mercoledì 15 febbraio 2012

Intra/extra: scomporre il prisma letterario. Novità librarie e dibattito con Mauro Minervino, Franco Arminio, Michelangelo Zizzi, Vittoria Coppola. Ideato e presentato da Pasquale Vadalà per “L’isola che vogliamo”

Nel suo saggio del 1960, "L'occhio e lo spirito", Maurice Merleau-Ponty si interroga lungamente sull'ermeneutica scientifica, filosofica ma anche artistica e letteraria. Tipica della scienza sarebbe una conoscenza fondata sulla separazione, quanto più accentuata possibile, tra l'oggetto, la dinamica da descrivere e riassumere in regola matematica, e l'occhio dell'indagatore/manipolatore, ai fini della massima oggettività e astrattezza. Concetto condensato nella frase ""La science manipule les choses et renonce à les habiter": manipolare comporta tenere le cose ad una certa distanza, per cui esse corrispondano ad oggetti definibili, analizzabili, segmentabili, scomponibili, ricomponibili eventualmente secondo altre e nuove combinazioni.Come tipico della filosofia emerge invece il pensiero che ritrova la pesantezza del corpo, delle cose, del mondo-ambiente. La filosofia "fait voir par des mots": come la pittura e la letteratura, possiede un discorso che mostra l'invisibile che abita il visibile, senza trascendere affatto il mondo visibile, ma abitandolo, come il nostro corpo abita le cose. Eppure questo discorso è troppo spesso affaticato da una tradizione accademica stratificata, che si è voluta far credere intrinseca al pensiero filosofico e che finisce per dar vita anch'essa ad una "tecnica" ridondante.

 

E' qui che guadagna il posto d'onore l'artista, il letterato o il nuovo filosofo, capaci di rendere il suo occhio "universale" o quantomeno infinitamente attingibile, senza poggiarsi necessariamente ad una tecnica spersonalizzante e dualista: nel caso che a noi più interessa, quello della scrittura, il dire e il mostrare si devono dare in simultaneità, grazie ad una parola capace di disvelare il segreto della sua stessa possibilità di dire.

 

I testi degli autori invitati al dibattito rappresentano alcuni dei modi che la parola ha di giungere al cuore delle cose senza passare per il tecnicismo della scienza e della filosofia storica: segni che giungono allo spirito. L'occhio orientato alla descrizione, comprensione, divulgazione dei luoghi nel loro essere "esemplari" e sociali, per Mauro Minervino; alla riesumazione di una dimensione perduta della convivenza umana, studiata ed enunciata nella "paesologia", via di mezzo tra l'etnologia e la poesia, come la definisce lo stesso Franco Arminio; all'esoterica, alchimistica poiesis linguistica di Michelangelo Zizzi; all'intimismo venato di rosa della recentissima "rivelazione letteraria" Vittoria Coppola.

Un prisma letterario senza sofismi, che rivelerà le sue sfaccettature nel corso della serata.

In esposizione durante l'evento, un contributo dell'artista concettuale barese Tommaso Lacalamita, la scultura "freno di stazionamento".


Franco Arminio (Bisaccia, 19 febbraio 1960) è poeta, scrittore e regista italiano. Vive a Bisaccia, centro dell'Irpinia orientale in provincia di Avellino. Collabora con diverse testate locali e nazionali, quali "il manifesto", "Il Mattino", "Ottopagine", "Corriere del Mezzogiorno". E' animatore del blog "Comunità Provvisoria", nonchè documentarista al centro di numerose battaglie civili, ad esempio contro l'installazione delle discariche in Alta Irpinia e la chiusura dell'ospedale di Bisaccia. Fa parte degli autori scelti da Gianni Celati per l'antologia Narratori delle riserve, dove sono raccolti 5 brevi racconti (da Miniature). Tra le sue pubblicazioni si annovera Diario civile, una raccolta di articoli edita da Sellino Editore. Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia ha vinto il Premio Stephen Dedalus per la sezione "Altre scritture", rivinto nel luglio 2011, con Cartoline dai morti . L'11 ottobre 2011 è uscito il suo ultimo libro "Terracarne " edito da Mondadori.

