invece previsto per le ore 20,00 del 28 gennaio 2012 presso il Caffè Letterario di via Roma sempre a Nardò, ed insieme agli autori interverrà lo scrittore Andrea Salvatici.

Dopo sessant'anni Fumarola rompe il silenzio e racconta la propria esperienza nel IX Corso per allievi ufficiali di complemento di Marina, che subì la vergognosa cattura e il conseguente trasferimento nei campi di concentramento nazisti. La storia di un giovane catapultato da un tranquillo ambiente di provincia alle prove atroci della deportazione e della prigionia, narrata per uscire da quel profondo disorientamento che colpì i reduci quando constatarono amaramente che alcuni avvenimenti storici fondamentali erano stati travisati o compresi parzialmente, e che un ampio settore bellico, compreso tra Istria, Balcani ed Egeo, in cui si era consumato il sacrificio di più di un milione di militari, era stato trascurato o addirittura dimenticato.
Solo oggi che aguzzini e vittime sono entrati tutti "nello stesso stato d'innocenza", ci si chiede se sia finalmente giunta l'ora non di riscrivere la storia, ma di comprenderla fuori da schemi preconcetti, imposti politicamente. In questo senso il testo si prefigge lo scopo di offrire, attraverso una sofferta testimonianza e prescindendo dall'ottica di una sola nazione e di un solo schieramento, una visione più completa e un giudizio più equanime sul significato di quanto in quegli anni terribili accadde.


 

Il libro della Shoah - Ogni bambino ha un nome… Introduzione di David Grossman . Illustrazioni di Valeria De Caterini (Edizioni Sonda). Ecco gli appuntamenti

Un libro unico per l'originalità dei materiali offerti, per la prospettiva pedagogica suggerita e per la competenza e autorevolezza di autori, collaboratori e illustratori. I due racconti inediti di Lia Levi e Uri Orlev riescono a parlare alle menti e ai cuori di ogni lettore, per ridare «volto» e «storia individuale» al milione e mezzo di bambini ebrei, slavi, zingari…, ai quali le persecuzioni naziste hanno strappato l'infanzia. Negli ultimi anni in Italia, con la crescita di iniziative legate al Giorno della Memoria, si sono sviluppati anche gli studi dei vari aspetti della Shoah, con l'obiettivo di salvaguardarne la memoria e sempre più di coglierne le peculiarità: i bambini nella Shoah è una di queste.  Il delicato tema dell'infanzia è stato così affrontato da numerosi storici che hanno colto il bambino non solo come vittima, bensì come una storia e un'identità specifiche. Il libro della Shoah propone un'originale raccolta di materiale narrativo, storico, artistico, musicale e didattico finora inedito in Italia, rielaborato con sensibilità e competenza dalle autrici, sul tema specifico della Shoah vissuta dai bambini. Oltre ai racconti inediti di Lia Levi, Sulla luna nera un grido, e di Uri Orlev Il sottomarino, il volume vede la collaborazione di autorevoli studiosi come Marco Brunazzi, Alberto Cavaglion, rav Roberto Della Rocca, Anna Foa e Brunetto Salvarani, ed è arricchito dalle illustrazioni e le opere d'arte di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini. La ricostruzione, attraverso testi e immagini, del vissuto dei «bambini nella Shoah» e la presentazione e analisi di materiale inedito in Italia sui ghetti di Łódź e Terezín, nonché la rievocazione di fatti, ricordi, testimonianze, canzoni e vita quotidiana, offrono al lettore la concretezza del vissuto di allora, l'occasione per interpretare l'oggi e lo spunto per costruire il domani.  Con una guida finale per la lettura creativa del volume e un punto di partenza per la conoscenza della Shoah e dei valori universali correlati: la convivenza tra i «diversi», l'educazione del futuro cittadino la conoscenza e l'accettazione dell'«altro».
Questo libro bussa alla porta dei bambini e dei ragazzi ma si rivolge anche a genitori e addetti ai lavori come insegnanti, educatori e bibliotecari, chi frequenta i più giovani e dialoga con loro attraverso i linguaggi della conoscenza e dell'affetto.

Sarah Kaminski, docente di ebraico moderno presso l'Università di Torino e traduttrice, si è specializzata in didattica della Shoah presso la prestigiosa Scuola di Yad Vashem (Gerusalemme). Collabora attivamente con istituti storici e associazioni culturali ed è consulente della rivista di studi ebraici «Keshet».

