mercoledì 21 marzo 2012

I primi due titoli di Lantana editore della collana “il raggio verde”: si parte da Gurdjieff


La casa editrice Lantana inaugura la nuova collana “il raggio verde”. Perché il «raggio verde»? Il «raggio verde» è un fenomeno ottico osservabile in particolari condizioni atmosferiche al tramonto o all’alba, quando per effetto della rifrazione si produce una striatura verde sulla sommità del disco solare. Questo fenomeno ha dato origine a una leggenda secondo la quale  «chi è stato tanto fortunato da percepirlo una volta, vede chiaramente nel cuore proprio e altrui» (Jules Verne, Le rayon vert). È questa la chiave ispiratrice della collana: dalla realtà alla visione. Una serie di libri rivolti alle pratiche, agli insegnamenti e ai grandi maestri della ricerca spirituale che attraversa generi diversi: memorie, romanzi, autobiografie, forme di pensiero e di insegnamento che non propongono una fuga dal mondo, ma che partono dall’osservazione del reale e della natura per renderci più consapevoli di noi stessi e del nostro ruolo nel mondo. Testi di autori la cui influenza si è estesa spesso in assenza di riconoscimenti ufficiali, fonte di ispirazione per ogni epoca. I primi due titoli della collana sono di  Charles Stanley Nott e sono rispettivamente “Insegnamenti di Gurdjieff - Diario di un allievo” e “Nuovi insegnamenti di Gurdjieff - Viaggio nel mondo”
Insegnamenti di Gurdjieff - Diario di un allievo di Charles Stanley Nott
«Gurdjieff dice: “Ora essere qui". A volte il problema della gente è di tentare invano di fare più cose contemporaneamente». Franco Battiato, Tecnica mista su tappeto. Chi era Gurdjieff? Uno scrittore? Un ipnotista? Un musicista? Un «maestro di danza»? Creatore di un originale sistema di insegnamento, sospeso tra sufismo e misticismo, Gurdjieff è stato uno dei più enigmatici maestri spirituali del secolo scorso. Dotato di un carisma straordinario che richiamò seguaci da tutto il mondo, affidò la divulgazione del suo pensiero a opere complesse. Incontri con uomini straordinari, che è il suo testo più autobiografico, lo ha fatto conoscere a un vasto pubblico e assurgere a vera e propria icona del pensiero novecentesco. Le testimonianze, i diari e le memorie dei suoi allievi diretti costituiscono una letteratura a sé stante, ricca e singolare, opera di uomini e donne affascinati da un essere umano fuori dal comune, che ha esteso la sua influenza anche a grandi personalità del mondo contemporaneo, da Katherine Mansfield a Peter Brook, da P.D. Ouspensky a Franco Battiato. In questi Insegnamenti di Gurdjieff, presentati per la prima volta in due volumi al pubblico italiano, Nott racconta gli anni trascorsi con il maestro. Le sue memorie sono uno spaccato di storia novecentesca ricco di suggestioni, aneddoti, personaggi, testimonianze dal vivo, che contribuisce a precisare il vero volto dell’«inconoscibile Gurdjieff», fenomeno laterale ma tra i più fertili della cultura e della ricerca spirituale.
Charles Stanley Nott - Nato nel Bedfordshire (1887), allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò nell’esercito canadese, partecipando in seguito a una spedizione in Russia. Al suo ritorno, con il ricavato della vendita di una collezione di stampe, comprò una libreria nel centro di Manhattan. Poco dopo, sempre a New York, incontrò Alfred Richard Orage, che lo introdusse all’insegnamento di Gurdjieff e alle attività da lui promosse a Fontainebleau. Dopo il crollo della Borsa del 1929 si stabilì a Londra con la moglie, Rosemary Lillard, allieva americana di Gurdjieff, per intraprendere la professione di editore. Nel 1940 tornò nuovamente a New York, dove ebbe inizio anche la sua attività di autore (Il giovane Churchill, 1941). Nel 1947 avviò la Janus Press, con la quale pubblicò lavori di Orage e la traduzione del racconto allegorico persiano di Attar, La conferenza degli uccelli. Nel 1961 uscì la sua opera Insegnamenti di Gurdjieff, cui fece seguito nel 1969 Altri insegnamenti di Gurdjieff. Trascorse gli ultimi vent’anni della sua vita tra Londra e il Buckinghamshire, dedicandosi alla scrittura e al giardinaggio. È morto nel 1978.

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