 

Mauro Francesco Minervino (nato a Paola, Cosenza, nel 1959),  è un antropologo prestato alla letteratura. Ha insegnato Antropogeografia ed Etnologia delle Culture Mediterranee al DAMS dell'Università degli Studi della Calabria. Attualmente è Ordinario di Antropologia Culturale ed Etnologia nella Accademia di Belle Arti di Catanzaro. E' autore di saggi e volumi pubblicati da diversi editori. Studioso di etnografia e di letteratura di viaggio, è impegnato in ricerche sulle minoranze europee (Rom, Arbresche, Ebrei) e sugli aspetti delle culture mediterranee nel loro arduo processo di modernizzazione. Giornalista e scrittore, collabora con le "pagine culturali" di numerosi quotidiani, italiani e stranieri (Quotidiano Terra, l'Unità, Il Manifesto, Il Mattino, Gazzetta del Sud, International Herald Tribune ) oltre che alle riviste "Nuovi Argomenti" e "Diario". Autore di programmi di Radio3, Rai-Libro e Rai Educational come "42° parallelo – Leggere il '900" (con Maria Pia Ammirati e Gabriele Vacis) e "Babele-Magazine" con Corrado Augias, ha realizzato il film etnografico "Lontani, vicini. In viaggio tra i Rom. Dalla Calabria alla regione di Csongrad (Szeged-Ungheria meridionale, 2001)". Con la fotografa Giuliana Traverso, nel 2002 ha esposto a Palazzo Ducale a Genova la mostra "Genova. Immagini di città. Quarantasei fotografie raccontate."

Notevole la sua attività in letteratura: un suo racconto appare nell'antologia "Italville. Nuovi scrittori nel paese che cambia", uscita a cura di Enzo Siciliano nel 2003 per Mondadori; nel 2006 pubblica il volume "In fondo al Sud" (Philobiblon), con prefazione dell'antropologo francese Marc Augé. Il suo volume "La Calabria brucia" (Ediesse, 2008) è ora alla seconda edizione, con una nota di Gian Antonio Stella. Nel 2010 pubblica per Fandango"Statale 18", incentrato sull'omonima arteria stradale del sud. Strada mortale, disseminata di curve, gallerie, incantevoli scorci, ma anche brutture vergognose. Il dissennato abusivismo, la gestione sconsiderata delle coste cementificate, le contraddizioni di località marine, che uniscono ai loro panorami mozzafiato un'inquietudine nascosta, appaiono in tutta la loro oggettiva e soggettiva incidenza.

 

Michelangelo Zizzi, martinese, è dottore di ricerca, poeta, critico e medico omeopata. Collabora a "Nuovi argomenti", "Y.I.P. Gradiva", "L'immaginazione". Titolare dell'agenzia "Fucine letterarie", organizza corsi di scrittura ed eventi culturali. Si occupa di letteratura italiana del Novecento. Ha prodotto e curato saggi su Bodini, Campana, Comi, Ruggeri ed altri scrittori e poeti.

Molto attivo nella vita letteraria italiana della fine del '900 (amico di Dario Bellezza, della compianta Claudia Ruggeri, di Mario Desiati e Pietrangelo Buttafuoco, apprezzato da Cucchi e Buffoni), è presente nel "Terzo quaderno di poesia contemporanea" (Marcos y Marcos) ed in antologie e riviste quali "Poesia", "Versodove", "La mosca".  Ha pubblicato le raccolta "La casa cantoniera" (Stampa, 2001),  "La primavera ermetica" (Manni, 2002), "Del sangue occidentale" (Lietocolle, 2006).

Vittoria Coppola - Ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere - Comunicazione Linguistica Interculturale  (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). Nel febbraio 2012, con il volume "Gli occhi di mia figlia", stampato per i tipi della salentina Lupo editore, vince il titolo "libro dell'anno" (istituito dalla rubrica del Tg1 "Billy, il vizio di leggere"), davanti a Pansa, Maraini e Carofiglio, ponendosi al centro dell'attenzione dei media nazionali.

 

 

 


 

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