Maria Teresa Milano, dottore di Ricerca in Ebraistica e musicista, affianca all'attività artistica quella didattica. Ha seguito un corso di perfezionamento su «Musica e Shoah» (Prof. David Bloch, Tel Aviv University). Ha curato l'edizione italiana di H. Krasa, Brundibar, Boosey&Hawkes, Berlino 2008, operina composta a Terezín.

Una mostra multimediale a cura di Sarah Kaminski, Maria Teresa Milano (autrici de Il libro della Shoah) e Antonio Monaco: 20 suggestivi pannelli a colori che richiamano immagini e testi del volume Il libro della Shoah (Sonda editore). Una mostra unica per i contenuti e per la particolare attenzione grafica e didattica nella scelta delle immagini e dei testi. La mostra intende ricostruire il vissuto dei "bambini nella Shoah", attraverso testi e immagini, illustrazioni, rievocazioni di fatti storici, ricordi, testimonianze e frammenti di vita quotidiana. Le opere d'arte proposte sono di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini, oltre a disegni di bambini e documentazione fotografica ancora inedita in Italia. La mostra è pensata e realizzata per bambini e ragazzi dai 9 ai 14 anni, ma si rivolge anche a genitori, insegnanti, educatori e a tutti coloro che hanno a che a fare con l'educazione dei ragazzi, per creare uno spazio di condivisione e confronto.

In occasione della Giornata della Memoria l'associazione culturale Zerovolante in concerto con il Comune di Lecce organizza:

Ore 10,30– 12,30
Ogni bambino ha un nome…
Laboratorio didattico: disegno, musica e teatro
Percorsi didattici da Il Libro della Shoah di Sarah Kaminski e Maria Teresa Milano

Esposizione di 20 tavole delle opere d'arte di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini.

Ore 17 – 19
Omaggio a Primo Levi e Chagall
Incontro multidisciplinare fra letteratura, pittura e musica
Con Simone Franco - attore, Stefania Negro - poetessa, Orodè Deoro - pittore, Raffaele Zanframundo - video

Ore 21
Recital Concerto di Shanà Tovà
Musiche yiddish e sefardite
Con Nadia Martina – cantante, Simone Franco – narrazioni, Fabio Zurlo – fisarmonica, Roberto Chiga – tamburelli, Orodè Deoro – performance pittorica

mercoledì 25 gennaio 2012

Processo Iblis: il Comune di Catania si costituisce parte civile

La giunta comunale su proposta del sindaco Raffaele Stancanelli ha deliberato stamani la costituzione di parte civile del Comune di Catania nel procedimento penale denominato "Iblis" che sarà celebrato domani 26 gennaio innanzi alla Corte d'Assise di Catania. Il Comune nel dibattimento sarà rappresentato dall'avvocato Agata Barbagallo, legale interno all'avvocatura comunale stessa. Nella delibera approvata dalla giunta Stancanelli la costituzione di parte civile è motivata dall'interesse rilevato dal "Comune di Catania a costituirsi parte civile in ordine ai reati contestati relativi a fatti commessi nel territorio cittadino, per ottenere nei confronti degli imputati a il risarcimento dei danni, poiché nel compimento dei reati contestati è stato provocato allarme sociale, limitazione della libertà fisica e morale dei cittadini, impedito il libero esercizio delle attività economiche e danneggiato il buon nome della città di Catania, provocando così danno economico per oggettiva difficoltà conseguente al mancato introito''.

 

Il Presidente Napolitano fa gli auguri al prof. Luigi Luca Cavalli Sforza per il suo 90° compleanno

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso i più cordiali auguri al prof. Luigi Luca Cavalli Sforza, in occasione del novantesimo compleanno, rilevando che "la sua altissima opera di studioso, la sua straordinaria, sempre feconda dedizione alla ricerca scientifica e alla causa della cultura hanno fatto e continuano a fare onore all'Italia".

 

In libreria Thomas Drimm - La fine del mondo viene di giovedì di Didier Van Cauwelaert (Fanucci)

Un adolescente con qualche chilo in più e con qualche difficoltà di apprendimento e di attenzione si ritrova coinvolto nell'omicidio di uno scienziato responsabile dell'invenzione di un chip in grado di controllare ogni gesto e ogni pensiero degli individui. Ha inizio così un'avventura che lo condurrà a riflettere sui valori perduti della società in cui vive e sulle possibilità di conservare identità e memoria nonostante l'utilitarismo dilagante che tende a cancellare ogni cosa. Un romanzo che attraversa con leggerezza tematiche profonde e interrogativi irrisolti della società contemporanea: il limite della scienza, il suo utilizzo da parte del potere, l'uso improprio e liberticida delle conoscenze scientifiche.

Didier Van Cauwelaert è nato in Francia nel 1960. Dedicarsi alla scrittura ha sempre rappresentato il suo sogno fin da quando era bambino. Dopo essersi dedicato al teatro e aver lavorato come critico letterario per un canale televisivo, nel 1981 un editore francese ha pubblicato il suo primo libro. Nel corso della sua carriera, Didier Van Cauwelaert ha scritto venti romanzi, vendendo ben 5 milioni di copie solo in Francia e diventando in poco tempo un caso unico. Nel 1994 il suo romanzo Un Aller simple ha vinto il premio Goncourt.

 

In libreria Binario Morto di Edoardo Angelino (Besa Editrice)

L’azione è ambientata in una città del Piemonte meridionale nel marzo del 1948. Nello scalo merci della stazione ferroviaria viene trovato il cadavere di un capotreno fascista. L’indagine è affidata a Pietro Contini, ora diventato commissario di p.s., coadiuvato dal vecchio maresciallo Pautasso, esperto conoscitore della mala locale. Le ricerche portano dapprima ai bassifondi cittadini, poi si orientano verso un gruppo di ferrovieri comunisti, subito incarcerati. Il loro arresto fa salire la tensione in città e provoca duri scontri tra polizia e manifestanti di sinistra. Il questore e il capo della divisione politica vorrebbero strumentalizzare il caso in vista delle imminenti elezioni e cogliere l’occasione per vietare un comizio di Togliatti. Contini, poco convinto della colpevolezza degli indiziati, segue altre piste. Gli è d’aiuto la figlia della sua padrona di casa, giovane militante comunista, che lo mette in contatto con gli ambienti della sinistra locale. Sempre più osteggiato dai superiori, il commissario porta avanti con testardaggine l’inchiesta e fa riaffiorare il recente passato che molti vorrebbero dimenticare. Seguendo i canoni del giallo tradizionale, Contini riuscirà all’ultimo minuto a scovare il vero colpevole, in un finale che gli consentirà anche di consumare una sottile vendetta dal sapore anarchico contro l’autorità costituita.

Edoardo Angelino è nato ad Alessandria nel 1950 e risiede ad Asti. Ha esordito nel 1995 con L’inverno dei mongoli, edito da Einaudi, con il quale ha vinto il premio Berto quale miglior esordiente ed è stato finalista al premio Alassi.

martedì 24 gennaio 2012

Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo - Oggiì alle 20,15 diretta webtv

Oggi 24 gennaio, alle ore 20,15, presso l'Aula dei Gruppi parlamentari, in Via di Campo Marzio 78, si terrà la presentazione del libro "Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo", di Donatella Di Cesare, edizioni Il Melangolo. Aprirà l'evento un intervento di Saluto del Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. Interverranno, oltre all'autrice, Andrea Riccardi, Angelino Alfano, Giovanni Maria Flick, Roberto De Vita, Paolo Mieli, Riccardo Pacifici, Piero Terracina. Moderatore Sandro Di Castro. L'appuntamento, organizzato dal Consiglio del Benè Berith Roma e dal Presidente Sandro Di Castro, sarà trasmesso in diretta sulla webtv di Montecitorio (http://webtv.camera.it).

L'U.S. Siracusa srl è pronta a ripartire con rinnovato slancio

Siracusa, 24 gennaio 2012 -  L'U.S. Siracusa srl comunica che, grazie alla fattiva ed efficace disponibilità di ERG nella persona del Dr. Diego Bivona, responsabile delle Relazioni Istituzionali, che ha fatto da tramite con i vertici di Genova, la tranche economica in scadenza al 31 gennaio c.m., spettante all'U.S. Siracusa per il contratto di sponsorizzazione per la stagione in corso, è stata anticipata di una settimana così come richiesto dalla Società.

La somma erogata anticipatamente dalla ERG servirà all'U.S. Siracusa sia per la regolarizzazione  delle scadenze fiscali previste dalla Covisoc per il 14 febbraio p.v., sia per richiedere il DURC, documento tanto ricercato dal Comune di Siracusa per il rilascio della somma spettante alla Società.

Il Presidente Salvoldi ed il vice Mauceri ringraziano il Dr. Bivona e la ERG per aver dimostrato sensibilità nei confronti della società e soprattutto per aver dimostrato di credere in quello che, fin adesso, l'U.S. Siracusa ha concretamente fatto.

L'U.S. Siracusa si augura che questo importante gesto di ERG possa essere di sprono sia alle Istituzioni sia alle imprese private affinché possano avvicinarsi alla squadra della nostra città.

 

Autodafè. L'arte dell'incoerenza di Alessandro Matteo in mostra a Lecce il 27 gennaio

Si apre a Lecce venerdì 27 gennaio alle ore 20,00, presso la sede della II Circoscrizione: Santa Rosa-Stadio- Salesiani la Mostra personale "Autodafè. L'arte dell'incoerenza" di Alessandro Matteo che resterà aperta fino al 1° febbraio.
Alla presenza delle Autorità, del Presidente della Circoscrizione Fabio Campobasso, interverranno Rosanna Gesualdo e Lucy Ghionna, nel corso della serata la performance musicale dei Zweisamkeit
La mostra, organizzata dall'Associazione Le Ali di Pandora, è un altro momento di lettura e comprensione dei linguaggi trasversali dell'arte: in un momento di coercizione di coscienze l'arte deve raccontare il proprio tempo attraverso le visioni dell'artista affermando la responsabilità di fronte alla storia e agli avvenimenti del nostro tempo dove l'azione si adegua ai tempi. Benjamin sostiene che Espressione e Comunicazione costituiscono il carattere bipolare d'ogni entità linguistica, la comunicazione, dunque, diventa comunicazione incomunicabile, ed è su questo che verte l'idea dell'"Autodafè" di Alessandro Matteo, classe 1985, che spiega: "(...)Il mio rapporto con l'arte si basa sulla commistione tra la lentezza dell'arte "alta" (la sua manualità già ampiamente riscoperta dal mondo e dal mercato dell'arte) e la velocità sempre più nevrotica del mondo della comunicazione e dei nuovi media in cui si muove il magma dell'arte "bassa"; un mondo in cui una immagine può durare pochi centesimi di secondo. Partendo da questo presupposto è per me necessario fare una ricerca dei linguaggi che stanno a metà; l'unire più cose alla ricerca di una via da percorrere; il crossing over come unica via per trovare un linguaggio fresco e comprensibile; con due consapevolezze: che nessuno ha mai creato niente dal nulla e che il buon gusto uccide la creatività.(...) Questo è un lavoro, che passa di necessità dal mondo degli archetipi e della comunicazione. Alla ricerca non del cut-up o del postmodernismo fine a se stesso ma della creazione di figurine che possano "ricordare" qualcosa a tutti. E per trovare questo (quello che mi unisce agli "altri") faccio una operazione di ritrattazione ed ammorbidimento del mio modo di vedere e sentire le cose; un gesto di amore che mi faccia perdere qualcosa di me per poter entrare in comunicazione con chiunque ne abbia voglia. Un vero e proprio autodafé.".
Una convincente elaborazione artistica, dunque, con un linguaggio contemporaneo dove si racconta la quotidianità incentrata sull'assurdo, sulla sofferenza, sull'alienazione, sull'illusione, sul sogno, sulla funzione distruttiva e come sosteneva Harald Szeemann:" (...) Agli artisti oggi non si richiede più un'affermazione spasmodica della propria identità, ma si fa appello a ciò che di eterno c'è nell'uomo, sulla base del radicamento locale, l'unico a poter dare peso, a legittimare questo appello. E' la lotta centenaria tra astrazione e figurazione che sembra passata definitivamente agli atti. La cognizione di tempo e spazio, o di spazio che si fa tempo, o diventa patrimonio comune, tanto che alcuni artisti si sono potuti già liberare di nuovo del potere dell'autonomia, per trovare la strada verso comportamenti, modi di vedere, o desideri comuni all'umanità".

Scrive  di lui Lucy Ghionna: "Il segno ed il colore sono la chiave del lavoro di Alessandro Matteo. I suoi lavori esprimono degli indovinelli visivi, si trasformano come camaleonti in forme racchiuse nelle macchie di colore. Qualunque cosa ha diversi significati, risveglia l'interesse fornendo l'occasione per un indovinello mentale, come nel ricostruire la storia raccontata dall'opera stessa. Il segno è consapevole, accertato, esso si avvicina a una forma figurativa con il limite della stilizzazione. Un concetto di "ricerca"di forme già esistenti nel subconscio che si rafforza ancora di più dall'aggiunta dei colori.Un'Arte che rivela al fruitore forza di pensiero e sviluppo di idee, non la piattezza della consuetudine ma l'ardire della ricerca. La segnica e i cromatismi di Alessandro Matteo riflettono un talento compositivo intriso di indiscussa creatività"

Alessandro Matteo, nato nel 1985, vive e lavora a Lecce; operatore artistico incapace di applicare la sua proposta ad un singolo campo aggiunge alle "doti artistiche" una discreta capacità tecnica in molte aree anche distanti dal mondo accademico classico che lo portano ad occuparsi  di montaggio e produzione audio/video, di sonorizzazioni ambientali e di grafica e scrittura pubblicitaria; ciononostante non disdegna di occuparsi di forme artistiche più classiche come pittura, video/audio installazioni o performance che lo portano anche e continuativamente a confrontarsi con altri singoli artisti o con collettivi artistici (fa parte di "Zweisamkeit" e "Selvaggi del Borneo""); lontanissimo da un approccio purista alla Cosa Artistica ritiene che l'"Arte" possa annidarsi ovunque e che ovunque vada fatta "Arte".


 

Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato

 
 
 
 
“Dopo La Trilogia tratta da Il Signore degli Anelli, è ora Lo Hobbit a sbarcare sul grande schermo con una double feature: The Hobbit, An Unexpected Journey e The Hobbit, There and Back Again. Entrambi saranno nei cinema convenzionali e in quelli in 3D. Tutti e due sono ambientati nelle Terra di Mezzo sessant'anni prima del racconto de Il Signore degli Anelli di Tolkien. Lo Hobbit segue l'avventura di Bilbo Baggins, interpretato da Martin Freeman, che viene trascinato in un'epica vicenda per riconquistare Erebor, una volta regno dei nani ora governato dal temibile drago Smaug.
USCITA CINEMA: 14/12/2012
REGIA: Peter Jackson
SCENEGGIATURA: Guillermo del Toro, Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens
ATTORI: Martin Freeman, Cate Blanchett, Elijah Wood, Lee Pace, Andy Serkis, Orlando Bloom, Ian McKellen, Ian Holm, Richard Armitage, Christopher Lee, Mikael Persbrandt, Dean O'Gorman, Benedict Cumberbatch, Luke Evans, Stephen Fry.” (fonte Comingsoon)

In libreria La sposa tradita di Artur Spanjolli (Besa Editrice)

Con una precisione degna di uno storiografo, Artur Spanjolli colloca la storia di La sposa rapita in un remoto passato dell’Albania, quando le donne erano schiave degli uomini e le figlie merci di scambio per matrimoni convenienti, quando gli affari di cuore si risolvevano armi alla mano, nel divampare di passioni primitive, faide familiari e morte. Lo scrittore che ci ha fatto conoscere la religione della famiglia e degli avi in Cronaca di una vita in silenzio, offrendoci il ritratto della stirpe dei Cialliku come esempio di civiltà e di buone usanze, intende narrare l’altra faccia della medaglia, quella selvaggia e barbara di due famiglie in lotta. Spanjolli racconta un episodio di sangue, attinto dalla cronaca locale, che con la consueta perizia narrativa trasforma in una favola amara dai molteplici significati.

Artur Spanjolli è nato a Durazzo nel 1970. Dal 1992 vive in Italia, dove si è laureato in lettere. Artista e poeta, con Besa ha pubblicato Eduart (2005), La Teqja (2008) e Cronaca di una vita in silenzio (2010).

lunedì 23 gennaio 2012

Alla Casa Bianca, il 9 febbraio Obama incontra Monti

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, incontrerà il Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, alla Casa Bianca giovedì 9 febbraio 2012. Al centro dei colloqui i principali temi, regionali e globali, dell'agenda internazionale: dagli sviluppi della Primavera Araba, a seguito anche della recente missione in Libia del Presidente del Consiglio, al processo di pace in Medio Oriente ed alla situazione regionale in Afghanistan, oltre che ai principali temi G8 e NATO in vista dei Vertici di Chicago in maggio.
L'incontro consentirà, infine, un'approfondita discussione sulla situazione economica e finanziaria dell'Eurozona e sull'attuazione delle misure italiane per assicurare il consolidamento fiscale ed attuare riforme strutturali per far ripartire la crescita in un contesto di equità sociale.